Tour Championship: chi incassa l’assegno?

Tour Championship: chi incassa l’assegno?

Il Tour Championship 2026 è già riuscito nell’impresa di far sparire dieci milioni di dollari prima ancora del primo tee shot.

La cifra che continua a circolare è 20 milioni per il vincitore, ma non è quella del Tour Championship 2026. Quest’anno il montepremi del torneo sarà di 40 milioni di dollari e il vincitore ne incasserà 10. Il secondo ne prenderà 5, l’ottavo supererà ancora il milione e il trentesimo classificato tornerà a casa con 355.000 dollari.

Il denaro non è diminuito: è stato distribuito diversamente. Prima di East Lake, il PGA Tour ha già assegnato quasi 100 milioni di dollari in bonus FedExCup ai primi 125 della stagione. Scheffler ne ha raccolti 22, Matt Fitzpatrick 13 e Wyndham Clark 8. Il Tour ha quindi separato il premio per la continuità annuale da quello per la vittoria finale.

È un dettaglio fondamentale per capire ciò che vedremo ad Atlanta. I migliori dell’anno sono già stati pagati per la loro continuità…al Tour Championship, invece, dovranno ricominciare da zero.

Il numero uno e il numero trenta partiranno entrambi dal par

Dal 2019 al 2024 il leader della FedExCup iniziava il Tour Championship a -10, il secondo a -8 e gli altri a scalare. Il sistema degli Starting Strokes premiava la stagione, ma produceva un torneo nel quale qualcuno sembrava aver giocato nove buche il mercoledì senza avvisare il resto del field.

Dal 2025 è stato cancellato. Ora la formula è pulita: 30 giocatori, 72 buche, nessun taglio e tutti dal par. Chi realizza il punteggio più basso vince contemporaneamente Tour Championship, FedExCup e 10 milioni.

Così giovedì Scottie Scheffler, primo con una stagione da 12 top ten e due vittorie, inizierà esattamente dallo stesso punteggio di Ryan Fox, trentesimo e ultimo qualificato con 1.368 punti.

Non un trentesimo qualsiasi, peraltro: il campione dell’Open Championship. Fox è riuscito a conservare l’ultima posizione utile davanti a Kurt Kitayama per appena 65 punti. In quale altro torneo il numero uno del mondo e il vincitore dell’ultimo major potrebbero rappresentare contemporaneamente il primo e l’ultimo della griglia?

Questo reset rende il Tour Championship molto più onesto e molto più imprevedibile. Scheffler resta il miglior giocatore. Fox resta quello entrato per ultimo. Ma nessuno dei due potrà usare i risultati precedenti per togliere un colpo allo score di giovedì.

East Lake: la casa del Tour Championship

East Lake si configura come un par 70 da 7.440 yard. L’acqua entra in gioco su otto buche; i fairway si stringono nelle zone di atterraggio e obbligano spesso a scegliere il lato corretto per aprire l’angolo verso green grandi, rialzati e in bermuda. Un drive lungo ma fuori posizione può lasciare un colpo peggiore di uno venti metri più corto. Un ferro appena impreciso può rotolare nelle aree di raccolta e trasformare un tentativo di birdie in un test complesso sul proprio short game.

Il restauro terminato da Andrew Green nel 2024 ha recuperato molti elementi del disegno di Donald Ross: bunker più strategici, linee meno automatiche dal tee, pendenze più visibili e maggiore importanza degli angoli di attacco. È uno di quei campi nei quali la televisione mostra una bandiera apparentemente innocua e il giocatore vede sei modi diversi per fare bogey.

La lunghezza aiuta, ma non basta. East Lake richiede qualità negli Strokes Gained: Approach, perché molti secondi colpi arrivano con ferri medio-lunghi, e negli Strokes Gained: Tee-to-Green, perché il campo premia il gioco completo più di una singola specialità. Poi precisione dal tee, bogey avoidance e rendimento dagli oltre 200 yard. Contro altri 29 fenomeni, evitare il lato sbagliato e un doppio bogey vale più della capacità di trovare un birdie spettacolare.

Se la pioggia prevista soprattutto nei primi due round arriverà davvero, il campo giocherà ancora più lungo. Meno rotolo dal tee significherà ferri meno comodi verso i green; le superfici più morbide permetteranno però di attaccare bandiere normalmente proibitive. Sarà probabilmente più facile fermare la palla e più difficile portarla fino a destinazione.

Il profilo ideale è chiaro: potenza controllata, ferri lunghi, nessuna vera debolezza e un putter che non sprechi il lavoro precedente.

Il problema è che i quattro indicatori più importanti (qualità assoluta, course history, forma recente ed esperienza) questa settimana indicano quattro giocatori diversi.

Il modello indica Scottie Scheffler

Data Golf assegna a Scheffler il 18,2% di probabilità di vittoria, più del doppio rispetto a qualsiasi singolo avversario. È un vantaggio enorme per un torneo con i migliori 30 dell’anno, ma è anche la conferma che nessuno possiede davvero East Lake: persino Scottie perde più di otto simulazioni su dieci.

