Patrick Reed ha conquistato il suo secondo evento del DP World Tour in tre settimane, con una vittoria di due colpi al Qatar Masters 2026.
L’americano, che aveva vinto l’Hero Dubai Desert Classic di gennaio ed era stato battuto al play-off al Bapco Energies Bahrain Championship della scorsa settimana, ha respinto l’attacco finale di Calum Hill e Oliver Lindell, chiudendo con un totale di 16 sotto par al Doha Golf Club.
Hill, l’altro giocatore sconfitto in quel play-off mentre Freddy Schott vinceva in Bahrain, ha terminato al secondo posto con 14 sotto par, per il suo secondo piazzamento da runner-up consecutivo, un colpo davanti al compagno di gioco di Reed, Jacob Skov Olesen, e a Johannes Veerman.
Reed ha dichiarato: “Questo piccolo filotto che ho avuto, due vittorie e un secondo posto, è fantastico. Non potevamo chiedere di più di quello che abbiamo fatto. È speciale venire qui e ottenere due vittorie all’inizio della stagione, e spero che ce ne siano molte altre a venire”.
Olesen ha fatto birdie alla prima buca e Reed è incappato in un bogey alla seconda, pareggiando così la testa della leaderboard dopo che l’americano era partito con un vantaggio di due colpi. Lindell si è unito rapidamente a loro e ha persino preso un colpo di vantaggio su Reed, iniziando il giro in modo spettacolare con sei birdie e due bogey prima di chiudere le prime nove con il suo primo par.
Il finlandese ha fatto birdie alla 11 seguito però da due bogey consecutivi con tre putt, mentre Reed ha fatto birdie alla 10 ed alla 11 per tornare due colpi avanti.
Jayden Schaper ha realizzato il giro più basso di domenica, un 65 bogey-free con sette sotto par, fissando il target iniziale in clubhouse a 11 sotto par, migliorato a 13 sotto quando Johannes Veerman ha imbucato un lungo putt per il birdie all’ultima per chiudere il suo 68.
Hill ha approcciato per l’eagle alla 10 e ha realizzato quattro birdie consecutivi dalla 14 per lanciarsi in una rimonta tardiva.
Nelle fasi finali, Hill ha sfiorato la vetta con un approccio spettacolare alla 17, portandosi a 14 sotto par e a un solo colpo dal leader. È rimasto il principale sfidante di Reed mentre Bradbury mancava un corto putt per par alla 17 e Lindell incappava in problemi alla 15, finendo con un doppio bogey. Lo scozzese, tuttavia, ha mandato il tee shot tra le rocce all’ultima buca e si è accontentato di un par, chiudendo a 14 sotto par. Reed, dopo un birdie alla 14, ha giocato un colpo a basso rischio sul green della penultima buca sull’acqua, l’ultima minaccia seria alla sua vittoria. Il campione del Masters 2018 ha gestito l’ultima buca in modo semplice per sigillare la quinta vittoria della sua carriera nel DP World Tour.
Reed ha ammesso: “Non sembrava andare bene sulle prime nove. Perdere il vantaggio in quel modo e poi riuscire a invertire la rotta sulle seconde è stato incredibile. Avevo bisogno di un putt che entrasse. Ne ho fatti 18 sulle prime nove, ieri 33 in totale, ma sentivo di colpire bene la palla. Questa vittoria non è ancora del tutto assimilata, ma oggi, con lo stress della giornata, sono orgoglioso perché poteva sfuggirmi facilmente. Il golf che sto giocando è stellare, mi sento fiducioso, ed è sempre fantastico giocare così, specialmente qui”.
Olesen e Veerman hanno condiviso il terzo posto, con Lindell e Bradbury raggiunti da Angel Ayora e Sebastian Söderberg a 12 sotto par per un quinto posto condiviso.
Tra gli italiani, spicca la prestazione di Gregorio De Leo, che ha condotto un torneo solido restando sempre in top 10 e chiudendo al 9° posto con un totale di -11 (66-71-69-71), in parità con Schaper, David Micheluzzi, Antoine Rozner e Kazuma Kobori.
