Solo due settimane fa, per l’ultimo pezzo del 2025 qui su Notizie Golf, vi avevo ricordato quanto potesse essere interessante la lettura e la conoscenza della filosofia nell’ottica di un tentativo di miglioramento del vostro golf: in quell’occasione, vi avevo parlato di Seneca e della sua predica circa l’importanza della gestione delle passioni e delle emozioni; questa volta, quindici giorni più tardi, è il Pga Tour che, circa la decisione improvvisa e inaspettata di riammettere Brooks Koepka tra le fila dei giocatori del circuito americano, pare aver attinto alla filosofia, questa volta medioevale: più precisamente al cosiddetto principio del “Rasoio di Occam”.
In buona sostanza, di fronte all’occasione insperata di strappare l’ex major winner alle grinfie dei milioni sauditi e del LIV, il circuito statunitense si è trovato in una situazione altamente complicata, nella quale inventarsi una soluzione che accontentasse un po’ tutti era estremamente complicato. Ed è stato in quel frangente che al quartier generale del Pga Tour a Sawgrass, tra i neuroni dei boss chiamati a decidere sul destino di Brooks, è entrato a gamba tesa il principio del “Rasoio di Occam”, secondo il quale la soluzione più semplice è quasi sempre la più probabile e corretta. Quindi: acciuffiamoci al volo Koepka, diamogli una multina da 5 milioni di dollari (una miseria per quel livello), non permettiamogli né di disputare i Signature Events, né di poter godere dei bonus della FedEx, ma leviamolo finché siamo in tempo dalle mani dei sauditi.
Detto, fatto. E la “Rasoiata 4.0” è riuscita così bene che neppure il più talebano dei talebani del circuito americano, tal Rory McIlroy, ha proferito una sola parola contraria a riguardo.
Detto ciò, a che punto siamo dopo 4 anni di aperte ostilità tra LIV e Pga?
A giudicare da questa frattura pesantissima, a mio parere il LIV parrebbe morto. E non solo per le centinaia di milioni bruciati ogni stagione, non solo per la mancata ripercussione che non si è saputa creare sui media più importanti, non solo per il generale disinteresse del grande pubblico e, infine, non solo per non aver saputo “cambiare” il volto del golf moderno come invece i sauditi avevano strombazzato all’inizio. Non solo per tutto questo. Ma anche per un altro indizio non meno importante: ora, avete presente chi sono gli ultimi, imperdibili acquisti del LIV? Eccoli qui: tali Tom McKibbin, Laurie Canter,Victor Perez, Thomas Detry, Elvis Smylie e Josele Ballester. Per carità, stiamo discutendo di grandi talenti e ottimi campioni, ma, vi chiedo, sono giocatori capaci di creare movimento nei media che contano? Di accrescere la popolarità del circuito? Di appassionare i tifosi?
Non credo.
E soprattutto non credo che alla lunga i vari Jon Rahm, Bryson DeChambeu e forse anche Cam Smith, ovvero i gioielli più prestigiosi del LIV, resteranno a Riad a lungo: certamente non si trasferiranno per tutto il 2026, ma poi? Le sirene del Pga Tour stanno cantando anche per loro tre e, sinceramente, resistergli non sarà facile.