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	<title>STORIE Archives - NOTIZIE GOLF</title>
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	<description>Il gioco del golf tutto in digitale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Aug 2026 16:08:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>STORIE Archives - NOTIZIE GOLF</title>
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		<title>Solheim Cup 2026, Nordqvist punta sul futuro: largo alle rookies!</title>
		<link>https://notiziegolf.it/storie/solheim-cup-2026-nordqvist-punta-sul-futuro-largo-alle-rookies/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ale Donati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 10:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>
		<category><![CDATA[SOLHEIM Cup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1350" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-4-Alessandra-Donati.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-4-Alessandra-Donati.png 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-4-Alessandra-Donati-240x300.png 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-4-Alessandra-Donati-819x1024.png 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-4-Alessandra-Donati-768x960.png 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-4-Alessandra-Donati-380x475.png 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-4-Alessandra-Donati-800x1000.png 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-4-Alessandra-Donati-760x950.png 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-4-Alessandra-Donati-480x600.png 480w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>La squadra europea per la Solheim Cup 2026 è completa. La capitana Anna Nordqvist ha sciolto gli ultimi&#8230;</p>
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<li>La squadra europea per la Solheim Cup 2026 è completa. La capitana Anna Nordqvist ha sciolto gli ultimi dubbi annunciando le quattro captain’s picks che completeranno il Team Europe per la sfida agli Stati Uniti, in programma dall’11 al 13 settembre al Bernardus Golf, nei Paesi Bassi.</li>
</ol>
<p>Le scelte sono ricadute su Leona Maguire, Julia López Ramírez, Nastasia Nadaud e Mimi Rhodes. Una combinazione di esperienza e giovani promesse che racconta chiaramente la filosofia della capitana svedese: costruire una squadra competitiva oggi, ma anche proiettata verso il futuro.</p>
<p>La sorpresa più grande sarebbe stata lasciare a casa Leona Maguire. Nonostante una stagione altalenante e una qualificazione automatica sfumata, Leona Maguire rappresenta ancora una delle migliori interpreti del match play europeo.</p>
<p>In tre Solheim Cup ha dimostrato di sapersi esaltare quando si gioca per la squadra e il suo carisma nello spogliatoio pesa quasi quanto i punti conquistati sul campo. Nordqvist ha deciso di puntare sulla sua esperienza, convinta che il rendimento in una competizione come la Solheim Cup non si misuri soltanto con i risultati ottenuti durante la stagione.</p>
<p>Se Maguire è il presente, Julia López Ramírez, Nastasia Nadaud e Mimi Rhodes rappresentano il futuro.</p>
<p>La spagnola López Ramírez è considerata una delle giocatrici più complete della nuova generazione. La francese Nadaud, appena ventenne, continua a crescere torneo dopo torneo, mentre l’inglese Rhodes si è guadagnata la fiducia della capitana grazie alla continuità mostrata nelle ultime stagioni.</p>
<p>Con loro, insieme a Lottie Woad, saranno addirittura quattro le rookie europee. Un segnale forte: Nordqvist vuole iniziare un nuovo ciclo affidandosi a una generazione di talento destinata a essere protagonista per molti anni.</p>
<p>Come ogni scelta, anche questa ha inevitabilmente lasciato qualche delusa.</p>
<p>La decisione più difficile ha riguardato probabilmente Chiara Tamburlini. La svizzera aveva sfiorato la qualificazione automatica, mancandola per appena 0,9 punti dopo il sorpasso di Esther Henseleit nell’ultima settimana utile. In molti la consideravano la candidata principale a una wildcard, ma Nordqvist ha preferito altri profili. La stessa Capitana ha ammesso che comunicarle l’esclusione è stata la conversazione più difficile di tutto il processo di selezione.</p>
<p>Tra le assenti spicca anche Georgia Hall, protagonista di numerose Solheim Cup e una delle giocatrici simbolo dell’Europa nell’ultimo decennio. Il suo rientro dopo la maternità non le ha permesso di ritrovare la migliore condizione e Nordqvist ha scelto di guardare avanti invece di affidarsi all’esperienza. Assente per maternità anche la svedese Madelene Sagstrom: a settembre infatti è prevista la nascita del suo primo figlio.</p>
<p>Fuori la danese Emily Kristine Pedersen, frenata da problemi fisici e da una stagione lontana dai suoi standard, mentre non trovano spazio nemmeno Albane Valenzuela (dopo una deludente Solheim Cup 2024), Helen Briem, e Ingrid Lindblad.</p>
<p>Il Team Europe sarà composto da:</p>
<ul>
<li>Charley Hull (Inghilterra)</li>
<li>Esther Henseleit (Germania)</li>
<li>Lottie Woad (Inghilterra)</li>
<li>Maja Stark (Svezia)</li>
<li>Céline Boutier (Francia)</li>
<li>Carlota Ciganda (Spagna)</li>
<li>Linn Grant (Svezia)</li>
<li>Nanna Koerstz Madsen (Danimarca)</li>
<li>Leona Maguire (Irlanda)</li>
<li>Julia López Ramírez (Spagna)</li>
<li>Nastasia Nadaud (Francia)</li>
<li>Mimi Rhodes (Inghilterra)</li>
</ul>
<p>È una formazione che mescola campionesse affermate, giocatrici nel pieno della maturità agonistica e una nuova generazione pronta a raccogliere l’eredità delle veterane.</p>
<p>La sensazione è che Anna Nordqvist abbia fatto una scelta coraggiosa. Invece di affidarsi quasi esclusivamente ai nomi più esperti, ha deciso di accelerare il ricambio generazionale.</p>
<p>È una scommessa che comporta dei rischi: quattro esordienti in una competizione intensa come la Solheim Cup non sono poche. Ma è anche una decisione che potrebbe dare nuova energia a una squadra chiamata a riconquistare il trofeo dopo la sconfitta del 2024.</p>
<p>Con l’entusiasmo delle giovani, il talento ormai consolidato di giocatrici come Lottie Woad, Charley Hull, Céline Boutier e Carlota Ciganda e l’esperienza di una specialista del match play come Leona Maguire, l’Europa arriva nei Paesi Bassi con una squadra diversa rispetto al passato, ma probabilmente più affamata.</p>
<p>Ora la parola passerà al campo. E, come la storia della Solheim Cup insegna, saranno soprattutto il carattere e lo spirito di squadra a fare la differenza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I motivi dietro al boom del golf fashion femminile</title>
		<link>https://notiziegolf.it/storie/i-motivi-dietro-al-boom-del-golf-fashion-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Isabella Calogero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1350" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-5-Isabella-Calogero.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-5-Isabella-Calogero.png 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-5-Isabella-Calogero-240x300.png 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-5-Isabella-Calogero-819x1024.png 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-5-Isabella-Calogero-768x960.png 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-5-Isabella-Calogero-380x475.png 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-5-Isabella-Calogero-800x1000.png 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-5-Isabella-Calogero-760x950.png 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-5-Isabella-Calogero-480x600.png 480w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Parliamo per una volta di moda, anzi di golf fashion. Il British Open femminile si è concluso da&#8230;</p>
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<p>Il British Open femminile si è concluso da pochissimo sul links del Royal Lytham & St.Annes e tutti i social si sono sbizzarriti nel mostrarci i look più iconici e divertenti delle proette in gara. E non è la prima volta che questo fenomeno accade: quest’anno sembra infatti che a ogni torneo major femminile la notizia principale siano i completini indossati dalle ragazze. Ebbene, dietro questo interesse crescente da parte dei social per la moda femminile del green, esiste un perché molto specifico, ovvero l’esplosione del mercato fashion del golf in rosa.</p>