I numeri stagionali spiegano il suo primato. Oltre alle 12 top ten, Scheffler guida il Tour per green in regulation con il 72,52%, per scoring average con 68,65 e ha chiuso tra i primi 25 in 18 delle 19 partenze. Al FedEx St. Jude Championship ha trasformato due colpi di vantaggio dopo 54 buche in una vittoria di otto.

A East Lake ha aperto con 65 o meno in tre delle ultime quattro presenze, compreso il 63 del 2025. Ha vinto la FedExCup nel 2024 ed è arrivato quarto lo scorso anno. Non esiste una statistica tecnica capace di escluderlo.

Esiste però una variabile fisica. Al BMW Championship ha giocato con la sindrome mano-piede-bocca e vesciche alle mani e ai piedi, chiudendo comunque 12° a -7. Ora si considera recuperato al 95%. Il restante 5%, trattandosi di Scheffler, probabilmente giocherebbe comunque scratch al circolo; ma quattro giorni nel caldo e nell’umidità di Atlanta sono un controllo qualità più serio di una conferenza stampa.

I dati degli ultimi anni indicano Xander

Se esiste un giocatore che potrebbe chiedere la residenza a East Lake, è Xander Schauffele.

In otto partecipazioni ha ottenuto sette top five e non ha mai terminato oltre il settimo posto. Dal 2021 la sua media score sul percorso è 66,9, la migliore tra tutti i qualificati. Data Golf gli attribuisce l’8,4% di probabilità di vittoria, praticamente la stessa di Rory McIlroy, fermo all’8,7%.

Il dato più interessante non è soltanto quanto bene abbia giocato, ma quanto poco abbia sbagliato. Otto tornei senza una singola settimana mediocre sullo stesso campo sono un campione molto più credibile del classico “qui ha vinto una volta dodici anni fa”. East Lake non esalta una versione occasionale di Xander: sembra eliminare le situazioni nelle quali il suo gioco può rompersi.

Nel 2026 ha raccolto sette top ten e tre top five senza vincere. È contemporaneamente il suo limite e il motivo per cui il reset al par può aiutarlo. Con il vecchio format, la posizione nella FedExCup gli avrebbe imposto di spendere i primi round per recuperare un handicap. Adesso il suo rendimento storico vale immediatamente quanto quello degli altri.

Il rischio è l’ennesima settimana elegante da quarto posto, sport nel quale Schauffele potrebbe ormai insegnare un master. Ma se vogliamo cercare il candidato con il rapporto migliore tra continuità, conoscenza del campo e probabilità di non autoeliminarsi, nessuno presenta un profilo più pulito.

La forma indica Wyndham Clark

Clark arriva dalla vittoria al BMW Championship, la terza della stagione dopo il Byron Nelson e soprattutto lo U.S. Open a Shinnecock Hills.

A Bellerive ha guadagnato 5,64 colpi con gli approach e 4,35 sul green. Nell’ultimo giro ha permesso per qualche buca agli inseguitori di rientrare, poi ha chiuso con tre birdie consecutivi. È una sequenza più significativa di una vittoria facile: ha sentito il torneo sfuggirgli e se lo è ripreso.

Non è stato un picco isolato. Clark è quarto sul Tour in Strokes Gained: Total, 17° Tee-to-Green, 18° in Approach e 16° in Putting. Non domina una singola categoria come Scheffler dal tee al green o Rory in potenza, ma non offre al campo una debolezza evidente da attaccare.

Anche il piccolo campione disponibile a East Lake è notevole: terzo nel 2023, ottavo nel 2024 e circa 2,68 colpi guadagnati per round sul field in otto giri. Sono molti meno dei 48 round di McIlroy o della continuità pluriennale di Xander, ma abbastanza per sapere che il percorso non gli è indigesto.

Il dubbio riguarda l’energia necessaria per vincere due settimane consecutive. La risposta è nella sua stessa stagione: i primi due successi del 2026 sono arrivati a quattro settimane di distanza. Quando Clark trova fiducia, non sembra avere particolare fretta di perderla.

La storia indica Rory

McIlroy resta l’unico giocatore ad aver vinto tre FedExCup: 2016, 2019 e 2022. Ha disputato 48 round a East Lake, chiuso sette volte tra i primi nove nelle ultime nove presenze e guadagnato in media circa 2,49 colpi per giro rispetto al field.

Il suo gioco continua a combaciare perfettamente con il campo: terzo sul PGA Tour in Strokes Gained: Total, secondo Off-the-Tee, ottavo Tee-to-Green e secondo per distanza dal tee. Nel 2019 vinse recuperando cinque colpi; nel 2022 ne recuperò sei proprio a Scheffler. Quest’anno partirà alla pari.

La forma, come spesso accade con Rory, è molto meno lineare. A Memphis ha chiuso 66° e ammesso di sentirsi perso con lo swing. Sette giorni più tardi è arrivato terzo al BMW Championship a -13. McIlroy non attraversa periodi di forma: attraversa cambi di genere narrativo.

