Solheim Cup, 8-8: le Super Swedes brillano, Hull-Woad ancora a secco

Credit: Ladies European Tour/Solheim Cup

Un sabato sulle montagne russe lascia tutto in equilibrio. Dopo una mattinata dominata dall’Europa, capace di portarsi sul 7-5 grazie a tre vittorie nei foursome, gli Stati Uniti reagiscono nel pomeriggio e riportano la sfida in perfetta parità: 8-8.

Domenica, dunque, saranno ancora una volta i dodici singoli a decidere la Solheim Cup. E con 12 punti ancora in palio, il trofeo è completamente aperto.

Se c’è una certezza per Anna Nordqvist, porta i colori della Svezia. Maja Stark e Linn Grant hanno confermato di essere una delle coppie più affidabili del Team Europe, aggiungendo un’altra preziosa vittoria al loro percorso in questa Solheim Cup. Le “Super Swedes” non tradiscono.

Nel foursome del mattino hanno superato Nelly Korda e Allisen Corpuz per 3&2, giocando con grande solidità e sfruttando gli errori delle americane. Una vittoria particolarmente significativa contro una coppia che aveva costruito un record impressionante nelle precedenti edizioni.

«È una sensazione fantastica – ha raccontato Stark – soprattutto quando sei sul putt decisivo dopo aver commesso un errore alla buca precedente e riesci comunque a imbucarlo».

Grant ha sottolineato la qualità del gioco espresso soprattutto sulle seconde nove: «Abbiamo davvero alzato il livello. È stata una grande partita da entrambe le parti».

Il segreto della coppia? La fiducia reciproca. «So che Linn non va nel panico e lei sa che io non vado nel panico», ha spiegato Stark. «Questo ci permette di concentrarci sul nostro gioco».

Una tranquillità che, in una Solheim Cup, vale oro.

Grande conferma anche per le due rookie Mimi Rhodes e Nastasia Nadaud, capaci di conquistare un altro punto pesante per l’Europa.

Le due giovani hanno dominato il match del mattino contro Andrea Lee e Auston Kim, imponendosi 4&3 e confermando quanto già mostrato nella prima giornata.

L’Europa sembrava quindi avere trovato la chiave per scappare: tre punti conquistati nei foursome e un vantaggio di 7-5.

Ma la Solheim Cup, ancora una volta, ha dimostrato di non concedere certezze.

All’interno di una mattinata europea quasi perfetta, la coppia Charley Hull-Lottie Woad ha invece vissuto un’altra giornata difficile.

Dopo il mezzo punto conquistato venerdì, le due hanno subito una pesante sconfitta contro Alison Lee e Lauren Coughlin, 6&5.

E anche nel pomeriggio non è arrivata la reazione attesa.

Il bilancio della coppia inglese resta così sorprendentemente povero: appena mezzo punto dopo quattro match disputati insieme. Un dato che contrasta con il valore delle due giocatrici e con le aspettative che accompagnavano una delle coppie più attese dell’Europa.

La spiegazione, però, arriva dalle loro stesse parole. «Non riuscivamo ad imbucare un putt», ha sintetizzato Hull. Woad ha aggiunto: «Abbiamo continuato a colpire buoni putt, ma non ne abbiamo imbucati abbastanza».

E in match play, si sa, questo può fare tutta la differenza.

«Puoi giocare male e vincere, oppure giocare bene e perdere», ha ricordato Woad. Una fotografia perfetta della Solheim Cup.

Nel pomeriggio gli Stati Uniti hanno fatto quello che serviva: reagire.

Rose Zhang e Auston Kim hanno trovato un punto fondamentale, battendo Leona Maguire e Nastasia Nadaud. Zhang ha parlato di una vittoria «cruciale» per la squadra, arrivata dopo una giornata nella quale le americane avevano bisogno di accorciare le distanze.

Credit: Ladies European Tour/Solheim Cup

«Ci siamo dette di avere memoria corta, come un pesce rosso», ha raccontato Kim. «Abbiamo fatto un ottimo lavoro».

Anche il pubblico europeo, rumorosissimo, è stato parte della sfida. «Non è facile – ha ammesso Zhang – a volte devi riuscire a escluderlo. E se non puoi, devi accettarlo».

Anna Nordqvist può comunque guardare con orgoglio al comportamento della sua squadra.

Credit: Ladies European Tour/Solheim Cup

L’atmosfera a Bernardus Golf è stata ancora una volta straordinaria, con il pubblico europeo protagonista assoluto. «Non credo di aver mai vissuto qualcosa di simile», aveva detto la capitana già dopo la mattinata.

E soprattutto, Nordqvist ha difeso Hull e Woad dalle critiche: «Sono le migliori giocatrici del mondo. Stanno affrontando le coppie più forti in ogni sessione».

Una fiducia che potrebbe rivelarsi importante domenica.

Il risultato finale di 8-8 lascia tutto nelle mani dei singoli.

La storia della Solheim Cup insegna quanto questa sessione possa essere decisiva: gli Stati Uniti hanno storicamente avuto un rendimento superiore nel singolare, ma l’Europa arriva all’ultimo giorno con la consapevolezza di poter giocare alla pari.

E soprattutto con un fattore campo straordinario: il pubblico di Bernardus.

Credit: Ladies European Tour/Solheim Cup

Dodici match. Dodici punti. Una sola squadra alzerà la coppa.

Al Team USA, detentore della coppa di cristallo, basteranno 14 punti, il Team Europe avrà bisogno di 14 ½ punti per vincere.

Domani non ci saranno più compagne di squadra a cui affidarsi. Solo giocatrice contro giocatrice. E, ancora una volta, sarà il golf a decidere.

Ecco il calendario dei singoli di domani:

Go Team Europe!


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