Sinceramente, mi sto chiedendo cosa ne penserebbero tipini fighi come Arnold Palmer o Ben Hogan. Di cosa? Dell’ultima news che piomba a gamba tesa nel millenario gioco del golf direttamente dal mondo irrefrenabile della tecnologia. Dunque, il notizione è questo: pochi giorni fa, Marck Zuckeberg, boss di Meta, e Arccos, un’azienda super specializzata nello shot tracker, hanno siglato un accordo che potrebbe cambiare per sempre il nostro sport.
Sostanzialmente, Arccos, che ultimamente, sempre di più, sta arricchendo la propria offerta attraverso l’implementazione massiccia di AI, ha ulteriormente fatto un passo in avanti integrando nella propria App l’utilizzo degli occhiali “intelligenti” Meta.
Tradotto: anche se sembra una follia solo a dirlo, da oggi, se giocherai a golf indossando quegli occhiali, potrai chiedere loro: “Ehi, Meta, che ferro devo tirare qui?”. E la risposta ti verrà fornita immediatamente dall’AI di Arccos.
Ora: forse stiamo andando troppo oltre; forse nel golf stiamo iniziando a esagerare con la tecnologia; forse stiamo già ricevendo troppe risposte e troppi aiuti dall’AI, dai data e dalle tante App che esistono là fuori.
Certamente anche gli altri sport ne stanno approfittando, certamente molti atleti stanno progredendo anche e soprattutto grazie a questi aiuti. Ma, mi chiedo e vi chiedo, il golf non dovrebbe essere diverso? Non dovrebbe essere quel gioco in cui tu e solo tu, o al massimo il tuo caddie, dovreste essere in grado di prendere delle decisioni da soli? Di risolvere i dubbi senza chiedere l’aiuto da casa? Perché, se questo è l’andazzo, a me viene da chiedermi chi sarà a giocare a golf in futuro: io, tu, o solo una Intelligenza Artificiale. E giuro, mai come oggi,su questo tema mi piacerebbe un mondo poter ricevere una risposta da Arnold Palmer o da Ben Hogan: chissà cosa ne penserebbero quei due…