Quando l’Augusta National ti morde le caviglie

(fonte Masters Tournament IG profile)

Quando l’Augusta National ti morde le caviglie

Il 90mo Masters Tournament é andato in archivio, celebrando il back-to-back di Rory McIlroy (quarto giocatore nella storia a riuscirci, dopo Jack Nicklaus, Nick Faldo e Tiger Woods, NDR), che dopo aver subito per anni la “maledizione” dell’Augusta National, ora lo ha fatto diventare il giardino di casa sua.

Immediatamente dopo la meritata celebrazione della vittoria di McIlroy, é fuori di dubbio che quest’anno l’attenzione dei fan, dei media e degli addetti ai lavori si é concetrata sugli outbursts (come amano chiamarli al di là dell’Oceano) di alcuni giocatori a cui l’Augusta National ha morso le caviglie.

Sul gradino più basso del podio troviamo Tyrrell Hatton.

Il britannico ha chiuso il torneo al terzo posto (condiviso con Russell Henley, Justin Rose e Cameron Young) grazie ad un quarto giro in 66 colpi, il più basso della giornata, che nasconde al suo interno un momento in cui The Mad Hatter ha dato un esempio del suo essere “fumino”.

Il palcoscenico é stato il green della 4.

Dopo un tee shot abbondante, la sua palla si é fermata appena fuori dal green, ad una distanza da cui due putt non avrebbero dovuto essere un problema per lui.

Ma il golf molto spesso non é fair, e così il putt per il par, giocato da circa un metro, ha sbordato, scatenando le ire di Hatton, che dopo aver imbucato il bogey, nel riporre il putter nella sacca ha coronat0 il tutto con una espressione molto colorita, degna della sua fama.

Medaglia d’argento a Bob McIntyre.

Lo scozzese ha trascorso un brutto giovedì ad Augusta: gli 80 colpi della prima giornata hanno compromesso la sua presenza nel weekend (il secondo giro, uno sotto il par, é valso a poco).

Il primo giro é andato bene fino alla 3, poi sono iniziati i problemi, con due bogey alla 5 ed alla 6 ed un doppio bogey alla 9.

Avere chiuso le prime 9 buche in 39 non ha predisposto positivamente Bob per le seconde nove, che dopo avere fatto i salti mortali per tenere almeno la barra dritta fino alla 14, alla 15 é incappato in un tremendo quadruplo bogey.

A quel punto anche lui ha scaricato la sua ira con un gesto plateale e molto eloquente nei confronti della buca appena conclusa.

Il suo comportamento, oltre ad aver scatenato le reazioni dei fans e dei media, ha inevitabilmente attratto l’attenzione degli officials di Augusta che, alla fine hanno comminato allo scozzese solo un semplice richiamo verbale, invece della paventata multa.

Ma veniamo al gradino più alto del podio degli outbursts.

C’é da dire che Sergio Garcia ha vinto per distacco.

Il suo scatto d’ira sul tee della seconda buca, causato da un drive partito in slice verso il bunker del fairway, é andato in mondovisione ed ha provocato una reazione praticamente immediata degli officials.

Il Presidente del Comitato di gara ha avvicinato lo spagnolo sul tee della 4,  assegnandogli un “code of conduct warning”.

Garcia ha concluso il suo giro, senza altri episodi di frustrazione, chiudendo il suo Masters otto sopra il par.

Il suo gesto, enormemente più plateale di quello di McIntyre, aveva fatto pensare ad un rischio di squalifica diretta (assai improbabile a termini di regolamento), ma la reprimenda ricevuta é stato l’unico provvedimento a suio carico.

Ma la eco del suo gesto fatica a spegnersi, e così Sergio ha voluto scusarsi pubblicamente, pubblicando sui social un breve comunicato.

Perché, alla fine, Sergio é uno di noi: pronti ad infuriarci per un colpo errante, e pronti a scusarci se la nostra furia offende qualcuno.


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