Quando si pensa allo/a psicologo/a dello sport, l’immagine più comune è quella del professionista che interviene quando qualcosa non va: un atleta in crisi, una squadra in calo, un infortunio difficile da gestire. In realtà, questa è solo una piccola parte del suo lavoro.
Lo psicologo dello sport non è una figura “riparativa”.
La verità è un’altra.
Andare da una psicologo/psicoterapeuta dello sport non significa avere un problema. Significa scegliere di lavorare sulla parte più determinante — e spesso meno allenata — della performance: la persona e la propria mente.
Tra gli obiettivi di questi professionisti c’è quello di sviluppare risorse, potenziare abilità mentali e rendere la performance più stabile, efficace e replicabile nel tempo.
La mente è parte dell’allenamento
Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha dimostrato in modo sempre più solido che la componente psicologica incide in modo diretto sulla prestazione sportiva.
Studi in ambito di sport psychology evidenziano che fattori come attenzione, gestione dell’ansia, fiducia in sé, regolazione emotiva e motivazione influenzano in maniera significativa i risultati agonistici.
Secondo il modello delle prestazioni di Gould e Weinberg, le abilità mentali allenabili — come la concentrazione, il goal setting e il self-talk — rappresentano veri e propri predittori della performance, al pari della preparazione fisica e tecnica.
La letteratura scientifica mostra inoltre che programmi strutturati di mental training possono migliorare precisione, resistenza allo stress e capacità decisionali sotto pressione.
In altre parole: la differenza tra due atleti con lo stesso livello fisico spesso si gioca nella mente.
Non solo quando c’è un problema
Uno degli equivoci più diffusi è che lo psicologo dello sport serva solo nei momenti di difficoltà: calo di motivazione, ansia pre-gara, blocchi, perdita di fiducia, rientro dopo un infortunio.
Queste sono certamente aree di intervento importanti, e la ricerca dimostra che il supporto psicologico può ridurre lo stress competitivo e favorire il recupero mentale dopo eventi critici. Tuttavia, limitarsi a questo significa sottovalutare il ruolo più strategico di questa figura.
Lo psicologo dello sport lavora soprattutto per:
- migliorare la qualità della concentrazione
- aumentare la continuità delle prestazioni
- sviluppare fiducia e autoefficacia
- potenziare la gestione della pressione
- rendere automatiche le abilità tecniche in gara
- facilitare l’accesso allo stato di “flow”
In questo senso, il suo intervento è molto più vicino a quello di un preparatore atletico che a quello di un terapeuta.
Stabilità mentale = stabilità di rendimento
Uno dei benefici più concreti del lavoro con lo psicologo dello sport è la riduzione della variabilità delle prestazioni.
Molti atleti e squadre alternano momenti eccellenti a cali improvvisi. Spesso non è una questione tecnica, ma mentale: distrazioni, pressione, aspettative, difficoltà a gestire l’errore.
Allenando le abilità psicologiche si lavora su:
- mantenere la concentrazione nei momenti decisivi
- recuperare rapidamente dopo un errore
- restare lucidi sotto pressione
- gestire le aspettative proprie e altrui
La ricerca evidenzia che atleti con maggiore autoefficacia percepita (Bandura) mostrano maggiore resilienza e prestazioni più consistenti nel tempo.
Non solo per professionisti
Un altro mito da sfatare è che lo psicologo dello sport sia utile solo per atleti d’élite. In realtà, il suo intervento è efficace a ogni livello:
- giovani atleti in fase di crescita
- dilettanti che vogliono migliorarsi
- squadre che vogliono aumentare coesione e comunicazione
- allenatori che desiderano gestire meglio il gruppo
Anche in contesti non professionistici, lavorare sulle abilità mentali aumenta il benessere, la motivazione e la qualità dell’esperienza sportiva.
Un investimento sulla crescita, non una risposta all’emergenza
La differenza più importante è culturale.
Andare da uno psicologo o psicoterapeuta dello sport NON significa essere fragili.
Significa essere consapevoli che la performance è un sistema complesso, dove mente e corpo lavorano insieme.
Significa voler:
- conoscere meglio come si reagisce sotto pressione
- costruire fiducia solida e non dipendente dai risultati
- imparare a gestire errori e momenti critici
- sviluppare una mentalità orientata alla crescita
Gli atleti di alto livello integrano stabilmente la preparazione mentale nella routine, proprio come fanno con quella fisica. Non aspettano che qualcosa vada storto. Lavorano per esprimere il proprio potenziale in modo più pieno e costante.
Ed è questo, in fondo, il motivo più autentico per iniziare un percorso: non per risolvere un problema, ma per diventare la versione più solida, centrata e performante di sé nello sport.
Cosa dici, vuoi diventare la versione potenziata di te stesso/a?
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