<p><img  loading="lazy"  decoding="async"  class="size-medium wp-image-95221"  src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724-227x300.jpg"  alt=""  width="227"  height="300"  srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724-227x300.jpg 227w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724-776x1024.jpg 776w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724-768x1013.jpg 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724-1165x1536.jpg 1165w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724-380x501.jpg 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724-800x1055.jpg 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724-1160x1530.jpg 1160w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724-760x1002.jpg 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724-455x600.jpg 455w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5724.jpg 1179w"  sizes="auto, (max-width: 227px) 100vw, 227px" ></p>
<h4 id="i-dati-alla-mano-ci-raccontano-che-il-golf-apparel-delle-donne-sta-crescendo-a-un-ritmo-vertiginoso-del-632-allanno-divenendo-cosi-la-categoria-che-sta-registrando-i-migl">I dati alla mano ci raccontano che il “golf apparel” delle donne sta crescendo a un ritmo vertiginoso del +6,32% all’anno, divenendo così la categoria che sta registrando i migliori risultati del comparto moda golfistica. Ma non solo: il 44% dei nuovi prodotti lanciati nel fashion del green sono specificatamente per un target femminile.</h4>
<p>“Come mai ora?” è la domanda che vi starete ponendo tutti a questo punto. La risposta è molto semplice: da un lato, a partire dal 2020 il numero delle praticanti dello swing è aumentato di 2,5 milioni di giocatrici, dall’altro le donne oggi rappresentano ben il 28% dei giocatori presenti in campo.</p>
<p>Cifre impensabili fino a qualche anno fa.</p>
<p>Cosa è successo quindi nel frattempo? Beh.. La società è cambiata: le donne sono diventate finanziariamente sempre più indipendenti, moltissime sono single e quindi più libere, altre ritardano il momento della maternità e ancora: i siti delle app di incontri stanno vivendo una grande crisi, perché le persone si sono rese conto che non funzionano un granché bene. Si sta infatti tornando a preferire il face to face, l’appuntamento vero e proprio e, da questo punto di vista, il golf, come ha spiegato la sociologa Rachel Katz, offre alle ragazze “un contesto nuovo, ovvero spazi e situazioni in cui è socialmente accettabile attaccare bottone con uno sconosciuto, conoscere nuove persone e magari chiedere anche i numeri di telefono”.</p>
<p>Insomma, l’arte del rimorchio (e del fashion) oggi passano dal green: chi lo avrebbe mai potuto immaginare solo qualche anno fa?</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
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			</item>
		<item>
		<title>“È una esperienza da ripetere”: Nicola Rizzo chiude la prima Battle Twelve con entusiasmo</title>
		<link>https://notiziegolf.it/storie/e-una-esperienza-da-ripetere-nicola-rizzo-chiude-la-prima-battle-twelve-con-entusiasmo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:19:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1920" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura.jpg 1536w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-240x300.jpg 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-819x1024.jpg 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-768x960.jpg 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-1229x1536.jpg 1229w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-1080x1350.jpg 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-380x475.jpg 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-800x1000.jpg 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-1160x1450.jpg 1160w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-760x950.jpg 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-480x600.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Si è conclusa con la vittoria di Team59 per 19-9 sulla formazione francese di C&#038;S Partners Golf Team&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://notiziegolf.it/storie/e-una-esperienza-da-ripetere-nicola-rizzo-chiude-la-prima-battle-twelve-con-entusiasmo/">“È una esperienza da ripetere”: Nicola Rizzo chiude la prima Battle Twelve con entusiasmo</a> appeared first on <a href="https://notiziegolf.it">NOTIZIE GOLF</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1920" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura.jpg 1536w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-240x300.jpg 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-819x1024.jpg 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-768x960.jpg 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-1229x1536.jpg 1229w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-1080x1350.jpg 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-380x475.jpg 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-800x1000.jpg 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-1160x1450.jpg 1160w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-760x950.jpg 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/BattleTwelve_Chiusura-480x600.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1g7jtus r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Si è conclusa con la vittoria di </span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-b88u0q r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Team59</span></span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274"> per </span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-b88u0q r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">19-9</span></span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274"> sulla formazione francese di C&S Partners Golf Team la prima edizione della </span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-b88u0q r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Battle Twelve</span></span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">, l’innovativo format a squadre che ha debuttato al Golf Club Padova tra il 29 e il 30 luglio 2026. Una manifestazione che ha saputo unire agonismo, spettacolo, tattica e grande spirito di squadra, confermando che il golf può evolversi verso formule più corali e accattivanti per un pubblico più ampio.</span></span></span></p>
<p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1g7jtus r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Il format si è rivelato vincente: match play su </span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-b88u0q r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">12 buche</span></span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274"> giocate sempre fino in fondo, con un sistema di punteggio che premia anche il margine di vittoria (fino a 3 punti per incontro) e i </span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-b88u0q r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Side Games</span></span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274"> (Advanced Tees, Ball Switch, Worst Ball, Forced Mulligan) che hanno aggiunto tattica, colpi di scena e divertimento. Foursome, fourball, scramble e singoli si sono alternati regalando emozioni continue.</span></span></span></p>
<p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-adyw6z r-135wba7 r-b88u0q"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Le dichiarazioni di Nicola Rizzo, patron di Team59, che ha voluto e creduto fortemente nella Battle Twelve:</span></span></span></p>
<p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1x3r274 r-p1pxzi"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><strong><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-b88u0q r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Cosa ci racconti di questa prima esperienza?</span></span></strong><br />
</span></span></p>
<blockquote><p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1x3r274 r-p1pxzi"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">È stata davvero una bellissima esperienza. Non ho mai visto i ragazzi così motivati, così uniti. Finivano il match ed andavano dai compagni di squadra a portare la sacca e seguire le ultime buche. È stato molto bello.</span></span></span></p></blockquote>
