Il cibo non si butta, nemmeno al golf.

Mentre mangio spaghetti con un drone in testa, penso a cose semplici: come al fatto che il mondo del golf, italiano specialmente, sia un po’ una pasta fredda che debba essere altrettanto riscaldata, prima di decollare. Ma perché lo dico? Perché il cibo non vola e non si butta via, nemmeno nel golf.

Allora facciamo decollare l’atmosfera scoprendo un modo diverso di fare innovazione grazie alle iniziative dello spaziale programma OnCourse di GEO Foundation che ci permette di scoprire come risparmiare/salvare/reinventare ogni spreco culinario all’interno dei Club.

Perché?! (Burp!) è necessario.

I club di tutto il mondo si stanno facendo in quattro per creare un futuro attento al clima e incentrato sulla sostenibilità; è abbastanza evidente che gli sforzi non si debbano esaurire al 18° green.

Perché la vera partita, dopo un giro di golf, inizia con una bibita fresca o un panino al ristorante del circolo, lo sappiamo: le strutture golfistiche non sono solo campi verdi ma incorporano negozi, centri comunitari, centri di formazione e, naturalmente, ristoranti. Ma purtoppo ancora troppo spesso servire il cibo si traduce in uno spreco che, incredibilmente, per un terzo viene sprecato. Tutto questo non è necessario.

Ma dai?!

Alcune volte non serve fantascienza: basta solo imitare chi fa meglio di noi.

Per questo, questo articolo trae spunto, e dà merito, a GeoFoundation invitandovi a scoprire il suo programma OnCourse, in cui troverete idee su come ridurre al minimo gli sprechi alimentari e riciclando ciò che viene sprecato nel risorante del vostro club.

Spargete la voce!

Il programma include un’attenta pianificazione del menu e delle porzioni per i ristoratori dei Golf Club e dà consigli che possono garantire, oltre che meno sprechi nei piatti, ottime indicazioni sul compostaggio dei rifiuti alimentari, sul riciclaggio dell’olio da cucina e sulla donazione delle eccedenze ai gruppi locali.

Ma dai!

Il cibo non si butta via, nemmeno al golf!

Fatte le giuste premesse, iniziamo a domandarci come potrebbe cambiare la cultura (o coltura?) nei nostri club per ridurre, riutilizzare e/o fermare lo spreco alimentare.

Ecco due esempi:

1.Trasformiamo il rifiuto alimentare golfistico in fertilizzante organico

Solo perché il cibo non viene mangiato non significa che non sia utile. Avere un piano per riutilizzare i rifiuti organici puòridurre la quantità destinata alla discarica e minimizzare la necessità di importare risorse per le quali i rifiuti alimentari possono essere utilizzati, come i fertilizzanti.

Un esempio: Il Broken Sound Golf Club ha trovato un modo per farlo. Lo smaltimento dei rifiuti verdi costa al club  circa $ 70.000 all’anno, quindi il personale ha creato un “digestore” mobile che può trasformare i rifiuti in compost per il terriccio. Questo ha portato il circolo a risparmiare circa $ 12.000 all’anno in costi di fertilizzanti, oltre ai soldi risparmiati dallo smaltimento dei rifiuti.

Un altro esempio è il Sentosa Golf Club di Singapore che ha installato due “eater” che consentono di macinare cibo e rifiuti orticoli riutilizzandoli come fertilizzante sul campo da golf. In tal modo, il club ha ridotto del 30% i propri rifiuti mensili.

Essere Green è anche economico!

Vale la pena provare anche considerare altre alternative alla discarica per rifiuti e composti organici.

Abbiamo altre idee?

Certificato GEO è anche il meraviglioso campo Al Mouj in Oman che ha trovato un uso creativo per il “Camel’s Foot Creeper”, una pianta sempreverde tipica del luogo, densa e a crescita rapida che trova campo fertile intorno al percorso. Invece di smaltire i suoi rifiuti verdi, il club ha iniziato a collaborare con un agricoltore locale utilizzando la pianta come cibo per i suoi cammelli .

Ma ancora

I semi del “malu creeper” sono tonici e afrodisiaci, le foglie emollienti e mucillaginose, e possono essere consumati crudi o fritti o cotti come legumi. La corteccia interna è poi una fonte di fibra utilizzata nella fabbricazione delle corde. Gli steli sono usati per vimini, stuoie e lavori in vimini. Le foglie sono usate come paglia.

La natura è un accordo che avvantaggia tutte le parti, se se ne riconosce l’intelligenza simbiotica.

Nel caso specifico i coltivatori locali, trovando difficile coltivare fonti di cibo per i cammelli, hanno iniziato a raccogliere i rifiuti della pianta gratuitamente eliminando per il circolo anche la necessità della raccolta.

Che up&down il golf green!!

Vero; il green è uno sforzo continuo, per questo lo amiamo: e per questo non possiamo nemmeno esimerci dal rendere merito anche al successo del Slync.io Dubai Desert Classic, che ha collaborato con Green Eco Technologies per gestire i rifiuti all’evento DP World Tour nel gennaio 2022.

Grazie all’iniziativa, un totale di 1.350 kg di cibo e di rifiuti organici sono stati riutilizzati nel corso del torneo, con oltre 500 kg riutilizzati in agricoltura. Complessivamente, i rifiuti organici sono stati ridotti di circa il 64%.

Vogliamo fare qualche altro passo in questo deserto in-sostenibile del golf ?!

Allora:

1.Utilizziamo i combustibili ricavati dai rifiuti alimentari

Anche se è vero che non tutti i club sono in grado di passare ai combustibili di origine vegetale (per ora), l’uso dei rifiuti alimentari come un modo per alimentare i macchinari non è un sogno irrealizzabile o utopico.

Per esempio, il personale del GEO Certified Hirsala Golf Club in Finlandia ha cambiato con successo tutto il diesel e l’olio da riscaldamento utilizzati nella loro flotta con un diesel composto al 100% da rifiuti alimentari .

Hirsala è stata in grado di ridurre l’impronta di carbonio della propria flotta, in media, del 90% grazie ai carburanti; l’innovazione finlandese è stata realizzata da Neste My e rappresenta un investimento in un settore che potrebbe avere un profondo impatto sia sulle energie rinnovabili che sullo spreco alimentare.

2. Utilizziamo solo contenitori compostabili

È giusto considerare non solo il cibo ma anche l’imballaggio in cui arriva il cibo. In molti casi, gli imballaggi alimentari sprecati possono essere dannosi per l’ambiente quanto il cibo stesso. Non ci vuole molto a capirlo: basta fare come fanno al Grange Golf Club che ha seguito le linee guida della GEO Foundation.

Nel club i contenitori, le tazze da tè e caffè, nonché le scatole per asporto, devono essere compostabili come il cibo che contengono.

Bella scoperta…

Ma la vera scoperta è che basta guardarsi intorno: basta guardare a chi è più virtuoso di noi, come GEO Foundation che ha esperienza e che, non nascondiamolo, sul medio/lungo periodo salverà il pianeta Golf… ma anche il bilancio di molti club del nostro amato sport.

P.s.

Troverete innumerevoli altri esempi di club che trovano soluzioni sostenibili al problema dello spreco alimentare sul sito  Sustainable Golf Highlights Hub

Grazie GEO, grazie GOLF.

Anche Green Horizon atterra.


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