Jon Rahm e DP World Tour, la storia infinita
Riprendendo il filo rosso della narrazione, devo ripartire dall’ultima puntata.
L’accordo raggiunto tra il DP World Tour ed otto giocatori della LIV Golf ha messo un punto fermo nella trattativa tra Tour europeo e Lega saudita.
E’ stato definito un protocollo (al momento solo per il 2026) che permette ai giocatori della LIV di mantenere la carta per il DPWT pur continuando a disputare le gare della stagione corrente sul Tour saudita.
Ma, come sappiamo, sebbene due (Tyrrell Hatton e Tom McKibbin) degli otto che hanno firmato facciano parte della sua squadra, Jon Rahm non ha sottoscritto l’accordo.
In un primo tempo la sua posizione prevedeva il mantenimento in essere del ricorso presentato contro le multe inflittegli dal DPWT e, ovviamente, il mancato pagamento delle stesse.
La novità, come riporta Golf.com, é che Rahm ha deciso di di ritirare il ricorso.
Ma questo non significa che siamo alla fine della storia.
Nelle interviste rilasciate a margine dell’evento LIV disputato in Sudafrica, lo spagnolo ha chiarito la sua posizione, dove il nodo é rappresentato dal numero di tornei del calendario DPWT che i giocatori dovranno disputare:
“Non mi piace come stanno gestendo il contratto che ci vogliono fare firmare, non mi piacciono le loro condizioni”
“Mi stanno chiedendo di disputare un minimo di sei tornei, e vogliono imporre dove devono essere disputati due di essi, tra le altre cose su cui non sono d’accordo…”
“Io gli ho detto, ironia della sorte, riducete il numero a quattro eventi, come stabilisce il minimo (nel regolamento del DPWT, NDR), ed io firmo stasera. Loro non sono stati d’accordo”
“Io, semplicemente, mi rifiuto di giocare sei tornei. Non voglio farlo, e non é quello che stabiliscono le regole”.
In sostanza, si é passati da uno stallo ad un altro, fatto preoccupante in chiave Ryder Cup.
Io sono dell’idea che il Team Europe non possa fare a meno di lui ma, purtroppo, c’é chi, molto più esperto e titolato di me la vede in maniera diametralmente opposta.
Colin Montgomerie, da ex-Capitano, esprime un concetto in modo chiaro:
“La Ryder Cup non riguarda una persona sola, si é sempre trattato di 12 persone che competono all’unisono”.
Da un lato, é un concetto che condivido, ma dall’altro, vedo che se quei dodici (con qualche cambio fisiologico) sono gli stessi che hanno attraversato vittoriosamente due edizioni della Ryder Cup, non mi sembra una scelta saggia quella di escludere volontariamente uno dei pilastri del Team.
E’ notizia di giovedì scorso che Montgomerie é entrato a fare parte del Board of Directors dello European Tour Group, l’organismo che amministra il DPWT, l’HotelPlanner Tour, lo Staysure Legends Tour e la Ryder Cup.
E’ certamente il meritato riconoscimento al contributo che il campione scozzese ha dato al Tour Europeo.
Spero solo che il Capitano del Celtic Manor cambi idea su Jon Rahm.