Brooks Koepka di nuovo sul PGA Tour
Bruce Cupcake torna a casa.
Questa é la notizia che ha monopolizzato i media di settore negli utlimi giorni.
Il cinque volte campione major ha rescisso il contratto che lo legava alla LIV Golf amcora per un anno ed ha presentato formale richiesta di una nuova iscrizione al PGA Tour.
La sua carriera sulla LIV Golf si é aperta con la firma di un contratto del valore stimato tra 100 e 120 milioni di $.
Nel corso dei quattro anni trascorsi sulla Lega saudita ha fatto registrare cinque vittorie individuali, mentre il Team Smash GC, di cui era Capitano (ora gli é subentrato Taylor Gooch, NDR) ha conseguito tre sole vittorie; tutto questo si é tradotto per Koepka, come riportato da Spotrac, in un introito complessivo di circa 45.000.000 di $.
Ma vorrei aprire una parentesi.
Al di là dell’aspetto economico e sportivo, ho notato sin dagli albori della LIV che Brooks Koepka non si trovava a suo agio: poche interviste, poca partecipazione all’off-course, poca empatia.
Pertanto la sua decisione non mi ha stupito, e non mi sento di criticare una scelta logica, se non per la motivazione addotta: il floridiano ha parlato di necessità di stare più tempo con la sua famiglia ma, come ha giustamente fatto notare un fan in un commento in calce al suo post su X, é difficile pensare che passando da una schedule di circa 20 gare ad un calendario (potenziale) di quasi 40 il tempo per stare a casa aumenti (e non ho preso in considerazione la convocazione per la TGL, che reputo inevitabile).
Augurando a Brooks Koepka di ritrovare la serenità e l’affetto dei suoi tifosi (già dal Farmers Insurance Open di fine mese, NDR), devo ora passare a quella che secondo me é la vera notizia della settimana.
Per consentire a Koepka un rientro rapido, il PGA Tour ha approvato e pubblicato a tempo di record il Returning Member Program, che nel suo caso specifico é stato “appesantito” dalla richiesta (non negoziabile) da parte del Tour di una donazione “spontanea” di 5.000.000 di $ che verrà destinata ad una charity scelta da Koepka stesso.
Questi i punti salienti, in sintesi:
- possono usufruire del programma i giocatori che hanno preso parte a tornei non autorizzati, non sono stati membri del PGA Tour per almeno due anni ed hanno vinto uno dei Majors o il The Players Championship nel quadriennio 2022-2025;
- la richiesta di riaffiliazione per la stagione 2026 va presentata entro il 2 Febbraio;
- il giocatore dovrà prendere parte ad un minimo di 15 tornei, anche co-sanctioned, nella stagione 2026;
- il giocatore subirà una penalizzazione sotto il profilo economico per il quinquennio 2026-2030, durante il quale sarà escluso dal Player Equity Program e dai bonus della FedEx Cup.
Lo strumento scelto dallo staff di Brian Rolapp é certamente meno punitivo di quanto avrei potuto immaginare, memore delle minacce di pene dantesche che Jay Monahan evocò a suo tempo, e questo é un bene.
Quello che invece non mi aspettavo é stata la mossa successiva: il PGA Tour ha espressamente offerto a Jon Rahm, Bryson DeChambeau e Cameron Smith la possibilità di usufruire del programma di ritorno.
Smith e Rahm hanno già manifestato la loro intenzione di declinare l’offerta, mentre DeChambeau, il cui contratto con la LIV Golf scade l’anno prossimo, ha rilasciato dichiarazioni che non mettono in dubbio la sua presenza sulla Lega saudita per il 2026, ma che fanno capire che il suo futuro prossimo non é ancora segnato (é assai probabile che chiederà a Scott O’Neil un congruo ritocco del suo cachet e la possibilità di sedersi al tavolo dei bottoni della LIV, NDR).
Personalmente, credo che il PGA Tour abbia fatto il passo più lungo della gamba.
Il ritorno del figliol prodigo Brooks é un successo, che il Tour avrebbe dovuto godersi, accontentandosi.
Ma fare un all-in cercando di soffiare i tre giocatori più rappresentativi alla LIV Golf non ha fatto altro che mostrare un PGA Tour ansioso di rinforzare il proprio field.
Forse che Scottie Scheffler e Rory McIlroy non bastano più?