<p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1x3r274 r-p1pxzi"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><strong><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-b88u0q r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Perché l’idea di una competizione a squadre?</span></span></strong></span></span></p>
<blockquote><p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1x3r274 r-p1pxzi"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Io penso che la competizione a squadre nel golf possa avere un suo futuro ed una sua collocazione. Bisogna individuare delle formule accattivanti, delle formule che possano anche attirare un pubblico nuovo, un pubblico diverso con regole anche un po’ strane tipo quelle utilizzate per questa prima edizione, ma anche più comprensibili per un pubblico più vasto.</span></span></span></p></blockquote>
<p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1x3r274 r-p1pxzi"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><strong><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-b88u0q r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Cosa c’è in programma per il futuro?</span></span></strong></span></span></p>
<blockquote><p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1x3r274 r-p1pxzi"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Di sicuro è una esperienza da ripetere. Dobbiamo capire le modalità, se mantenere una sede fissa come quella del Golf Club Padova che ha riscosso un ottimo successo. Magari invitando anche squadre di altre nazioni.</span></span></span></p></blockquote>
<p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1g7jtus r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><strong><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-b88u0q r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Cosa rimane di questa prima edizione?</span></span></strong></span></span></p>
<blockquote><p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1g7jtus r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Solo note positive! Naturalmente poi la soddisfazione ed il piacere di avere vinto ha reso tutto più dolce e tutto più bello anche se effettivamente le giornate di sport vissute insieme vengono in primo piano. La vittoria è un corollario piacevolissimo, ma indubbiamente quello che ha funzionato è l’aver dimostrato che anche a livello di squadra è possibile realizzare qualcosa di interessante anche nel golf.</span></span></span></p></blockquote>
<p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1g7jtus r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Un ringraziamento speciale va al Golf Club Padova per l’ospitalità impeccabile, ai capitani non giocatori Massimo Scarpa (Team59) e Abdel Azfi-Danten (C&S), a tutti i giocatori e alle giocatrici che hanno dato vita a uno spettacolo di alto livello, e agli sponsor che hanno supportato il progetto.</span></span></span></p>
<p><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1adg3ll r-1x3r274 r-p1pxzi"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">La </span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-b88u0q r-1x3r274"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274">Battle Twelve</span></span><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-1x3r274"> non è un episodio isolato, ma l’inizio di un percorso. Come ha sottolineato Nicola Rizzo, l’obiettivo è far crescere il golf a squadre, valorizzare i giovani talenti e creare un format capace di attrarre nuovi appassionati. L’appuntamento è già alla prossima edizione: il golf italiano ed europeo hanno trovato una nuova, entusiasmante formula di confronto.</span></span></span></p>
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		<title>Turnberry 2009: il putt sospeso tra vittoria e memoria</title>
		<link>https://notiziegolf.it/storie/turnberry-2009-il-putt-sospeso-tra-vittoria-e-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agugiaro Niccolò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 10:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>
		<category><![CDATA[Golf&Filosofia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://notiziegolf.it/?p=95235</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1122" height="1402" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19.png 1122w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-240x300.png 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-819x1024.png 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-768x960.png 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-1080x1350.png 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-380x475.png 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-800x1000.png 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-760x950.png 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-480x600.png 480w" sizes="auto, (max-width: 1122px) 100vw, 1122px" /></p>
<p>Quando la palla resta sul bordo della buca, il golf misura ciò che accade, mentre la memoria custodisce&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1122" height="1402" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19.png 1122w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-240x300.png 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-819x1024.png 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-768x960.png 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-1080x1350.png 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-380x475.png 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-800x1000.png 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-760x950.png 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-2-ago-2026-21_46_19-480x600.png 480w" sizes="auto, (max-width: 1122px) 100vw, 1122px" /></p><p><em>Quando la palla resta sul bordo della buca, il golf misura ciò che accade, mentre la memoria custodisce ciò che sarebbe potuto essere.</em></p>
<p> </p>
<p>A Turnberry, un putt sospeso separò Tom Watson dalla Claret Jug e trasformò una vittoria sfiorata in una <strong>lezione sul possibile.</strong></p>
<p><a href="https://www.theopen.com/latest/great-final-day-watson-cink">Turnberry, 19 luglio 2009</a>. Tom Watson, che ha cinquantanove anni, che nove mesi prima ha affrontato un intervento all’anca, che porta con sé cinque Claret Jug e il Duel in the Sun del 1977, arriva alla diciottesima buca con un colpo di vantaggio, dopo che il birdie alla 17 ha restituito al campo l’atmosfera di una leggenda pronta a ruggire ancora.</p>
<p>Dopo che il drive ha trovato il centro del fairway, Watson si presenta alla 18 con 187 yards da percorrere e un ferro 8 tra le mani. Il gesto, affinato lungo un’intera carriera, traduce con esattezza l’intenzione in movimento: la palla parte sulla linea scelta, attraversa il vento e raggiunge il punto d’atterraggio previsto. Proprio allora, quando l’azione sembra aver esaurito ogni margine d’incertezza, l’esito si sottrae al controllo del giocatore: la palla, trattenendo meno spin del necessario, prosegue oltre il green. In quella corsa inattesa si manifesta la distanza, minima e tuttavia decisiva, che separa la perfezione di un gesto dalla riuscita che dovrebbe consacrarlo, ricordando come, nel golf, la competenza possa governare l’azione senza mai possederne interamente le conseguenze.</p>
<p>Dal bordo del green, Watson affronta un primo putt la cui velocità, superiore a quella richiesta dalla pendenza, conduce la palla circa dodici piedi oltre la buca. Sul tentativo di ritorno, dal quale dipende la possibilità di conquistare per la sesta volta l’Open Championship, la linea appare corretta fino agli ultimi istanti; la palla, tuttavia, sfiora il centro della buca e rimane fuori, rendendo necessario il playoff contro Stewart Cink, che nelle quattro buche supplementari saprà trasformare in una vittoria di sei colpi la lucidità già mostrata alla 18, dove un birdie di grande precisione gli aveva consentito di raggiungere Watson in testa.</p>
