E tu giochi alla scozzese o all’americana?

Ti tolgo subito il dubbio: non mi riferisco al volo di palla “scozzese”, basso con poco spin, continua a leggere e capirai.

Mi trovavo in Irlanda per un press-trip, quando una sera, a cena con diversi giornalisti provenienti da tutto il mondo, abbiamo iniziato a raccontarci alcuni aneddoti vissuti di persona.

Un americano ha subito iniziato a parlare dell’ossessione scozzese per il gioco veloce (due realtà effettivamente agli antipodi n.d.a.).

Ha raccontato della sua visita ad un famoso club dove per due volte aveva vissuto divertenti esperienze relative al tempo di gioco.

Qualche anno prima, lui e un giornalista inglese stavano per giocare con il segretario del club che volle sottolineare che le partite a tre giocatori erano ammesse solo molto raramente.

“Vorrei puntualizzare che questa non è la normalità”, disse con spiccato accento scozzese, “E voglio inoltre avvisarvi che una partita in tre qui non dura più di 2 ore e 50 minuti.”

Immediatamente dopo aver giocato il primo tee-shot, il segretario partì a “razzo”.

I giornalisti correndo per tenere il suo passo, andavano ovunque con i colpi successivi, ma lottavano soprattutto per mantenere il suo ritmo.

Neanche lo squillo del cellulare del giornalista inglese (contro qualsiasi   etichetta…) riuscì ad interrompere la corsa contro il tempo.

Fu poi perdonato quando si scoprì che era sua moglie a chiamarlo per l’inizio del ..travaglio.

Un saluto frettoloso e l’inglese tornò verso la clubhouse.

Il segretario si rivolse quindi all’americano e disse: “Bene, ora siamo una partita da due giocatori .

Una partita da due giocatori qui non richiederà più di 2 ore e 35 minuti, quindi è meglio darci una mossa”.

 

Un’altra volta, nello stesso club, sempre l’ americano, chiacchierava con lo starter mentre attendeva la partenza.

La battuta d’oltreoceano non si è fatta attendere.

Quando gli fu detto di dirigersi verso il tee, chiese scherzosamente allo starter: “Prima di iniziare,  posso sapere il record di questo percorso ?”

“Credo sia 1 ora e 56 minuti”, è stata la risposta impassibile dello starter.

Ridevo, ma anche pensando alle terribili battute che il povero Giancarlo faceva sul tee della 1 all’Olgiata.

Ma quella è un’altra storia.


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