I veterani del DP World Tour alzano la voce
Anche nel mondo del golf, come su tutto il nostro pianeta, non c’é pace tra gli ulivi.
Il concorrente che per sei anni ha infastidito il PGA Tour edi il DP World Tour sta cercando di uscire, molto faticosamente, dalle sabbie mobili del Chapter 11.
La LIV Golf sta cercando di porre le basi per la nascita della propria versione 2.0, ma l’impresa si sta rivealndo alqiuanto ardua, tra istanze e rinvii: va detto che l’incertezza é fotrte.
Questo clima favorisce, evidentemente, la diaspora dei giocatori che non credono nel progetto: solo negli ultimi giorni hanno ufficializzato il loro addio Louis Oosthuizen, Branden Grace, Ian Poulter e Graeme McDowell.
Ad oggi sono quindici i giocatori che hanno dato la loro adesione al nuovo progetto del team guidato da Scott O’Neil, saranno sufficienti per un eventuale calcio d’inizio?
D’altro canto, tutti coloro che hanno detto no stanno cercando di redistribuirsi sugli altri Tours, nei limiti del possibile, funzionalmente ai paletti che devono superare.
Come sappiamo, il DP World Tour nel prendere una posizione netta nei confronti della LIV Golf 2.0, ha invece in corso diverse trattative con i giocatori non-members che sono interessati ad ottenere inviti per i tornei del calendario 2027, che i vertici del DPWT sarebebro disposti ad offrire, escludendo tutti gli eventi delle Rolex Series.
Anche i membrers, cioé i giocatori ex-LIV che hanno già regolarizzato la loro posizione, hanno ricevuto altrettanta disponibilità, venendo reintegrati nel loro status e nella loro categoria.
In questo modo i vertici del DPWT puntano a “rinvigorire” i fields dei tornei ed ad incrementare il valore del prodotto European Tour, ma ora si trovano ad affrontare un nuovo problema, ovverosia la fronda dei loro veterani, che non hanno mai risposto alle sirene della LIV Golf 1.0.
Lo scozzese Ewen Ferguson, 50mo posto nella Race to Dubai, con un post su X esprime in modo chiaro un pensiero che vedremo essere condiviso da altri suoi colleghi:
“Devo dire che é bello vedere alcuni giocatori LIV tornare a giocare sul DP…”
“Ma é comico che alcuni di loro abbiano attaccato il Tour per molto tempo, non trovando una sola cosa positiva da dire su di esso, mentre ora é l’invenzione del secolo e si sentono di niovo a casa”.
Richard Mansell:
“Il mio amico ha pienamente ragione”.
Jorge Campillo:
“Stiamo regalando le carte. Come possono loro riceverne una?”
Eddie Pepperell, da sempre una delle voci critiche sul Tour, ha detto la sua su The Chipping Forecast’s substack :
“Garantire la possibilità di gioco ai LIV Golfers, coloro che hanno orgogliosamente rappresentato una realtà che messo in pericolo il tuo stesso business, piuttosto che a gente come me ed altri…rappresenta un tradimento”.
Posizioni simili sono quelle di Matt Wallace, James Morrison e Danny Willett.
Come verrà gestito questo (iniziale) problema di coabitazione?
Lo scopriremo presto.
Restate sintonizzati.