<p>La Claret Jug appartiene quindi a Cink, poiché il risultato, determinato dai colpi effettivamente eseguiti, riconosce nel suo playoff la forma compiuta della vittoria. La memoria del torneo, però, continua a raccogliersi anche attorno al putt di Watson, perché in quei pochi secondi, durante i quali la palla percorse la linea che avrebbe potuto concludere una delle imprese più straordinarie nella storia del golf, il tempo sembrò sospendere la propria continuità, lasciando intravedere una possibilità che, pur senza realizzarsi, aveva già assunto una consistenza quasi storica.</p>
<p>Watson spiegò in seguito che il ferro giocato alla 18 era atterrato esattamente nel punto immaginato e che il vento, modificando la quantità di spin rimasta sulla palla, ne aveva prolungato la corsa oltre il green. La sua osservazione, prima ancora di offrire una spiegazione tecnica, rivela il modo nel quale un grande giocatore di links comprende il rapporto tra decisione ed esito: il colpo può essere progettato con rigore, eseguito secondo l’intenzione e valutato attraverso parametri corretti, mentre il terreno, il vento e il rimbalzo introducono nella traiettoria una componente che il sapere del giocatore può prevedere soltanto entro certi limiti.</p>
<p>La scorecard, la cui funzione consiste nel ridurre la complessità del giro a una successione numerica verificabile, registra il 278 di Watson e il 278 di Cink, aggiunge il risultato del playoff e assegna il titolo. In questa essenzialità, che ricorda insieme la sobrietà di un tribunale e la precisione di un orologio, il golf manifesta la propria struttura più severa: ogni intenzione, ogni difficoltà e ogni circostanza acquistano rilevanza soltanto nella misura in cui producono un colpo, mentre il punteggio conserva esclusivamente ciò che è entrato nella forma definitiva del risultato.</p>
<p>Aristotele, nel libro Theta della <em>Metafisica</em>, distingue la potenza, intesa come capacità reale di conseguire una determinata forma, dall’atto, nel quale quella capacità raggiunge il proprio compimento. Quando Watson si trova sul fairway della 18, la vittoria esiste in potenza, poiché egli dispone del vantaggio, dell’esperienza, del colpo necessario e della possibilità concreta di concludere il torneo. Quando Cink termina il playoff, quella stessa vittoria esiste in atto, perché il risultato, ormai inciso sulla Claret Jug e registrato negli albi, ha ricevuto una forma che nessuna ricostruzione successiva può modificare.</p>
<p>Proprio perché la scorecard rimane fedele all’atto, ogni golfista conosce la tentazione di costruire, accanto al giro realmente giocato, una seconda contabilità, nella quale sopravvive il punteggio che avrebbe potuto ottenere. Al bar del circolo, dove un triplo bogey viene spesso descritto come l’effetto di una circostanza eccezionale e un putt corto assume la gravità di un complotto del greenkeeper, il risultato ideale riemerge attraverso la cancellazione retrospettiva di due o tre errori, come se la possibilità mancata possedesse lo stesso valore del colpo effettivamente concluso.</p>
<p>Il quasi di Watson appartiene a una categoria diversa, poiché la sua consistenza fu pubblica, misurabile ed esposta allo sguardo di tutti. Egli raggiunse la 72ª buca con un colpo di vantaggio, giocò l’8-ferro lungo la traiettoria desiderata e si trovò sul bordo del green con due putt per vincere. La possibilità del successo, dunque, non fu una ricostruzione elaborata dopo il giro, bensì una condizione reale della gara, che rimase presente fino al momento in cui il putt di ritorno, sfiorando la buca, impose al torneo la forma definitiva del playoff.</p>
<h3 id="il-futuro-che-aveva-gia-respirato">Il futuro che aveva già respirato</h3>
<p>Ernst Bloch, nel <em>Principio speranza</em>, assegna alla filosofia il compito di indagare il “non-ancora”, vale a dire quell’insieme di possibilità che, pur non avendo raggiunto il compimento, sono già contenute nel presente e contribuiscono ad ampliarne l’orizzonte. Turnberry 2009 appartiene precisamente a questa dimensione, perché prima di quella domenica la vittoria di un giocatore prossimo ai sessant’anni in un Major sembrava confinata nel territorio dell’eccezione immaginaria, mentre dopo il putt di Watson entrò nella sfera delle possibilità che il golf aveva visto assumere una forma concreta.</p>
<p>Chiunque abbia inseguito per la prima volta un giro sotto handicap conosce una trasformazione analoga. Quando il risultato sfuma alla 18, dopo essere rimasto raggiungibile per molte ore, la classifica e l’handicap possono restare immutati; cambia, tuttavia, la misura interiore con la quale il giocatore valuta le proprie capacità, poiché ciò che prima apparteneva soltanto all’immaginazione è stato sperimentato sul campo come possibilità effettiva. La soglia non è stata oltrepassata, eppure è stata raggiunta, osservata e riconosciuta.</p>
<p>Da questa esperienza deriva la distinzione tra il quasi fertile e il quasi sterile. Il primo inaugura un processo di comprensione, perché induce il giocatore a domandarsi quale scelta, quale colpo o quale disposizione mentale debbano ancora maturare affinché la possibilità raggiunga il proprio compimento. Il secondo diventa una forma di assoluzione, mediante la quale il vento, il rimbalzo o la sorte vengono utilizzati per sottrarre l’errore all’analisi.</p>
<p>Watson, accogliendo la sconfitta, riconoscendo il merito di Cink e descrivendo il proprio ferro alla 18 senza trasformarlo in una giustificazione, conferì al proprio quasi una dignità particolare. La vicinanza alla vittoria rimase così distinta dalla vittoria stessa, mentre il valore dell’impresa poté ampliarsi nella memoria senza alterare la verità del risultato.</p>
<p>Qualcosa di simile era accaduto a Costantino Rocca nella Valley of Sin, dove una sconfitta, pur conservando intatta la propria evidenza agonistica, contribuì a fondare una parte decisiva dell’immaginario golfistico italiano. In entrambi i casi, il risultato concluse la competizione, mentre il gesto, entrando nella memoria di una comunità, continuò a produrre significato, appartenenza e misura.</p>
<p>Per questa ragione Turnberry continua a parlarci. Cink vinse The Open, poiché seppe costruire il birdie della 18 e dominare il playoff; Watson, arrivando a un putt dal titolo a cinquantanove anni, costrinse il golf a riconsiderare i confini dell’età, del tempo e della possibilità. Quel putt, rimasto sospeso tra il bordo della buca e la Claret Jug, mostra ancora oggi come alcune possibilità, sebbene incompiute, possano diventare abbastanza reali da modificare ciò che una comunità considera possibile.</p>
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		<title>Stefano Mazzoli ha accettato di giocare sul PgaTour!</title>
		<link>https://notiziegolf.it/storie/stefano-mazzoli-ha-accettato-di-giocare-sul-pgatour/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Pomponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 14:05:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzoli]]></category>
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<p>Stefano Mazzoli è il secondo golfista italiano nella storia a vincere un torneo del prestigioso circuito PGA Tour,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="1350" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/Nicola-Pomponi-2026-8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/Nicola-Pomponi-2026-8.png 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/Nicola-Pomponi-2026-8-240x300.png 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/Nicola-Pomponi-2026-8-819x1024.png 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/Nicola-Pomponi-2026-8-768x960.png 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/Nicola-Pomponi-2026-8-380x475.png 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/Nicola-Pomponi-2026-8-800x1000.png 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/Nicola-Pomponi-2026-8-760x950.png 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/08/Nicola-Pomponi-2026-8-480x600.png 480w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p><p class="p1">Stefano Mazzoli è il secondo golfista italiano nella storia a vincere un torneo del prestigioso circuito PGA Tour, unendosi a una leggenda come Francesco Molinari.</p>
