5 FEET: una distanza complicata

Nel golf professionistico e dilettantistico, i putt dalla corta distanza vengono percepiti come i più critici e, dunque, anche i più decisivi.

Il putt distante 5 piedi (1,524 mt) dalla buca rappresenta proprio una delle distanze di maggiore difficoltà statistica, perché non “troppo vicina” ma neanche “così lontana per poter sbagliare” (o almeno così pensa la maggior parte dei giocatori amatoriali).

Dati di ShotLink del PGA Tour (2023-2025) indicano una percentuale di successo da questa distanza del 75-80% tra i top player, scendendo al di sotto del 50% per i golfisti amatoriali. Questa anomalia non deriva solo da fattori tecnici, ma da interazioni complesse tra biomeccanica, percezione e neuroscienze cognitive.

Evidenze Statistiche Quantitative

L’analisi dei dati del PGA Tour evidenzia che:

– Intervallo 3-5 piedi: tasso di conversione ~86%.

– Precisione a 5 piedi: ~78%, con variabilità legata alla pressione competitiva e all’esecuzione di una tecnica corretta. 

Per i dilettanti, su oltre 500.000 round monitorati, il tasso è del 45%. Tale distanza eccede la zona istintiva (<3 piedi) e impone inconsciamente dei calcoli percettivi eccessivi che portano il giocatore in una condizione di stress estremo.

Si può notare infatti che, statisticamente parlando, dai 5 ai 7 piedi il rendimento varia progressivamente del 10% ogni piede, mentre sotto i 4 piedi e sopra gli 8 piedi questa variazione è del  3/4%.

Possiamo concludere, dunque, che tale variabilità sottolinei la delicatezza di queste distanze.

Distanza Make %
4 ft 91.7%
5 ft 80.9%
6 ft 70.6%
7 ft 60.5%
8 ft 53.8%
9 ft 46.1%
10 ft 41.5%

Dal punto di vista neuroscientifico

Studi pubblicati spiegano il fenomeno: il sovraccarico della corteccia motoria primaria, impiegata per le regolazioni fini come pendenza, velocità ecc, e l’illusione ottica amplificano errori di lettura del green del 20%. 

Principali criticità:

– Sovrastima del break.

– Stretta eccessiva del grip 

– Compensazioni motorie durante l’esecuzione

Come migliorare? 

1. Routine standardizzata: setup sistematico ed esecuzione immediata del colpo. Troppo tempo sulla palla porta l’irrigidimento muscolare e stress mentale, comportando poca fluidità nell’esecuzione automatica del gesto del tecnico

2. Esercizio del gate: su un putt dritto, 2 monete a metà strada sulla linea di tiro, e distanti poco più di una pallina tra loro. Bisogna fare “goal” nella porta di monete, sapendo che se la pallina è uscita dritta e avremo maggiori possibilità di imbucare..

 

In generale, nel golf non è mai facile controllare le proprie aspettative e sicuramente la distanza ravvicinata alla buca ci porta ad alzarle. La soluzione migliore è concentrarsi a “giocare” e a divertirsi, senza creare un contesto negativo che vada ad incidere negativamente sul rendimento e sulla tecnica, estendendosi poi su tutte le distanze.


Related Posts

Piccola…grande buca 7

La Buca 7 di Pebble Beach: un’icona fra terra e mare. Il Pebble Beach Golf Links, incastonato nella meravigliosa…
Total
0
Share