Gli USA rimontano in singles e vincono l’11ª Presidents Cup consecutiva a Medinah

Gli Stati Uniti hanno completato una rimonta storica domenica a Medinah Country Club e hanno conquistato la Presidents Cup per l’undicesima volta di fila, battendo la squadra Internazionale per 17-13. Era il più grande deficit di tre punti da recuperare nell’ultima giornata nella storia della competizione, e gli americani lo hanno ribaltato con una sessione di singoli da record: 9,5 punti su 12 disponibili.

Il capitano USA Brandt Snedeker non dovrà rimuginare sull’esito. Dopo tre giorni di match a squadre in cui gli Internazionali avevano preso il largo (10,5-7,5 al sabato sera), gli americani hanno ribaltato due match chiave sulle seconde nove, uno con il due volte major winner Collin Morikawa e l’altro con il rookie 21enne Jackson Koivun, e hanno riempito il tabellone di punti rossi.

Il presidente Donald Trump, Honorary Chairman della Presidents Cup, era sul tee della 1 all’inizio dei 12 singoli. Ha tenuto un discorso brevissimo: “Sarà una partita di golf molto interessante”. E lo è stata, anche se l’esito finale è risultato fin troppo familiare per gli Internazionali. Trump è rimasto anche per la premiazion, come già nel 2017 a Liberty National. Gli USA hanno vinto nove dei dodici singoli e pareggiato l’ultimo match sul campo quando la Coppa era già decisa. Non è stata una rimonta al cardiopalma come quella europea del 2012 a Medinah nella Ryder Cup: questa volta il pubblico di casa era tutto dalla parte americana, rumoroso e partecipe. A un certo punto qualcuno ha gridato durante il backswing di Nico Echavarria, facendogli mollare il driver; Scottie Scheffler ha sgridato il tifoso e, dopo aver fallito un putt per il birdie, gli ha concesso un putt per il par in un gesto di grande fair play. Scheffler ha poi vinto il suo match. Hanno fatto lo stesso Cameron Young, Justin Thomas e Chris Gotterup, mentre lo svantaggio si assottigliava fino a trasformarsi in un altro successo comodo. “Ieri sera ho detto ai ragazzi che qui succedono cose strane. Medinah ha una storia fatta di stranezze”, ha dichiarato Snedeker, che faceva parte della squadra sconfitta nella Ryder Cup del 2012. “E infatti sono usciti e hanno giocato da urlo. Sono fiero da matti di questi ragazzi”. Tra loro c’era proprio Koivun. Poco più di un anno fa vinceva la Walker Cup da dilettante, quattro mesi fa aveva contribuito al titolo NCAA di Auburn. Domenica è passato da 2 down a 2 up contro Si Woo Kim, miglior uomo degli Internazionali in settimana, e ha chiuso con due colpi decisivi sulla 18. “Il ragazzo è speciale. È diverso”, ha detto Snedeker. Patrick Cantlay, come spesso accade in queste competizioni, ha avuto il suo momento: un birdie sul par 3 della 16 contro un sfortunato Adam Scott. Quando restavano cinque match in campo, gli americani erano 1 up in tre e all square negli altri due. Agli Internazionali bastavano tre punti. Gli USA non hanno mollato di un millimetro. Il punto decisivo è arrivato da Jacob Bridgeman: era 1 down a tre buche dalla fine, ha imbucato un putt per il par e ha battuto Min Woo Lee per 1 up, assicurando agli americani i 15,5 punti necessari.

Ora all’International Team non resta che riorganizzarsi e riprovare tra due anni a Kingston Heath, in Australia. La loro unica vittoria risale al 1998 a Royal Melbourne; l’unico pareggio è del 2003 in Sudafrica.

Medinah, teatro del “miracolo” europeo del 2012, questa volta ha sorriso agli americani. Undicesima Presidents Cup consecutiva, la quattordicesima in sedici edizioni. E un capitano, Snedeker, che può finalmente sorridere.

PGA Tour – Presidents Cup

La sedicesima edizione della Presidents Cup si disputa dal 24 al 27 settembre 2026 al Medinah Country Club (Course No. 3), nei pressi di Chicago. Gli Stati Uniti, guidati dal capitano Brandt Snedeker e dal numero uno al mondo Scottie Scheffler, cercano l’undicesima vittoria consecutiva. Di fronte a loro, una formazione Internazionale affamata e guidata da Geoff Ogilvy, che punta a interrompere un dominio americano lungo quasi tre decenni e a conquistare la prima affermazione sul suolo statunitense.

