Il PGA Tour rifiuta l’offerta del Fondo sovrano saudita

Il PGA Tour rifiuta l’offerta del Fondo sovrano sauditaIl PGA

Segnatevi la data.

Il 3 Aprile scorso The Guardian é stato il primo media a pubblicare la notizia.

Uso, testualmente, le parole che trovate nell’articolo:

“Il PGA Tour rietiene le richieste del PIF inaccettabili”.

Come l’anno scorso, l’approssimarsi del primo Major della stagione é foriero di novità.

In vista del Masters 2024, PGA Tour e PIF concordarono un rinvio per la conclusione (!) dell’accordo definitivo, ma quest’anno le cose sono un pò cambiate, e non in meglio.

L’offerta che il Fondo sovrano saudita aveva presentato era chiara:

  • acquisto di una partecipazione pari al 6% della PGA Tour Enterprises per un controvalore di 1,5 miliardi di $
  • poltrona di co-chairman per Yasir Al-Rumayyan
  • mantenimento della LIV Golf come entità autonoma (previ eventuali aggiiustamenti)

Dopo un lungo tira e molla, culminato con l’incontro alla Casa Bianca, il Board di PGAT Enterprises ha detto no.

I motivi del rifiìuto sono diversi, ma non vi tedierò elencandoli.

Il fatto é che, come avevo già ipotizzato, dopo un momento in cui entrambi i Tours hanno temuto che la “guerra civile” avrebbe alla lunga, causato danni (in primis legali) ad entrambi, il periodo di tregua ha consentito loro di riorganizzarsi e ripartire senza il pensiero di avere il fiato dell’avversario sul collo.

Il PGA Tour con la nascita di PGA Tour Enterpises ah ricevuto nuova linfa grazie agli investitori attratti dalla NewCo (parzialmente mutuati dalla TGL di Tiger Woods e Rory McIlroy).

La LIV Golf, dopo avere affrontato un iniziale, forte, ostracismo, ha cominciato a vedere funzionare il suo modello gestionale, dove i Teams, guidati dai Capitani, funzionano come aziende sotto l’ombrello della Lega saudita.

Il rifiuto del PGA Tour ha, molto probabilmente, messo la pietra tombale sulla trattativa partita nel giugno del 2023.

Però questo é solo il mio pensiero.


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