Vuoi tirare più lungo? Vai in palestra e lavora

Dicono che siano le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, più delle nostre capacità. E in questa prospettiva, osservando la mole di lavoro sullo swing e sul fisico che negli ultimi anni hanno deciso di affrontare, possiamo affermare senza timore di essere smentiti che Rory McIlroy, Xander Schauffele e Stephan Jaeger sono certamente dei grandi combattenti non solo in campo pratica, ma anche e soprattutto in palestra.

Dati alla mano, risultano infatti aspetti interessanti del lento progresso del loro gioco che, senza uno studio approfondito, rimarrebbero probabilmente sotto traccia.

Qualche numero: nel 2017, appena sbarcato sul Pga Tour, Xander vantava una club head speed di 117 miglia orarie. Non male, certamente, ma nulla di eclatante. Sette anni più tardi, nel 2024, le miglia di velocità sono passate a 123 (più 6, poco meno di una miglia in più all’anno NdR), con il risultato di un guadagno di 18 yards col driver.

E Rory? Nella stagione 2019-2020, la sua club head speed era di 118 miglia; arrivò in quel mentre DeChambeau che prese letteralmente a pallate ogni par 5, tanto da convincere il nordirlandese a provare in quattro e quattr’otto la via dell’aumento della velocità dello swing. In verità da quel tentativo uscì con le ossa rotte, tanto da giurare alla stampa che mai e poi mai avrebbe continuato su quella strada.

In verità, le cose stanno in maniera molto differente, perché lontano da occhi indiscreti Rory ha continuato a lavorare in palestra e al driving range al fine di aumentare la sua club head speed, che oggi infatti -guarda caso!-  è salita a 123 miglia orarie, più cinque (e più 12 yards) in quattro anni.

E Jaeger? Più noto è il lavoro svolto dal tedesco con base in Tennessee, che da 114 miglia e da 293 yard di media da tee, negli ultimi tre anni è salito alle odierne 119 miglia e 307 yard.

La morale di tutto questo? Che i risultati non sono mai frutto del semplice talento, o del caso, ma piuttosto di  un lungo e lento processo di lavoro e di costruzione. La verità è che bisogna solo applicarsi e pure tanto, perché il vero potenziale è sempre oltre la comfort zone.


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