Lexi Thompson ricevette quattro colpi di penalità per un replay. Il caso del 2017 mostra quanto pesi essere sotto gli occhi di tutti.
Lexi Thompson, il giorno dopo
Mission Hills, 2 aprile 2017. Lexi Thompson ha appena completato la dodicesima buca dell’ultimo giro dell’ANA Inspiration quando viene informata di una penalità. L’episodio da esaminare risale al sabato: sul green della 17, dopo aver marcato la palla, l’ha ripiazzata in un punto leggermente diverso.
La segnalazione di uno spettatore porta gli arbitri a rivedere le immagini. Arrivano due colpi per aver giocato da un posto sbagliato e altri due per lo score inferiore a quello effettivo, secondo le regole di allora. Thompson raggiunge comunque lo spareggio, vinto da So Yeon Ryu. La successiva conferenza stampa pubblicata dalla LPGA restituisce il peso di quella domenica nelle parole della giocatrice.
Il filmato ha una capacità che manca alla presenza sul campo: può tornare indietro. Una buca ormai conclusa diventa nuovamente esaminabile mentre un altro giro è già in corso. La telecamera aggiunge così un tempo diverso a quello della gara.
Chi può essere osservato
In Sorvegliare e punire Michel Foucault riprende il Panopticon di Jeremy Bentham: un dispositivo nel quale chi è osservato non può sapere quando lo sguardo sia effettivamente rivolto verso di lui. La possibilità del controllo può bastare a modificare la condotta.
Un torneo televisivo ha scopi e condizioni diversi da quel modello. L’accostamento aiuta però a isolare una domanda: che cosa cambia quando ogni gesto può essere conservato e riesaminato? Il colpo finisce sul campo, mentre la sua immagine rimane disponibile.
La visibilità, inoltre, è distribuita in modo diseguale. I gruppi seguiti più a lungo dalla regia lasciano una documentazione più fitta. Una giocatrice lontana dalle telecamere può compiere lo stesso gesto senza produrre la stessa quantità di immagini. Questa asimmetria riguarda le condizioni del controllo, prima ancora del giudizio sul singolo episodio.
Non sappiamo come ogni atleta viva tale possibilità. Sarebbe improprio attribuire a Thompson un pensiero preciso durante il ripiazzamento della palla. Possiamo invece osservare il sistema che rese quel gesto visibile il giorno successivo.
Una misura per le immagini
Il 25 aprile 2017 USGA e R&A introdussero limiti all’impiego delle prove video, legati a ciò che è riconoscibile a occhio nudo e al giudizio ragionevole del giocatore. È un passaggio storico: queste indicazioni appartengono alla risposta di allora e vanno lette nel loro contesto.
Il caso Lexi Thompson permette di distinguere la correttezza di un gesto dall’estensione dello sguardo che lo controlla. La cura nel ripiazzare la palla resta necessaria. Resta anche il problema di una gara nella quale alcuni movimenti possono essere rivisti molte volte e altri non vengono registrati.
Sul green il marcatore occupa pochi centimetri. Sullo schermo quel piccolo spazio può diventare il centro di un torneo, anche un giorno dopo.
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