Matt Fitzpatrick ha regalato un’altra vittoria al playoff al RBC Heritage, superando il numero 1 al mondo Scottie Scheffler.
Domenica l’inglese di 31 anni si è trovato di nuovo in uno spareggio contro il grande favorito, con una folla numerosa e rumorosa che incitava il suo avversario. La scena ricordava da vicino quanto accaduto tre anni fa contro Jordan Spieth, compreso il colpo decisivo sulla 18.
Fitzpatrick ha zittito il pubblico con un ferro 4 da 187 metri (leggermente più a sinistra del previsto, ma non per questo meno spettacolare). La palla ha superato il bunker, ha proseguito la sua corsa oltre la bandiera e si è fermata a circa 4 metri dalla buca, lasciando un birdie che si è rivelato vincente.
Lo spareggio si è giocato ancora una volta sulla 18, buca par 4 che domenica si è confermata la più difficile del percorso.
Scheffler, che era sotto di tre colpi con quattro buche da giocare, ha forzato il playoff con due birdie consecutivi nel finale, chiudendo con un ottimo 67 (-4). Ha beneficiato anche di un errore di Fitzpatrick: un chip poco preciso dal rough destro del green e un putt da 6 metri mancato per il par, che ha rappresentato il suo unico bogey di giornata (chiusura in 70, -1).
La folla, che aveva invaso il fairway davanti alla 18, ha riempito l’aria con cori “U-S-A! U-S-A!”. Tornata dietro le corde, ha assistito al colpo di Fitzpatrick controvento e al successivo errore di Scheffler, che con un ferro 6 ha spedito la palla a oltre 30 metri dalla buca. Il texano ha recuperato con un pitch eccellente a 2,5 metri, ma non ha dovuto puttare: Fitzpatrick ha trasformato il birdie e ha chiuso i conti.
“Ci è voluta tanta grinta per resistere”, ha detto il vincitore, che ha reagito con compostezza, sfiorandosi l’orecchio destro in segno di saluto alla folla. Fitzpatrick conosce bene queste atmosfere: era già capitato a The Players, quando Cameron Young lo aveva battuto. “Nessuno ha urlato durante i backswing, ed è stato bello. Sono favorevole a questo tipo di energia: il golf ha bisogno di atmosfera. Siamo pagati profumatamente per giocare davanti a queste folle. Però – ha aggiunto con un sorriso – non c’è sensazione più bella che uscirne vincitori”.
Per Scheffler si tratta del secondo secondo posto consecutivo: dopo essere risalito da 12 colpi di ritardo al Masters (chiudendo a uno da Rory McIlroy), questa volta era partito da sette colpi di svantaggio dopo 36 buche e ha risposto con un 64-67 nel weekend. “In entrambe le settimane mi sono messo in difficoltà entrando nel fine settimana, ma ho giocato ottimi sabati e domeniche per rientrare in corsa. Alla fine è questione di un colpo qua o là. Fitzy si è meritato la vittoria: ha giocato davvero un grande golf”.
Fitzpatrick ha iniziato il giro finale con tre colpi di vantaggio e ha mantenuto il controllo per gran parte del pomeriggio. Solo nel finale Si Woo Kim si è avvicinato (con un birdie sulla 15), e Scheffler ha accorciato con birdie sulla 15 e 16. Entrambi hanno mancato la green della 18 a destra: Scheffler ha completato uno scrambling perfetto (8 su 8) con un chip a 30 centimetri, mentre Fitzpatrick ha commesso il suo unico errore serio sul chip. Alla fine entrambi hanno chiuso a -18 (268). Kim, con un 68 finale, è terzo da solo, la sua quarto top-10 stagionale.
Per Fitzpatrick è la seconda vittoria nelle ultime settimane (dopo il Valspar Championship), la quarta in carriera sul PGA Tour e la 13esima nel mondo. Il successo lo proietta al terzo posto del ranking mondiale, suo nuovo best career. Con i premi degli ultimi quattro tornei ha incassato quasi 7,7 milioni di dollari.
L’inglese ha un legame speciale con Hilton Head: da bambino la sua famiglia trascorreva lì le vacanze tra golf, tennis e spiagge. “Vincere questo torneo era il mio sogno da ragazzo, ancora prima di capire davvero cosa fossero i major. Battere Scottie faccia a faccia e portarla a casa è qualcosa di straordinario”.