<p class="p1">Ho avuto ancora una volta l’immensa gioia di commentare l’incredibile trionfo, arrivato a metà luglio 2026 sul percorso del Puntacana Resort Club, dove l’azzurro ha conquistato il <a href="https://golfando.tgcom24.it/2026/07/20/stefano-mazzoli-golf-vittoria-pga-tour/"><span class="s1">Corales Puntacana Championship</span></a> con un punteggio complessivo di -20 sotto il par. Un successo straordinario siglato all’ultima buca grazie a un leggendario putt da oltre 7 metri per il birdie decisivo.</p>
<p class="p1">Dietro i riflettori della Repubblica Dominicana e i festeggiamenti per la conquista della carta sul circuito americano fino al 2027, si nasconde una splendida storia di sacrifici, determinazione feroce e amore familiare.</p>
<p class="p1">Nato a Segrate il 27 dicembre 1996, Stefano capisce molto presto quale sia la sua strada. A 15 anni ha già le idee chiarissime, una consapevolezza così forte da isolarlo quasi dai suoi coetanei. Mentre i compagni di scuola organizzano serate al cinema, Stefano sceglie di andare a dormire presto per potersi svegliare all’alba e allenarsi sul green. “Mi guardavano in modo strano”, ha confessato di recente, “ma io ero felice di farlo”.</p>
<p class="p1">Il talento emerge prepotentemente nei tornei giovanili: si laurea Campione Italiano Ragazzi, guida gli azzurri alla vittoria dell’Europeo Boys e vince l’International European Amateur Championship. Diventa il numero uno del ranking italiano dilettanti. Ma il passaggio al professionismo, avvenuto nel 2019, mette a dura prova la sua tenuta mentale.</p>
<p class="p1">Le montagne russe e la svolta tecnica</p>
<p class="p1">La scalata verso il golf che conta non è lineare. Mazzoli affronta anni complessi partendo dall’Alps Tour, passando per il Challenge Tour, fino a guadagnarsi un posto sul DP World Tour nel 2025 grazie a una stagione di straordinaria costanza.</p>
<p class="p1">Il 2026, però, si rivela un anno sulle montagne russe. I dubbi iniziano a farsi sentire. Proprio nel momento più delicato, Stefano decide di cambiare radicalmente la sua guida tecnica affidandosi ad Alain Vergari. Un lavoro di squadra totalmente italiano che ha richiesto modifiche profonde allo swing e alla gestione del colpo, costringendolo a rimettere insieme i pezzi del suo gioco, tassello dopo tassello.</p>
<p class="p1">Le lacrime di Punta Cana: la famiglia come motore</p>
<p class="p1">Quando si gioca a questi livelli, la solitudine della vita da tour può essere schiacciante. Per questo la vittoria di Punta Cana ha scatenato un pianto liberatorio diventato virale sui social. Nelle interviste post-gara, con gli occhi lucidi davanti alle telecamere del <a href="https://www.pgatour.com/video/competition/6401575936112/stefano-mazzolis-news-conference-after-winning-corales-puntacana-championship"><span class="s1">PGA Tour</span></a>, il pensiero di Stefano è andato subito a casa:</p>
<p class="p3"><i>“Scusate se piango. Questo stile di vita è duro, nonostante i momenti glamour. La vita sa essere difficile quando devi bilanciare la carriera con la famiglia.”</i><i></i></p>
<p class="p1">La vera forza di Stefano è stata la moglie Sabina, pilastro fondamentale capace di gestire la quotidianità, mentre lui viaggiava tra Europa, Asia e America. Insieme al supporto incondizionato della madre e di Federico Zucchetti, suo caddy da 4 settimane, ma amico fedele anche nei momenti più bui, Mazzoli ha trovato la serenità mentale per compiere il capolavoro della sua vita.</p>
<p>Nell’intervista post premiazione mi è piaciuta particolarmente la nuova attitudine. La reazione agli avvenimenti sul percorso, la gestione delle emozioni. La chiarezza con la quale ha chiesto al suo amico/caddie ciò di cui avrebbe avuto più bisogno: godere del momento, divertirsi insieme, fargli tenere il ritmo, ma anche continuare a farlo sorridere anche nei momenti più critici, quelli più delicati, dove probabilmente Stefano aveva faticato in passato.</p>
<p>Non c’è dubbio che Zucchetti ci sia riuscito e che Mazzoli si sia lasciato trasportare dal flow del momento professionale (ad oggi ) più importante della sua vita.</p>
<p class="p1">Un trionfo da record</p>
<p class="p1">Al Corales Puntacana Championship, Stefano parte all’ultimo giro con quattro colpi di svantaggio rispetto al leader. Con una rimonta sensazionale impreziosita da due giri finali consecutivi in 66 colpi (-6), cancella il distacco.</p>
<p class="p1">Arrivato alla buca 18 della domenica, sotto la massima pressione e con i rivali Gordon Sargent e Todd Clements alle costole a -19, imbuca un putt cinematografico da 24 piedi (oltre 7 metri). La palla cade in buca, esplode l’urlo liberatorio dell’azzurro: è storia.</p>
<p class="p4">67-69-66-66 i quattro giri da incorniciare.</p>
<p class="p4"><b>Cosa cambia ora per la sua carriera?</b></p>
<p class="p1"><b>Questa vittoria non è solo un trofeo in bacheca, ma una svolta totale per il futuro sportivo di Stefano:</b></p>
<ul class="ul1">
<li class="li3"><b>Status d’élite</b>: Esenzione fino alla fine del 2027 sul  PGA Tour e sul DP World Tour fino al termine del 2027.</li>
<li class="li3"><b>I grandi palcoscenici</b>: Qualificazione diretta per il suo primo Major, il PGA Championship 2027 ed il Players Championship.</li>
<li class="li3"><b>Un premio da favola</b>: Una prima moneta da 720.000 dollari su un montepremi complessivo di 4 milioni.</li>
<li class="li3"><b>Il salto nel Ranking</b>: Ingresso nella top 40 della Race to Dubai e balzo record nell’Official World Golf Ranking.</li>
</ul>
<p class="p1"><b>La storia di Stefano Mazzoli insegna che i sogni d’infanzia, se alimentati da una disciplina ferrea, un team di valore e il porto sicuro degli affetti familiari, possono superare qualsiasi momento di dubbio e tramutarsi in imprese leggendarie.</b></p>
<p> </p>
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		<title>FUND STORE “Il golf scorre nelle nostre vene”. Il video</title>
		<link>https://notiziegolf.it/storie/fund-store-il-golf-scorre-nelle-nostre-vene-il-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 15:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1350" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Battle_Twelve_2026_Intervista_FundStore.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Battle_Twelve_2026_Intervista_FundStore.jpg 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Battle_Twelve_2026_Intervista_FundStore-240x300.jpg 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Battle_Twelve_2026_Intervista_FundStore-819x1024.jpg 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Battle_Twelve_2026_Intervista_FundStore-768x960.jpg 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Battle_Twelve_2026_Intervista_FundStore-380x475.jpg 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Battle_Twelve_2026_Intervista_FundStore-800x1000.jpg 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Battle_Twelve_2026_Intervista_FundStore-760x950.jpg 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Battle_Twelve_2026_Intervista_FundStore-480x600.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Edoardo Bizzarri, Head of Business Development, di Foundstore ci racconta la collaborazione con TEAM59 e la partecipazione a&#8230;</p>
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<p class="p1"><a href="https://www.fundstore.it/fs/home.faces" target="_blank" rel="noopener">Fundstore</a></p>
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		<title>Il ragazzo che ha reso inutile un 63 di Scheffler</title>
		<link>https://notiziegolf.it/storie/il-ragazzo-che-ha-reso-inutile-un-63-di-scheffler/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Crippa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 10:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1122" height="1402" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun.png 1122w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-240x300.png 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-819x1024.png 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-768x960.png 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-1080x1350.png 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-380x475.png 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-800x1000.png 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-760x950.png 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-480x600.png 480w" sizes="auto, (max-width: 1122px) 100vw, 1122px" /></p>