La course history è probabilmente la migliore del field, ma il suo 2026 ha avuto pause e oscillazioni maggiori rispetto a Scheffler, Clark e Schauffele. Può certamente vincere; non serve però trasformare ogni torneo importante nell’ennesimo referendum su Rory contro Scottie.

Rory e la regola dei 15 tornei: due questioni diverse

McIlroy concluderà il Tour Championship con 14 presenze sul PGA Tour, una in meno delle 15 richieste dalla Home Tour Rule ai giocatori iscritti anche al DP World Tour. Questo, però, non ha nulla a che vedere con la sua qualificazione a East Lake.

Al Tour Championship entrano i primi 30 della FedExCup dopo il BMW. Rory è 11° e si è qualificato regolarmente. Il minimo di 15 eventi riguarda invece il mantenimento del suo status di home-tour member nel 2027 e la libertà di giocare sui due circuiti senza richiedere autorizzazioni per gli eventi in conflitto.

Il regolamento consente al PGA Tour di ridurre il requisito per motivi medici o circostanze straordinarie. Il CEO Brian Rolapp non ha formalizzato un’esenzione, ma ha chiarito di avere ampia discrezionalità e di considerare evidente l’impegno di McIlroy verso il circuito. La soluzione più probabile è un’attività alternativa capace di produrre valore in sostituzione della quindicesima presenza.

Rory non sta quindi entrando al Tour Championship dalla finestra. Sta discutendo con l’amministratore delegato come sistemare una pratica per la prossima stagione: una dinamica aziendale normalissima, se ignoriamo il dettaglio che il dipendente ha vinto sei major.

Dal 2028 si cambierà il formato

Quella del 2026 sarà la penultima edizione con l’attuale struttura. Dal termine della stagione 2028 la postseason verrà divisa in due competizioni con funzioni diverse.

Una finale stroke play della Championship Series con 90 giocatori chiuderà la classifica a punti, assegnerà il titolo stagionale e distribuirà i bonus. Solo dopo inizierà il Tour Championship: 32 giocatori, due settimane, due campi e tutto match play.

Nella prima settimana ci saranno otto gruppi da quattro. Ogni giocatore disputerà tre incontri e i primi due del gruppo avanzeranno. I 16 qualificati si sposteranno su un secondo percorso per quattro ulteriori round di match play, fino alla finale tra gli ultimi due imbattuti. Il bilancio complessivo di vittorie e sconfitte ordinerà anche le altre posizioni.

Tutto questo nasce da un’idea sensata. Lo stroke play stabilisce chi sia stato il migliore nell’arco della stagione; il match play produce duelli, eliminazioni e una finale comprensibile anche a chi non ha studiato la classifica per otto mesi.

Potremo quindi avere due vincitori differenti: il campione stagionale e quello del Tour Championship. I puristi discuteranno su quale conti di più. Il PGA Tour, che ha soprattutto bisogno di persone disposte a discutere del suo prodotto, considererà la lite parte del successo.

Il nuovo formato consentirà inoltre di ruotare tra percorsi prestigiosi diversi, compresi campi che non potrebbero ospitare un evento tradizionale con un field completo. Le sedi e il calendario verranno annunciati il 22 febbraio 2027. East Lake perderà l’esclusiva, ma il finale del PGA Tour potrebbe finalmente guadagnare un’identità.

La prediction: Xander Schauffele vince a -16

Il modello indica Scheffler, la forma indica Clark e nessuno possiede la storia di Rory. La mia scelta, però, è Xander Schauffele.

Otto partecipazioni, sette top five, nessun risultato peggiore del settimo posto e la migliore media score a East Lake dal 2021 non descrivono un semplice feeling con il campo. Descrivono il giocatore che, più di ogni altro, riesce a ridurre qui la propria varianza.

In un torneo senza taglio e con tutti al par, il vincitore non deve necessariamente avere il ceiling più alto: deve riuscire a restare vicino al proprio livello migliore per quattro giorni. Xander lo ha fatto a East Lake praticamente ogni volta in cui si è presentato.

La mia previsione è Schauffele vincitore a -16, con Clark secondo e Scheffler terzo. Rory rimane il nome capace di smentire tutto con un 64 improvviso, mentre Fitzpatrick è quello che più facilmente può entrare nella bagarre senza essere stato invitato in nessuna delle grandi narrazioni della settimana.

Non è la prediction più facile. Quella sarebbe scrivere Scheffler e aspettare che il numero uno faccia il numero uno. È quella che mette insieme meglio course history, assenza degli Starting Strokes e struttura del torneo.

Domenica sera Xander potrebbe incassare 10 milioni di dollari, conquistare la prima FedExCup della carriera e vincere per la seconda volta il Tour Championship dopo il successo del 2017.

Non 20 milioni. Ma immagino riuscirà comunque a farsene una ragione.


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