PGA Tour – RBC Heritage
Con Rory McIlroy capace di vincere due Masters consecutivi e di entrare così in un gruppo ristretto di doppi vincitori consecutivi, il calendario del PGA Tour si sposta in South Carolina. La prossima tappa è l’RBC Heritage, quarto Signature Event del 2026, che si disputa ancora una volta sul leggendario Harbour Town Golf Links di Hilton Head Island. Si gioca da giovedì 16 a domenica 19 aprile, senza taglio: un field limitato a 82 élite player che si contendono un montepremi da 20 milioni di dollari e 700 punti FedExCup per il vincitore.
A difendere il titolo è Justin Thomas, che nel 2025 ha conquistato la vittoria in modo epico. Ha battuto Andrew Novak alla prima buca di playoff con un birdie-putt da poco oltre i 6 metri, firmando il suo primo successo dal PGA Championship 2022. Thomas arriva da un T41 al Masters 2026, ma il ricordo di quel playoff, con il 68 finale e l’aiuto del sostituto caddie Joe Greiner, è ancora fresco. È la dimostrazione che il suo gioco è tornato ai livelli di un campione.
Al suo fianco ci sarà il numero 1 del mondo Scottie Scheffler, reduce da un secondo posto al Masters dove ha rimontato nel weekend ma ha mancato il bersaglio per un colpo. Scheffler ha già vinto The American Express a gennaio e cercherà la seconda vittoria stagionale. Nel 2024 era diventato il primo giocatore dopo Bernhard Langer (1985) a conquistare Masters e RBC Heritage nello stesso anno, battendo Sahith Theegala di tre colpi. Harbour Town gli si addice alla perfezione. Matt Fitzpatrick, campione 2023, arriva con grande slancio: secondo a The Players Championship dietro Cameron Young e vincitore del Valspar Championship due settimane fa. Per lui Hilton Head è un campo di casa sin dall’infanzia: nel 2023 ha battuto Jordan Spieth in playoff. Proprio Spieth, vincitore 2022 (la sua ultima delle 13 vittorie sul Tour), ha un ottimo feeling con questo tracciato: sei top20 su nove partecipazioni e cinque top25 in nove tornei quest’anno. Cameron Young si presenta in forma smagliante. Dopo il T3 al Masters (dove ha giocato nel gruppo di testa la domenica), farà la sua quinta apparizione a Harbour Town, con un T3 all’esordio nel 2022. Vanta quattro top7 consecutive sul Tour, inclusa la vittoria a The Players. Tra gli altri in grande momento Collin Morikawa (T7 al Masters dopo un infortunio alla schiena), Xander Schauffele (sette partecipazioni, miglior risultato quarto nel 2023 e sei top25 di fila) e il sudcoreano Jacob Bridgeman, nativo della South Carolina e in crescita costante.
Non mancheranno Tony Finau (reduce da sei tagli superati dopo un inizio altalenante), Billy Horschel (13ª apparizione), Wyndham Clark (ottava di fila, T3 nel 2024) e il debuttante Marco Penge che si sta ambientando bene sul Tour. Matt Wallace ha guadagnato l’accesso grazie al T5 al Valero Texas Open (Aon Swing 5), insieme a David Lipsky, Chandler Blanchet, Jordan Smith e Johnny Keefer. L’Aon Next 10 ha qualificato Jake Knapp (caldo con sette top11 in otto tornei), Nico Echavarria, Gary Woodland, Sahith Theegala e Spieth, oltre a Ryo Hisatsune, Nicolai Højgaard, Adam Scott, Sudarshan Yellamaraju e Ricky Castillo.
Justin Rose si è ritirato lunedì dopo il T3 al Masters, dove aveva comandato per due colpi. Un peccato per il pubblico di Hilton Head, ma il field resta stellare (senza McIlroy, che ha scelto di saltare l’evento dopo il Masters).
Harbour Town Golf Links (par 71, 6.623 metri) è un capolavoro di Pete Dye con l’aiuto di Jack Nicklaus, venue del Tour dagli anni ’60. È un campo corto ma insidioso: fairway stretti, bunker strategici e green piccoli e ondulati richiedono precisione e immaginazione più che potenza. Dopo il 2025 RBC Heritage il tracciato ha subito un restauro completo supervisionato da Davis Love III (cinque volte vincitore qui) e dal suo studio Love Golf Design. Sono stati ricostruiti tutti i green e i bunker e livellati i tee di partenza. L’obiettivo era riportare il campo in condizioni da campionato preservando i valori classici del design di Dye, migliorando però agronomia e manutenzione. Il risultato è un Harbour Town rinnovato ma fedele all’originale, pronto a sfidare i migliori al mondo ancora una volta.
Potremo seguire l’RBC Heritage su Discovery+, HBO Max e Eurosport 2. Commento di Alessandro Bellicini e Nicola Pomponi con la seguente programmazione:
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