Bryson e l’AI, il connubio golfistico che non poteva mancare

Se questa settimana il mondo del golf marca un ritorno al passato, tornando con il Pga Tour a disputare un Signature Event sul mitico percorso del Blue Monster del Doral a Miami dopo ben dieci anni di lontananza, in quello stesso mondo, però, c’è chi invece fa un salto nel futuro.

Di chi si tratta? Ovviamente di Bryson DeChambeau, lo scienziato del Tour, che con la sua nuova società, la ANU Company, ha comprato Sportbox AI.

Di cosa si tratta? Semplice (per modo dire…): con ANU, Bryson lancerà un nuovo sistema a uso e consumo di tutti i golfisti nel globo affinché possano migliorare il proprio swing grazie all’uso dell’intelligenza artificiale.

Fin qui nulla di estremamente nuovo, a dire il vero, ma con l’intervento di Bryson le cose tecnologiche di cui sopra hanno fatto un passo in avanti.

E sì, perché SAMI -questo il nome scelto per la AI, utilizzerà i numeri della ball speed, un modello 3D dello swing e dati biomeccanici per far migliorare il golfista in questione, ma non  solo: oltre a ciò, infatti -e qui sta la  grande novità- potrà sostenere reali conversazioni con il giocatore, fornendogli così precise indicazioni tecniche disegnate su misura per lui.

Il tutto, a detta di Bryson, sarà pronto per il prossimo U.S. Open (18-21 giugno a Southhampton NdR), quando lui stesso potrà tranquillamente discutere del proprio swing con SAMI al driving range mentre si allena in vista del terzo major del 2026.


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