Il Medinah No. 3 non è una sede qualunque. Qui si è giocata la Ryder Cup 2012 (vinta dall’Europa con il celebre “Miracle at Medinah”), due PGA Championship (entrambi appannaggio di Tiger Woods) e tre U.S. Open. Con questa Presidents Cup il club diventa l’unico al mondo ad aver ospitato U.S. Open, PGA Championship, Ryder Cup e Presidents Cup. Dal 2022-2023 il percorso è stato completamente trasformato dal team australiano OCM (Geoff Ogilvy, Mike Cocking e Ashley Mead). Eliminati due par 3 ed il corto par 4 della 15, sono nate tre buche interamente nuove. Il routing mantiene la logica delle prime sei buche e poi cambia radicalmente. I bunker sono passati da 70 a 117 e la superficie sabbiosa è raddoppiata, arrivando a circa 18.950 metri quadrati. I green sono cresciuti in media di oltre il 40%, rendendo il campo più ampio e strategico. Il percorso misura oggi circa 6.900 metri con par 70. L’ultima volta che il PGA Tour aveva giocato qui, nel BMW Championship 2019, Justin Thomas aveva firmato un record del campo di 61 e vinto il torneo. Ora Ogilvy, artefice del restyling, torna da capitano Internazionale.

Team USA (capitano Brandt Snedeker)

Qualificati automatici: Scottie Scheffler, Cameron Young, Wyndham Clark, Sam Burns, Russell Henley, Collin Morikawa.

Scelte del capitano: Chris Gotterup, Xander Schauffele, Justin Thomas, Jacob Bridgeman, Patrick Cantlay, Jackson Koivun.

Scheffler arriva da vincitore del Tour Championship e della FedExCup (seconda volta in carriera). Bridgeman è in grande forma dopo il successo al Biltmore Championship Asheville. Il ventunenne Jackson Koivun è uno dei più giovani di sempre: ha battuto Scheffler al 3M Open e in sole cinque partite sul Tour ha raggiunto i Playoff FedExCup. Young e Clark, al secondo appuntamento, arrivano da stagioni di grande successo (Young ha vinto The Players, Clark tre tornei tra cui il secondo U.S. Open).

Team Internazionale (capitano Geoff Ogilvy)

Qualificati automatici: Si Woo Kim, Ryan Fox, Hideki Matsuyama, Min Woo Lee, Tom Kim, Adam Scott.

Scelte del capitano: Corey Conners, Nico Echavarria, Sungjae Im, Ryo Hisatsune, Nick Taylor, Christiaan Bezuidenhout.

Adam Scott eguaglia il record di apparizioni di Phil Mickelson (12), ma non ha mai fatto parte di una squadra vincente. Ryan Fox, fresco vincitore dell’Open Championship, e Nick Taylor  sono tra i “veterani esordienti”. Taylor è uno dei pochi a essersi imposto almeno una volta in ciascuna delle ultime tre stagioni. Si Woo Kim è il giocatore meglio classificato degli Internazionali.

La formula

Quattro giorni di gara, 30 punti in palio (serve 15,5 per vincere).

  • Giovedì: 5 Four-ball
  • Venerdì: 5 Foursome
  • Sabato: 4 Foursome e 4 Four-ball
  • Domenica: 12 Single

L’unica vittoria Internazionale risale al 1998 in Australia. Nel 2024 a Royal Montreal gli americani avevano vinto 18,5-11,5, con Schauffele, Morikawa e Cantlay a quattro punti ciascuno; Keegan Bradley aveva chiuso la sfida battendo Si Woo Kim.

Tradizionalmente il presidente in carica degli Stati Uniti è presidente onorario della competizione: quest’anno il ruolo tocca a Donald Trump, già presente nel 2017 a Liberty National.

Potremo seguire la Presidents Cup su Discovery+, HBO Max e Eurosport 2. Commento di Isabella Calogero, Federico Colombo, Nicola Pomponi e Maurizio Trezzi con la seguente programmazione:

*Tutti gli eventi sportivi di Eurosport sono disponibili su Discovery+, DAZN, Amazon Prime Video Channels e TIM VISION con l’offerta discovery+

 


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