Tiger Woods, vita da manager

Tiger Woods, vita da manager

Nel weekend di Torrey Pines, dove é stato un perfetto padrone di casa (era l’host del Genesis Invitational, NDR), oltre a premiare un grande Ludvig Aberg, che si é aggiudicato il torneo con un colpo di vantaggio su Maverick McNealy, Tiger Woods ha avuto modo di esprimere anche le sue qualità (in continua crescita, NDR) di manager.

In primo luogo, c’é stata la conferma di una notizia che era stata preannunciata da un misterioso post su X.

(fonte Sun Day Red X profile)

Il marchio lanciato da Tiger Woods dopo che si é sciolto il suo iconico sodalizio con la Nike ha confermato di avere contrattualizzato il suo primo brand ambassador.

E la cosa interessante é che non si tratta di nessuno dei giocatori “chiacchierati” (Justin Thomas, Wyndham Clark e Justin Rose), ma bensì di un giovane rookie del PGA Tour.

Karl Vilips con il diciannovesimo posto nel ranking 2024 del Korn Ferry Tour si é guadagnato la carta piena per la stagione 2025 del PGA Tour, e questa settimana farà il suo debutto al Mexico Open, indossando i capi del brand di proprietà della TGR Ventures.

La scelta di un giovane poco conosciuto si rivelerà vincente?

Ma la dichiarazione più interessante il manager Woods l’ha rilasciata domenica durante le interviste di chiusura a Torrey Pines.

Tiger, come é noto, ricopre cariche sia nel PGA Tour Board of Directors che nel PGA Tour Enterprises Board, ed é parte attiva nella trattativa con il PIF finalizzata a siglare l’accordo definitivo tra i due ex-nemici.

Ebbene, Woods ha dichiarato che il golf professionistico “guarirà velocemente” e che la fusione tra i tre Tours maggiori “avrà luogo molto presto nel corso di quest’anno”.

Queste affermazioni giungono al termine di un periodo dove le trattative lato PGA Tour sono state appoggiate da un qualcuno che non ti aspetti, ovverosia Donald Trump.

Circa due settimane fa, Jay Monahan e Adam Scott si sono recati alla Casa Bianca per un colloquio informale con il Presidente neo-eletto.

La cronaca narra che l’incontro sia stato richiesto dai due rappresentanti del PGA Tour per chiedere il sostegno di Trump nella trattatlva con il Fondo sovrano, con particolare riferimento all’inchiesta aperta dal Department of Justice, sostegno che il Presidente avrebbe accordato.

Dopo pochi giorni lo stesso Woods, assente a tale incontro, ha giocato a golf con Donald Trump prima che quest’ultimo presenziasse al Super Bowl.

Per chiudere il cerchio, Tiger é arrivato a Torrey Pines in compagnia di Kai Trump, giovane nipote del Presidente, appena entrata nella squadra di golf dell’Università di Miami.

Ora, dal mio punto di vista, vedo più Donald Trump come parte attiva della convocazione e del colloquio con Woods. piuttosto che come invitato.

Non va dimenticato che il Presidente statunitense é in buoni (se non ottimi) rapporti con la LIV Golf e che intrapreso il proprio mandato con piglio molto deciso.

Ma é il mio parere.

L’importante é che, a prescindere da a chi vada attribuito il merito, si esca da questa dannosa impasse.


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