Edoardo Biagi: Il golf è la mia medicina

Edoardo ‘Edo’ Biagi è un componente della Squadra Nazionale Paralimpica, ed è anche il referente Federgolf per le attività promozionali riguardanti il settore paralimpico.

Lo ricordiamo tra i finalisti delle RSM Play-Off Series, dove si è arreso solo nel match finale contro la fortissima Daphne Van Houten.

Nel 2010 Edo, che da poco ha iniziato a giocare a golf, a seguito di continui e forti dolori alla schiena, si sottopone ad una risonanza magnetica.

Foto: Edoardo Biagi

La diagnosi è di quelle che lasciano senza fiato: tumore intramidollare localizzato nella zona all’altezza delle scapole. Occorreva intervenire chirurgicamente al più presto, l’operazione sarebbe stata lunga e difficile, con un altissimo rischio di restare paraplegico per il resto della vita, se non peggio.

Edo, supportato dalla sua famiglia, cerca il consulto di altri specialisti, trovando un neurochirurgo all’avanguardia che, pur sottolineando la gravità della situazione, gli infonde una speranza in più circa il decorso post-operatorio. Dopo un intervento durato 9 ore il tumore viene asportato.

Edo si sveglia, felice di essere vivo, anche se per il momento costretto su una sedia a rotelle.

Racconta Edo: ‘Dopo l’operazione ho un’emiparesi al lato destro, mentre la parte sinistra, che muovo normalmente, non ha sensibilità. Pensavo che il decorso post-operatorio fosse più veloce, ma mi sbagliavo. Sono caduto in depressione, per alcuni anni ho vissuto come un’ameba, imbottito di farmaci… incapace di fare qualsiasi cosa. Poi un giorno è venuto a trovarmi il mio amico più caro, quello con il quale alcuni anni prima avevo iniziato a giocare a golf. Mi ha letteralmente trascinato a giocare.

Io non riuscivo nemmeno a stare in piedi, ma poi, quando mi sono trovato là, nel campo, mi è rinata la passione, la voglia di ritornare a giocare’.

‘L’aspetto peggiore della mia condizione non è tanto l’emiparesi, ma il dolore, un dolore fortissimo alla schiena. Come ho detto prima, assumevo molti farmaci, innescando un circolo vizioso: questi mi causavano degli effetti collaterali, allora il medico mi prescriveva ulteriori farmaci per contrastarli, e così via. Decisi allora di ridurre i farmaci, capii che la mia cura era il golf.

Giocare mi aiuta a sopportare meglio il dolore, l’endorfina è la mia medicina. La miglior cura è stare bene con se stessi, fare le cose che veramente ti piace fare. Naturalmente continuo a prendere farmaci, ma solo all’occorrenza.

La risposta a molti dei nostri problemi è in noi stessi, avere una passione: per me è il golf, per altri può essere la musica, cantare, suonare uno strumento, o qualsiasi altra cosa.

Quindi cercate la vostra passione e divertitevi!’


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