David Watts: il golf è difficile, ma meraviglioso

Lo scorso febbraio, nel clima caldo e umido di Singapore, un sorridente David Watts – inconfondibile per i capelli arruffati che spuntano da sotto il cappellino – si è aggiudicato il G4D Tour @ Singapore Classic.

“E’ una sensazione surreale vincere uno degli otto eventi del G4D Tour”, queste le parole di David al termine della gara.

Il sudafricano David Watts ha partecipato per la prima volta ad una gara del G4D Tour nel 2022, in Irlanda del Nord. Racconta: “Era l’ISPS Handa World Invitational. Sono arrivato ultimo. Appena tornato a casa ho pensato molto a quella gara: lo standard era molto più alto di quello che credevo. Mi sono messo subito al lavoro, ricostruendo il mio swing, potenziando il mio gioco corto e allenandomi a giocare sotto pressione. Dopo quella prima gara la mia performance è progressivamente migliorata, e finalmente sono riuscito a vincere qui a Singapore”.

Foto: EDGA

David Watts, originario di Durban, è nato con una grave malformazione ossea alla gamba sinistra.

Ha subìto tre importanti interventi chirurgici a partire dall’età di 16 anni, per ricostruire ed allungare l’osso mancante. Ogni intervento ha richiesto mesi di cure e di riabilitazioni, durante i quali David non poteva frequentare la scuola, né gli amici.

È stato un periodo davvero difficile, soprattutto per la scuola. Gli interventi chirurgici che ho fatto non erano semplici, non di quelli dove dopo una settimana sei già a posto. E’ stato un percorso lungo e doloroso, lungo un anno. Inoltre ero spesso lontano dalla mia città, infatti il centro medico che mi ha curato era a Pretoria. Sì, è stato davvero difficile, ma la mia famiglia ed i miei compagni di scuola sono stati davvero fantastici, mi hanno aiutato molto e li ho sentiti molto vicini anche quando ero lontano da casa”.

Non potendo praticare nessun sport di contatto, come il rugby o il calcio, David prova inizialmente a giocare a cricket per poi approdare al golf, dove trova finalmente la propria dimensione.

A 10 anni entra a far parte del Durban Country Club, dove inizia a lavorare assieme al professionista Paul Potterton al suo swing. Essendo la gamba sinistra più debole della destra, Potterton ha l’intuizione di far giocare David come un mancino, in modo da poter usufruire di un maggior impatto sulla gamba destra, quella sana. A 15 anni diventa giocatore scratch.

David racconta che non si è mai considerato un giocatore disabile, ma semplicemente un golfista.

“La mia prima gara per golfisti disabili l’ho fatta ad aprile del 2022, grazie alla South African Disabled Golf Association. Prima ho fatto solo gare amatoriali per golfisti normodotati. Nel G4D Tour gli standard sono molto alti: anche se noi giochiamo su di un percorso un po’ più breve di quello del DP World Tour, comunque i green, i rough sono i medesimi dei professionisti. Occorre giocare al top se si vuole finire nelle prime tre posizioni.”

David fai anche una preparazione fisica specifica?

“Sì, vado in palestra almeno quattro o cinque volte alla settimana. Inoltre nuoto per circa 10 chilometri ogni settimana, per migliorare la mia forma fisica. È un lavoro a tempo pieno, a tutti gli effetti. Lavoro, lavoro, lavoro, nel tentativo di poter risparmiare qualche colpo.”

Hai già in mente i tuoi obiettivi per il 2024?

“Sì, vorrei provare a guadagnarmi la carta per il Sunshine Tour, molti grandi nomi hanno iniziato così. Spero davvero di riuscirci, sarei il primo golfista disabile. Ah, sarebbe davvero un gran risultato!”

Cosa significa il golf per te?

“È una domanda difficile a cui rispondere. Ovviamente il golf è molto vicino al mio cuore. Sono tanti anni che gioco, tanti anni che lavoro per poter arrivare fino qui. Penso che sia così anche per molti altri. Il golf è difficile, a volte è avaro. Ma se continui ad impegnarti, a lavorare, il golf ti restituisce sempre ciò che prima ti aveva tolto. È una parte enorme della mia vita, e sono sicuro che lo sarà anche per il resto della mia vita. È semplicemente meraviglioso.”


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