<p>Il ragazzo che ha reso inutile un 63 di Scheffler. Jackson Koivun non ha semplicemente vinto il 3M&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1122" height="1402" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun.png 1122w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-240x300.png 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-819x1024.png 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-768x960.png 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-1080x1350.png 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-380x475.png 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-800x1000.png 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-760x950.png 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Crippa-Koivun-480x600.png 480w" sizes="auto, (max-width: 1122px) 100vw, 1122px" /></p><p>Il ragazzo che ha reso inutile un 63 di Scheffler.</p>
<p>Jackson Koivun non ha semplicemente vinto il <a href="https://3mopen.com/">3M Open</a>. Ha fatto qualcosa di molto più importante: ha tolto al futuro la comodità di restare futuro.</p>
<p>A 21 anni, alla terza partenza da professionista, ha chiuso a -25, ha battuto Scottie Scheffler di tre colpi e ha giocato gli ultimi due round senza un bogey. Non in un torneo minore da fine stagione, non in un’esibizione, non in una settimana senza pressione. Su un campo del PGA Tour, con il numero 1 del mondo dietro che nell’ultimo giro ha sparato 63.</p>
<p>E questa è la parte più inquietante: Scheffler non ha perso giocando male. Ha perso giocando benissimo.</p>
<p>Koivun ha dovuto resistere al miglior giocatore del mondo mentre il miglior giocatore del mondo stava facendo il miglior giocatore del mondo. E invece di tremare, ha chiuso con 66, ha imbucato un par putt da circa 4 metri alla 18 e ha finito il lavoro come se fosse esattamente quello che era venuto a fare.</p>
<p>Non ha vinto perché Scheffler si è tolto di mezzo.</p>
<p>Ha vinto perché ha prodotto abbastanza golf da rendere inutile anche un 63 di Scheffler.</p>
<p>Questa non è una favola. È un avviso.</p>
<h3 id="il-numero-piu-spaventoso-non-e-il-25">Il numero più spaventoso non è il -25</h3>
<p>Il -25 è enorme. Il 61 del sabato è enorme. <a href="https://notiziegolf.it/gare/3m-open-favola-koivun-rookie-da-record-supera-scheffler-e-conquista-la-vittoria/">Vincere</a> alla terza partenza da professionista è enorme. Battere Scheffler è enorme. Ma il dato più importante è che non è sembrato enorme per lui.</p>
<p>Koivun non ha dato l’impressione del rookie che vive la settimana della vita e poi cerca di capire cosa sia successo. Ha giocato come uno che aveva già visto quella pressione in forme diverse. Università, match play, finali NCAA, ranking amateur, aspettative da predestinato, premi nazionali, carta PGA Tour già in tasca prima ancora di lasciare Auburn.</p>
<p>Nel weekend del 3M Open ha fatto due cose che, insieme, raccontano molto più del semplice score: ha attaccato il torneo con il 61 del sabato e lo ha difeso con una domenica senza bogey.</p>
<p>La prima parte è talento. La seconda è maturità. Ed è lì che la storia cambia. Perché tanti giovani possono fare rumore. Pochissimi, così presto, riescono a controllarlo.</p>
<h3 id="non-una-fiammata-un-modello">Non una fiammata, un modello</h3>
<p class="isSelectedEnd">Il dato finale dice <strong>-25 / 259 colpi</strong>, nuovo record del torneo, tre colpi meglio di Scottie Scheffler.</p>
<p class="isSelectedEnd">Koivun aveva già costruito il suo torneo con una progressione impressionante: <strong>64-68-61-66</strong>. Il vero strappo arriva sabato, con un <strong>61</strong> che spacca la classifica in due: dieci sotto par, seconde nove in <strong>28</strong>, due eagle e la sensazione improvvisa che il 3M Open avesse cambiato padrone.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma il dato da campione non è il picco. È la pulizia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Koivun ha chiuso con <strong>42 buche consecutive senza bogey</strong>, giocando gli ultimi due round senza concedere nulla al campo proprio mentre il numero 1 del mondo provava a rientrare. E questa, per un ventunenne alla terza partenza da professionista, non è una statistica normale. È quasi una provocazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ha vinto prima di tutto con i ferri: <strong>primo nel field in Strokes Gained: Approach</strong> con <strong>+10</strong>, <strong>61 green presi su 72</strong>, cioè l’<strong>84,7%</strong>, e appena <strong>11 green mancati</strong> in tutta la settimana.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal tee è stato ordinatissimo, con circa il <strong>79% di fairway presi</strong>. Sul green ha completato il lavoro chiudendo <strong>terzo nel field in Strokes Gained: Putting</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tradotto: palla in gioco, ferri chirurgici, putter efficace, zero regali. La combinazione peggiore possibile per tutti gli altri.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ed è qui che la vittoria diventa pesante. Koivun non ha semplicemente fatto tanti birdie in un campo attaccabile. Ha controllato il torneo nel modo in cui normalmente lo controllano quelli già formati: creando occasioni, togliendo bogey dal menù e lasciando agli altri solo una speranza, cioè che prima o poi sbagliasse.</p>
<h3 id="koivun-ha-acceso-anche-la-tv">Koivun ha acceso anche la TV</h3>
<p>c’è un dato che racconta benissimo quanto questa vittoria sia andata oltre il semplice risultato sportivo: la finale del 3M Open ha fatto <strong>3,7 milioni di spettatori</strong>, con una crescita del <strong>100% rispetto all’anno scorso</strong>. Tradotto: Koivun non ha solo vinto, ha trasformato un torneo estivo di regular season in un evento che la gente si è fermata davvero a guardare.</p>
<p>Ed è questo che rende la sua settimana ancora più pesante. Perché un conto è essere il giovane forte di cui parlano gli addetti ai lavori; un altro è diventare, nel giro di poche ore, una storia capace di tenere acceso il pubblico.</p>
<p>A 21 anni, alla terza partenza da professionista, Koivun non è stato soltanto un vincitore. È stato un prodotto televisivo perfetto: nuovo, riconoscibile, già abbastanza forte da spostare l’attenzione. Il futuro del golf, insomma, non si vede solo nei numeri del leaderboard. Si vede anche nei numeri dell’audience.</p>
<h3 id="koivun-non-arriva-dal-nulla-arriva-dai-numeri">Koivun non arriva dal nulla. Arriva dai numeri.</h3>
<p>Il punto fondamentale è questo: Jackson Koivun non è esploso all’improvviso. Era già un’anomalia statistica prima di diventare professionista.</p>
<p>A Auburn ha lasciato una carriera universitaria che sembra quasi ridicola da scrivere tutta insieme.</p>
<p>Undici vittorie individuali. Record universitario. Primo a vincere due volte tutti e tre i principali premi nazionali di player of the year. Tre volte SEC Player of the Year. Tre titoli SEC individuali consecutivi. Scoring average in carriera di 68,89, record NCAA. Stagione junior con media 68,20. Novantasette round su 118 a par o meglio. Trentaquattro top 10. Cinquecentotrentadue birdie.</p>
<p>Non è un curriculum. È una minaccia scritta in formato tabella. Infatti la cosa più sbagliata sarebbe raccontarlo come “il ragazzo che ha sorpreso il PGA Tour”.</p>
<p>Il PGA Tour lo conosceva già. Semmai il problema è che adesso lo conoscono tutti gli altri.</p>
<h3 id="la-vera-rivoluzione-e-la-velocita">La vera rivoluzione è la velocità</h3>
<p>Una volta il giovane talento entrava nel professionismo con un percorso abbastanza lineare: college, mini-tour, Korn Ferry, sponsor exemption, qualche taglio mancato, qualche anno per capire il livello, poi forse la prima vittoria.</p>
<p>Quel mondo non è sparito. Ma non è più l’unico mondo.</p>
<p>Koivun è il volto più chiaro di una nuova scorciatoia meritocratica: giocatori che arrivano al Tour già testati, già classificati, già abituati ai dati, già esposti mediaticamente, già allenati a vincere prima di mettere la firma sul primo contratto da professionista.</p>