Guido Migliozzi si è classificato al 36° posto con -4, mentre Renato Paratore e Francesco Laporta hanno terminato al 52° posto con -1. Andrea Pavan, Filippo Celli e Stefano Mazzoli non hanno superato il taglio.
L’irlandese Padraig Harrington, tre volte campione Major, nel suo 500° evento del DP World Tour, è andato sotto par per il quarto giorno consecutivo con un 71, chiudendo a cinque sotto par.
DP World Tour – Qatar Masters
Il Qatar Masters, evento del DP World Tour, giunge al suo punto intermedio con la 29ª edizione in programma a Doha dal 5 all’8 febbraio 2026.
Questa settimana celebra un traguardo storico per uno dei grandi nomi del golf europeo: Pádraig Harrington diventa il 50° giocatore a disputare 500 tornei sul circuito. Dal suo debutto nel 1995 allo Smurfit European Open fino a questa partecipazione al Doha Golf Club, l’irlandese ha gareggiato in 33 paesi diversi, vincendo in dieci di essi e conquistando tre Major Championship. Con 15 vittorie totali, è il golfista irlandese più vincente di sempre. A 54 anni, impegnato nella sua quarta settimana consecutiva e fresco vincitore di tre Major Senior, Harrington non mostra segni di cedimento.
Si tratta della 29ª edizione consecutiva del Qatar Masters dalla sua inaugurazione. Otto ex campioni tornano in campo per conquistare per la seconda volta il trofeo Mother of Pearl. Darren Fichardt lo vinse nel lontano 2003 ed è ancora presente nel field dopo aver chiuso tra i top 116 della Race to Dubai nella scorsa stagione (durante la quale ha vinto il suo primo evento Legends Tour e si è classificato secondo allo Staysure PGA Seniors Championship). Il campione del 2013 Chris Wood, attualmente senza status sul Tour, è in fase di rilancio dopo la vittoria nel suo ultimo torneo sul MENA Golf Tour. Eddie Pepperell, vincitore nel 2018, ha riconquistato la carta tramite la Qualifying School dello scorso anno. Justin Harding cerca la prima vittoria da quasi cinque anni, mentre Jorge Campillo, Antoine Rozner ed Ewen Ferguson puntano al quarto successo sul DP World Tour. Rikuya Hoshino, campione uscente del 2024, torna sul campo della sua unica vittoria DP World Tour dopo una stagione da dual member con il PGA TOUR.
La lotta in vetta alla Race to Dubai si intensifica con diversi top player al via. Il leader Jayden Schaper (già due volte vincitore quest’anno) vuole proseguire l’ottima forma ed è affiancato dal più diretto inseguitore Patrick Reed, che ha recentemente aggiunto al palmarès una vittoria Rolex Series all’Hero Dubai Desert Classic. Anche Andy Sullivan, Julien Guerrier, Daniel Hillier e Nacho Elvira puntano a confermare i brillanti inizi di stagione. Nel field figurano inoltre tre dilettanti qatarioti desiderosi di farsi notare: Saleh Al Kaabi, Ali Al-Shahrani e Daniil Sokolov.
Sette azzurri sono al via del Qatar Masters 2026: Andrea Pavan (35° nella Race to Dubai), Gregorio De Leo (84°), Francesco Laporta (92°), Guido Migliozzi, Stefano Mazzoli, Renato Paratore e Filippo Celli.
Con tre tornei completati e altri tre in programma dopo questo, lo stop in Qatar rappresenta il giro di boa dell’International Swing. Non sorprende che i tre vincitori finora guidino la classifica, ma grazie a una vittoria con punti maggiorati all’Hero Dubai Desert Classic e a una sconfitta in play-off in Bahrain, è Reed a comandare il gruppo. Il vincitore dell’International Swing otterrà l’accesso a tutti gli eventi della Phase Two (la Back 9), un bonus di 200.000 dollari e un posto garantito al Genesis Scottish Open per il miglior classificato non già esentato.
Il Doha Golf Club ha ospitato l’evento in 26 delle 28 edizioni precedenti, diventando una tappa fissa e apprezzata dai giocatori.
Sarà possibile seguire il Qatar Masters sul canale 209 di Sky Sport e in streaming su NOW con la seguente programmazione
