83mo Open d’Italia, i past champions in campo

83mo Open d’Italia, i past champions in campo

Domani prenderà il via l’83ma edizione del nostro Open sui fairways del Circolo Golf Torino.

Il field é composto da 156 giocatori dove, oltre ai nostri azzurri (sono ben 19 tra pro ed amateurs),  svettano i nomi di Patrick Reed, Joaquin Niemann e Capitan Luke Donald.

Ma chi sono i past champions che non hanno resistito al richiamo del nostro Open?

Vediamoli uno ad uno.

Si parte ovviamente con Adrian Saddier, campione in carica, che si aggiudicò il titolo lo scorso anno all’Argentario Golf Club, staccando di due colpi il connazionale Martin Couvra (il migliore degli italiani fu Francesco Laporta, decimo a pari merito).

Passiamo poi a Marcel Siem, che vinse il torneo due anni fa all’Adriatic Golf Club Cervia, sconfiggendo Tom McKibbin al playoff (migliore azzurro, Andrea Pavan, a cui va il nostro incoraggiamento).

E’ il turno di Bernd Wiesberger, campione 2019 all’Olgiata Golf Club davanti a Matt Fitzpatrick (un solo colpo li divise), dove ancora una volta il  migliore italiano fu Francesco Laporta. settimo.

Arriviamo finalmente al nostro Francesco Molinari, vincitore nel 2016 al Golf Club Milano (runner up Danny Willett) e nel 2006 al Castello di Tolcinasco Golf & Country, dove staccò di due colpi l’accoppiata Anders Jansen/Jarmo Sandelin.

Julien Quesne il Circolo Golf Torino lo conosce bene, perché fu proprio qui che vinse l’Open nel 2013, davanti a David Higgins e Steve Webster (migliore degli azzurri, Francescco Molinari, sedicesimo a pari merito).

Ora abbiamo un altro past champion con due Open nel suo palmares, Gonzalo Fernandez-Castano, che vinse nel 2012 al Royal Park I Roveri (al secondo posto Garth Mulroy e al quarto Matteo Manassero) e nel 2007 al Castello di Tolcinasco Golf & Country (seconda piazza per Marcus Brier e settima posizione per Francesco Molinari).

Sarà un past champion ad alzare di nuovo il trofeo al cielo?

Se fosse, é chiaro che tutti noi stiamo pensando alla stessa persona.

Ma per avere indicazioni più chiare in merito dovremo aspettare le previsioni del mio amico Andrea Crippa.


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