<p>Il programma PGA Tour University Accelerated ha cambiato il concetto di ingresso nel Tour. Gordon Sargent è stato il primo a guadagnare la carta da quella strada. Luke Clanton lo ha seguito. Koivun è arrivato dopo e alla terza partenza da pro ha già messo una vittoria sul tavolo.</p>
<h3 id="non-ce-solo-koivun">Non c’è solo Koivun</h3>
<p>Se Koivun fosse un caso isolato, sarebbe già una storia enorme. Ma sarebbe una storia individuale. Invece è una storia generazionale.</p>
<p>Miles Russell ha 17 anni e ha già fatto cose che dovrebbero appartenere a un altro calendario biologico. A 15 anni è diventato il più giovane di sempre a superare un taglio sul Korn Ferry Tour, chiudendo poi T20 a -14. A 17 anni ha superato il taglio allo U.S. Open, diventando il secondo più giovane dal dopoguerra a riuscirci. È già dentro la conversazione non come mascotte, ma come giocatore.</p>
<p>Luke Clanton, prima ancora di diventare pienamente stabile nel professionismo, aveva già fatto tremare il vecchio sistema. Da amateur ha chiuso T10 al Rocket Mortgage, T2 al John Deere, quinto al Wyndham e T2 al RSM. È stato il primo dilettante dal 1957 a firmare top 10 consecutive sul PGA Tour e il primo dai tempi di Jack Nicklaus nel 1961 con tre top 10 nella stessa stagione da amateur.</p>
<p>Aldrich Potgieter, a 20 anni, ha già vinto sul PGA Tour. Prima ancora, a 19, era diventato il più giovane vincitore nella storia del Korn Ferry Tour. E non è solo giovane: è anche uno dei più lunghi, se non il più lungo, tra i giocatori del Tour. Quindi non parliamo solo di precocità, ma di profili fisici e tecnici già estremi.</p>
<p>Blades Brown ha 19 anni e sta costruendo il proprio percorso sul Korn Ferry Tour con numeri veri: tagli superati, top 25, soldi guadagnati, statistiche già misurabili. Non è più solo “il ragazzo forte tra gli junior”. È uno che sta imparando il professionismo mentre gli altri alla sua età starebbero ancora imparando a gestire un calendario universitario.</p>
<p>Poi ci sono i nomi che stanno ancora sotto la superficie più mainstream: Preston Stout, Benjamin James, Ethan Fang, Tyler Watts, Kihei Akina, Luke Poulter e il fresco vincitore dello US Amateur Noah Maclauchlan. Magari non tutti diventeranno stelle. Probabilmente alcuni spariranno, altri rallenteranno, altri avranno bisogno di anni. Ma il punto non è indovinare ogni carriera.</p>
<p>Il punto è la quantità. Il golf non sta aspettando il prossimo fenomeno. Ne sta producendo una batteria.</p>
<h3 id="il-dato-psicologico-scheffler-ha-fatto-63-e-non-e-bastato">Il dato psicologico: Scheffler ha fatto 63 e non è bastato</h3>
<p>Nel golf moderno si parla tantissimo di potenza, launch angle, ball speed, Strokes Gained, putting, dispersione, proximity.</p>
<p>Giusto.</p>
<p>Ma il dato psicologico del 3M Open è enorme.</p>
<p>Scheffler ha chiuso con 63. Un numero che, nella maggior parte dei casi, serve a ribaltare un torneo o quantomeno a spaventare chi sta davanti. Quando il numero 1 del mondo fa 63 la domenica, il leader deve sentirlo. Deve vederlo sul tabellone. Deve assorbire il rumore.</p>
<p>Koivun lo ha assorbito e ha risposto senza fare il fenomeno da circo. Non gli è servito un 61 anche la domenica. Gli è servito un 66 pulito, adulto, senza bogey.</p>
<p>È quasi più impressionante.</p>
<p>Perché vincere con un altro giro irreale avrebbe dato l’idea della settimana magica. Vincere controllando il vantaggio contro Scheffler dice un’altra cosa: il ragazzo sa già gestire.</p>
<p>Nel golf, spesso, la differenza tra promessa e campione non è fare birdie. È non regalare il bogey quando tutti aspettano che tu lo faccia.</p>
<h3 id="il-futuro-non-sara-gentile">Il futuro non sarà gentile</h3>
<p>Naturalmente bisogna stare attenti.</p>
<p>Ogni generazione ha avuto i suoi predestinati. Alcuni sono diventati campioni. Altri si sono persi. Il golf è cattivo proprio perché non perdona la ripetizione: puoi vincere una settimana, ma poi devi rifarlo con il vento diverso, il putter freddo, il campo più stretto, il calendario più pesante, il corpo più stanco, la testa più piena.</p>
<p>Koivun dovrà confermare. Russell dovrà crescere. Clanton dovrà stabilizzarsi. Potgieter dovrà trasformare potenza e vittoria in continuità. Brown dovrà fare il salto. Gli altri dovranno passare dalla promessa alla realtà.</p>
<p>Ma sarebbe ancora più sbagliato fingere che non stia succedendo niente. Perché qualcosa sta succedendo. Il golf sta diventando più giovane, più veloce, più preparato. Il talento arriva prima. La maturità competitiva arriva prima. La visibilità arriva prima. E adesso, con percorsi come il PGA Tour University, anche l’accesso arriva prima.</p>
<p>Il risultato è semplice: il tempo di adattamento si accorcia. E quando il tempo di adattamento si accorcia, la gerarchia inizia a tremare.</p>
<h3 id="il-pubblico-non-e-pronto-ad-un-cambio-generazionale">Il pubblico non è pronto ad un cambio generazionale</h3>
<p>La gente non è pronta perché continua a pensare ai giovani come a una promessa. Koivun ha appena dimostrato che alcuni giovani non sono più promessa. Sono già conseguenza.</p>
<p>La gente non è pronta perché immagina Miles Russell come “il ragazzino prodigio”, non come uno che a 17 anni ha già superato il taglio allo U.S. Open.</p>
<p>La gente non è pronta perché legge Luke Clanton come un nome da college golf, quando i suoi risultati da amateur sul PGA Tour erano già roba da professionista.</p>
<p>Perché pensa che Potgieter sia solo “quello lungo”, quando in realtà ha già vinto.</p>
<p>Perché Blades Brown e gli altri sono ancora lontani dal pubblico casuale, ma non sono lontani dal sistema.</p>
<p>E soprattutto la gente non è pronta perché Koivun non ha vinto come uno che ha bruciato le tappe.</p>
<p>Ha vinto come uno che era puntuale.</p>
<p>Jackson Koivun non è il futuro del PGA Tour.</p>
<p>È il primo segnale che il futuro ha smesso di aspettare.</p>
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		<title>Trevor Immelman: &#8220;R&#038;A, la regola va cambiata&#8221;</title>
		<link>https://notiziegolf.it/storie/trevor-immelman-ra-la-regola-va-cambiata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Mora]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 04:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>
		<category><![CDATA[R&A]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1920" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR.jpg 1536w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-240x300.jpg 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-819x1024.jpg 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-768x960.jpg 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-1229x1536.jpg 1229w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-1080x1350.jpg 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-380x475.jpg 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-800x1000.jpg 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-1160x1450.jpg 1160w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-760x950.jpg 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-480x600.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Trevor Immelman: “R&#038;A, la regola va cambiata” Nel mio report sull’ìOpen Championship  ho avuto modo di commentare l’episodio&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1920" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR.jpg 1536w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-240x300.jpg 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-819x1024.jpg 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-768x960.jpg 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-1229x1536.jpg 1229w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-1080x1350.jpg 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-380x475.jpg 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-800x1000.jpg 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-1160x1450.jpg 1160w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-760x950.jpg 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/IMMELMAN-OWGR-480x600.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p>Trevor Immelman: “R&A, la regola va cambiata”</p>
