Ogni tanto, persino di questi tempi maldestri, arriva qualche buona notizia dagli Stati Uniti. Per esempio, questa: nel 2025 -i dati sono arrivati da poco- sono stati ben 48,1 milioni gli americani che hanno giocato a golf: E, ragazzi, ve lo dico subito: questo numero è un record al quale, certamente, hanno contribuito sia i driving range, sia i simulatori, che hanno avuto la capacità di far avvicinare a questo sport una fetta assai ampia di giovani nuovi appassionati.
Non è infatti un caso se per il sesto anno di fila, è soprattutto la Gen Z, quella che comprende coloro che sono nati tra il 1997 e il 2012, che, con oltre 6 nuovi milioni di nuovi giocatori, ha letteralmente invaso i campi da golf statunitensi, diventando per altro la fetta anagrafica più importante tra i golfisti degli Stati Uniti.
Più in generale, la crescita di appassionati riguarda quelli compresi tra i 18 e i 34 anni di età, che non a caso negli ultimi tempi hanno completamente cambiato la loro prospettiva sul golf, passato dall’essere considerato non più come uno “status sport”, ma come un “wellness sport”.
A questo gioco, infatti, questi nuovi appassionati hanno legato valori importanti come la loro salute mentale e il loro “self care”. Ma non solo: per l’81% di questi ragazzi il golf rappresenta anche un’occasione importante di socializzazione che non vogliono lasciarsi scappare, tanto che il 74% di questi nuovi golfisti sta pensando seriamente di farsi socio presso un club entro la fine del 2026.
In definitiva, al termine di un periodo lungo ormai sei anni che, senza mai perdere l’abbrivio iniziale iniziato durante la pandemia del 2020, sta continuando a portare nuovi golfisti sui campi, stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione di immagine per il golf, che si spera possa contagiare anche altri paesi, finendo magari con il ringiovanire il parterre dei giocatori attuali.