LIV Golf, non é un posto per vecchi

(fonte LIV Golf website)

LIV Golf, non é un posto per vecchi

Chiedo venia sin da subito ai fratelli Coen per la licenza poetica che mi sono preso.

Il fatto é che la visione generalmente condivisa della LIV Golf é quella di un circuito popolato da alcuni giocatori avidi, da molti giocatori anziani e da altri arrivati a fine carriera, percezione legata (molto) all’immagine proposta da una importante aliquota degli addetti ai lavori e dei media.

Ma cé un ma.

Il teorema “vado sulla LIV perché mi danno tantissimi soldi / c’é meno competizione / sono a fine carriera” comincia a fare acqua da un pò tutte le parti.

“Tantissimi soldi”

Innanzitutto gli importi concordati nei contratti LIV non sono noti, fatta eccezione, ovviamente, per quelli che riguardano i top players, che mai e poi mai sarebbero rimasti “secretati” (é già nota la cifra che Bryson DeChanbeau richiederà per il rinnovo del contratto alla fine di questa stagione, NDR).

E questo vuole dire che non si possono paragonare alle cifre che arrivano ai top players del PGA Tour grazie a tutti i benefits che vengono loro riconosciuti tramite gli svariati programmi e rankings che il Tour ha sviluppato a tambur battente dalla comparsa della Lega saudita.

Insomma, le somme importanti non sono più un’esclusiva della LIV, fatto innegabile agli inzi del suo percorso.

“C’é meno competizione”.

Meno gare, meno pressione, meno performance.

Questo é un assunto che ho cercato di smontare sin dall’inizio (e ringrazio ancora Paolo Pustetto per suo bellissimo contributo), ma che, con il tempo, é stato “spento” dai risultati conseguiti dai giocatori LIV nei Majors.

Dalla comparsa sulla scena del Tour sostenuto dal PIF, i suoi members hanno vinto 3 titoli (in pectore si potrebbe scrivere 4, ma Cameron Smith é passato alla LIV dopo la vittoria dell’Open Championship del 2022, NDR) e sono saliti per cinque volte sul secondo gradino del podio.

Da scarso bogey-player quale sono chiedo a chi é più titolato di me: sono davvero così poco performanti?

“Fine carriera”

Josele Ballester,  22 anni. seconda stagione nel Team Fireballs.

Tom McKibbin, 23 anni, seconda stagione nel Team Legion XIII.

Caleb Surratt, 21 anni, seconda stagione nel Team Legion  XIII.

Elvis Smylie, 23 anni, rookie nel Team Ripper.

KIm Min-kyu, 24 anni, rookie nel neonato Team Korean.

Michael Lo Sasso, 21 anni, rookie nel Team HiFlyers.

Sono tutti giovani, con una carriera da top amateurs alle spalle, siamo così sicuri che abbiano scelto scientemente di mettere una pietra sopra le loro aspirazioni?

Quello di Michael Lo Sasso (il suo contratto é stato annunciato ieri) é un caso emblematico: é il campione NCAA in carica, e scegliendo di passare al professionismo ha rinunciato all’invito recapitatogli dal Board dell’Augusta National per il prossimo Masters Tournament.

Fonte Ole MIss Athletic IG profile)

Sono certo che i loro nomi li sentiremo ancora, e non solo per le loro prestazioni sulla Lega dei giocatori “finiti”.


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