La LIV Golf riceve i punti del World Ranking

La LIV Golf riceve i punti del World Ranking

Quello dell’accreditamento da parte dell’OWGR é, indubbiamente, uno degli argomenti che ha più segnato il percorso della LIV Golf, data la sua importamza per tutti i giocatori che hanno firmato con la Lega saudita.

Il percorso seguito dai vertici della LIV é stato molto tortuoso, risentendo sia del clima del  momento contingente, sia del pensiero di chi, in quel momento, decideva le strategie da seguire.

Sotto la guida di Greg Norman quel percorso si é risolto in un nulla di fatto, risultato compatibile con lo stato dell’arte del conflitto tra PGA Tour e LIV Golf-

Ma, come avevo auspicato, il ricambio dei vertici sia dei Tours che degli organi di governo del golf mondiale ha favorito la nascita di un clima diverso, meno conflittuale, che ha portato ad una nuova visione, sia da parte della LIV Golf che dell’OWGR.

La LIV Golf ha introdotto delle modifiche nella sua formula (le più rilevanti sono l’allargamento del field a 57 giocatori ed il passaggio della disputa dei tornei sulla lunghezza di 72 buche) e l’OWGR, apprezzando gli sforzi della Lega saudita, alla fine ha attribuito i punti del World Ranking alla LIV Golf già dalla stagione che ha preso il via (il torneo si disputa in notturna) a Riyadh (Thomas Detry e Peter Uhlein leaders dopo il primo giro, NDR).

Screenshot

Ma il lieto fine della vicenda é in realtà un pò meno lieto di quello che appare a prima vista.

Dal comunicato dell’OWGR si evince che l’accreditamento della LIV Golf non é integrale, in quanto prevede dei paletti ben precisi.

Innanzitutto, i punti vengono attribiti solo ai primi 10 giocatori della classifica individuale di ciascun torneo LIV.

In secondo luogo, il metro di attribuzione dei punti stessi é quello che viene applicato ai tornei opposite del PGA Tour (0vvero quelli disputati in concomitanza dei Majors o di tornei di pari livello come il The Players) e a quelli del DP World Tour.

Per fare un esempio pratico, la proiezione dei punti attribniti al vincitore del torneo LIV di Riyadh é di 23,03.

Un torneo delle Fall Series del PGA Tour ne attribusice 37.

I Signature Events ne garantiscono 66.

Il vincitore del Waste Managemnet Phoenix Open in programma questa settimana ne riceverà 59.

Bene ma non benissimo, dal punto di vista della LIV Golf, pensiero che Scott O’Neil, CEO della Lega saudita, ha affidato ad un comunicato ufficiale.

Si percepisce tanta amarezza, sintetizzata nelle frasi che chiudono il comunicato:

“Il gioco del golf merita trasparenza. Gli appassionati meritano credibilità. E i giocatori meritano un sistema che li tratti in modo equo”.

Ora, io comprendo lo stato d’animo dei vertici della LIV Golf che, con molta probabilità, si sentono anche in difetto nei confronti dei loro giocatori.

Ma andando a rileggere, come ho fatto, tutto l’excursus di questa lunga vicenda, mi sento di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Nel field della LIV Golf, come in quelli degli altri Tours, vi sono giocatori di tutti livelli.

Quelli che, fino ad oggi, sono stati penalizzati dalla mancanza dei punti OWGR sono i top players, che sono coloro che si giocano la vittoria dei tornei, e che quindi beneficeranno di questo primo passo verso la normalità.

Se prendiamo ad esempio in considerazione la stagione scorsa, Joaquin Niemann vinse cinque tornei che, se avessero attribuito già i punti, gli avrebbero garantito almeno 110 punti in più per il ranking, garantendogli una posizone ben migliore della centesima che occupa attualmente.

Il pogresso é fatto anche da piccoli passi, e questo passaggio va visto così.

Anche perché é un segno di distensione, che mancava da tanto in uno scenario più o meno conflittuale.


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