<p>Nel <a href="https://notiziegolf.it/gare/royal-birkdale-2026-the-ruling-open-championship/">mio repor</a>t sull’ìOpen Championship  ho avuto modo di commentare l’episodio della penalità inflitta a Bryson DeChambeau, che é stata sicuramente la notiiza più “cliccata” dopo quella della vittoria di Ryan Fox.</p>
<p>Ieri ho però scoperto di non essere l’unico ad avere dei dubbi sulla linea tenuta dalla <em>R&A</em> con il Capitano del Team Crushers GC, e non é una persona qualsiasi.</p>
<p>Trevor Immelman, <a href="https://notiziegolf.it/gare/cambio-della-guardia-allowgr/">chairman dell’OWGR</a>, nel corso di una intervista trasmessa dal podcast di <a href="https://www.thefriedegg.com/">Fried Egg Golf</a>, ha condiviso il suo punto di vista in merito all’accaduto, e cioé che DeChanbeau non stava cercando di barare agendo come ha agito.</p>
<p>“La prima cosa che voglio dire é che, in quanto appassionati, abbiamo seguito Bryson per più di un decennio”</p>
<p>“Pensiamo a quando vinse lo U.S. Amateur nel 2015, giocatore del college di spicco, entrando poi nei ranking molto velocemente, vincendo moltissimi tornei, tra cui due U.S. Open”</p>
<p>“Penso che sia importante riconoscere e tenere a mente che in tutti questi anni é stata una figura polarizzante nello sport, diventando molto noto e molto popolare con un largo seguito, ed in tutto questo tempo, non so voi, io non ho mai visto, letto o sentito di un qualsiasi episodio su di lui che mostrasse noncuranza verso le regole in qualsivoglia modo, condizione o forma”</p>
<p>“Credo che sia importante rilevarlo e affermarlo. Lui ha un grande rispetto ed onore per il gioco e per le sue regole”.</p>
<p>Fatto questo preambolo, Immelman ha commentato il <em>casus belli</em>:</p>
<p>“Penso che sia stato accidentale? Sì, lo penso”</p>
<p>“Penso che la penalità sia stata inflitta correttamente? Probabilmente sì”</p>
<p>“E’ sembrato che che ci fosse una chiara possibilità che si sia creato lo spazio per il backswing”</p>
<p>“Ma, alla fine, funziona tutto come in qualsiasi altro sport, ed in questo caso la R&A decideva sulle regole in quella settimana. Posso però garantirvi che non hanno deciso con leggerezza”</p>
<p>“Probabilmente, sono stati sulla graticola per un paio d’ore, osservando tutte le diverse angolazioni del video, e quella é stata la loro conclusione, Non c’é altro da dire su questo punto”.</p>
<p>L’incidente influenzerà sicuramente il comportamento dei giocatori quando la loro palla finirà nel rough più fitto.</p>
<p>Ma Immelman pensa che l’accaduto potrebbe portare ad una modifica delle regole.</p>
<p>“Non credo che sia giusto dire che accade spesso. Direi che é un caso raro e sporadico”</p>
<p>“Forse la regola va chiarita un pò di più. Ed i giocatori hanno bisogno di sapere esattamente quanto vicino possono essere, dove esattamente possono stare”.</p>
<p>L’argomento é controverso, il chiarimento é auspicabile.</p>
<p>Anche perché la decisione ricadrà anche su noi amateurs.</p>
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		<title>Giovanna Novello: “L’avventura nasce dalla passione”</title>
		<link>https://notiziegolf.it/storie/giovanna-novello-lavventura-nasce-dalla-passione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1350" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/battle-twelve-2026_Intervista_Novello_Cocal.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/battle-twelve-2026_Intervista_Novello_Cocal.jpg 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/battle-twelve-2026_Intervista_Novello_Cocal-240x300.jpg 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/battle-twelve-2026_Intervista_Novello_Cocal-819x1024.jpg 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/battle-twelve-2026_Intervista_Novello_Cocal-768x960.jpg 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/battle-twelve-2026_Intervista_Novello_Cocal-380x475.jpg 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/battle-twelve-2026_Intervista_Novello_Cocal-800x1000.jpg 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/battle-twelve-2026_Intervista_Novello_Cocal-760x950.jpg 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/battle-twelve-2026_Intervista_Novello_Cocal-480x600.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>La fondatrice di Cocal Wear, Giovanna Novello, ci racconta come è nato il progetto grazie anche al prezioso&#8230;</p>
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<p class="p1">Un progetto che vive del rapporto diretto con i giocatori del Team 59: <i>“È fondamentale ascoltare il loro feedback giorno dopo giorno per crescere insieme”.</i></p>
<p> </p>
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		<title>Pádraig Harrington nominato vice-capitano di Ryder Cup Europe 2027</title>
		<link>https://notiziegolf.it/storie/padraig-harrington-nominato-vice-capitano-di-ryder-cup-europe-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 12:12:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1920" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup.jpg 1536w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-240x300.jpg 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-819x1024.jpg 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-768x960.jpg 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-1229x1536.jpg 1229w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-1080x1350.jpg 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-380x475.jpg 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-800x1000.jpg 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-1160x1450.jpg 1160w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-760x950.jpg 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-480x600.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Luke Donald ha scelto Pádraig Harrington come terzo vice-capitano della squadra europea per la Ryder Cup 2027, che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1920" src="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup.jpg 1536w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-240x300.jpg 240w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-819x1024.jpg 819w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-768x960.jpg 768w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-1229x1536.jpg 1229w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-1080x1350.jpg 1080w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-380x475.jpg 380w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-800x1000.jpg 800w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-1160x1450.jpg 1160w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-760x950.jpg 760w, https://notiziegolf.it/wp-content/uploads/2026/07/Padraig_Harrington_Ryder_Cup-480x600.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p class="p1">Luke Donald ha scelto Pádraig Harrington come terzo vice-capitano della squadra europea per la Ryder Cup 2027, che si disputerà ad Adare Manor, in Irlanda, dal 17 al 19 settembre.</p>
<p class="p1">Il tre volte vincitore Major si unisce così ai fratelli Edoardo e Francesco Molinari nello staff del capitano Donald, completando un team di vice-capitani di grande esperienza. Harrington, che ha rappresentato l’Europa sei volte da giocatore (vincendo quattro edizioni, tra cui quella storica del 2006 al K Club), è stato vice-capitano tre volte e capitano nel 2021. Tornare a indossare i colori europei nel suo Paese è per lui un’emozione particolare:</p>
<blockquote>
<p class="p1">È qualcosa che non mi aspettavo. Onestamente non pensavo avrei mai più indossato il logo della Ryder Cup Europe. Sono felicissimo di farne parte. Rappresentare l’Europa è sempre stato uno dei momenti più belli della mia carriera e poterlo fare di nuovo, soprattutto in Irlanda, è speciale.</p>
</blockquote>
<p class="p1">Donald ha commentato:</p>
<blockquote>
<p class="p1">Porta un’enorme esperienza e sono contento del legame che crea. Capisce il pubblico irlandese e tutto ciò che significa ospitare la Ryder Cup in Irlanda. Sarà qualcosa di molto speciale.</p>
</blockquote>
<p class="p1">Con questa nomina, l’Europa punta al terzo successo consecutivo dopo le vittorie del 2023 e del 2025.</p>
<p><em>Credit: Getty Images </em></p>
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