G4D Open 2026: il debutto di Celtic Manor e il fascino di una nuova sfida

Vi scrivo dal Galles.
Da Celtic Manor Resort, per la precisione. E già questo, per me, ha qualcosa di incredibile.

Quando ho iniziato a giocare a golf nel 2012, non avrei mai pensato che questo sport mi avrebbe portata fin qui: a disputare uno dei tornei più importanti al mondo dedicati ai golfisti con disabilità, circondata dai migliori giocatori internazionali, in un luogo che trasuda storia e grandi eventi.

Dopo tre edizioni a Woburn Golf Club, il G4D Open cambia casa e approda per la prima volta a Celtic Manor, sul percorso Roman Road.
E oggi, 14 maggio, si comincia.

Ottanta giocatori provenienti da tutto il mondo, tre giornate di gara stroke play lordo su 54 buche, organizzazione firmata The R&A e DP World Tour: chiamarlo semplicemente “torneo” sembra quasi riduttivo.
Il G4D Open è un major a tutti gli effetti.

Quest’anno, inoltre, arriva una novità importante: per la prima volta ci sarà il taglio dopo le prime due giornate. Un dettaglio che alza ancora di più il livello competitivo e la tensione agonistica.

Come sempre verranno premiati il vincitore e la vincitrice assoluti, oltre ai migliori di ogni classe sportiva. Le categorie sono quattro: Sitting, per chi gioca con il paragolfer; Standing, per chi gioca in piedi; Visual, dedicata ai golfisti con disabilità visive; e Intellectual, per gli atleti con disabilità intellettive. All’interno di ciascuna categoria esistono poi diversi livelli di classificazione, dal grado 1, il più severo, al grado 3.

L’Italia quest’anno è rappresentata da quattro giocatori: Tommaso Perrino e Davide Palestro nella categoria Standing 3, Luisa Ceola nella Standing 2, e io nella Standing 1.

L’atmosfera qui è qualcosa di speciale.
C’è il vento gallese che arriva dalla baia, c’è la gigantesca bandiera del dragone rosso che domina il paesaggio, ci sono giocatori provenienti da ogni parte del mondo e quella sensazione, difficile da spiegare, che solo i grandi eventi riescono a creare.

Il campo è spettacolare, ma tutt’altro che semplice. Molto mosso — e per la mia tipologia di disabilità non è esattamente un dettaglio — ma il vero rompicapo sono i green: velocissimi, pieni di pendenze, capaci di trasformare anche il putt più innocente in un piccolo thriller sportivo.

Eppure, mentre cammino qui a Celtic Manor, un po’ di nostalgia per Woburn rimane.
Quella vecchia, elegante Inghilterra aveva un fascino unico. Con me, anche stavolta, c’è il mio “Royal Stick”, il bastone da passeggio ricevuto in regalo dal Duca di Bedford: un oggetto che ormai considero quasi un portafortuna.

Poi alzo gli occhi e vedo la mia gigantografia nel “Past Winner Boulevard”.
Sorrido.
Perché ancora oggi mi sembra irreale essere lì, tra i nomi dei vincitori.

Ma la cosa più bella è un’altra: giocare di nuovo, per la quarta volta, questo torneo.

E allora sì, l’obiettivo resta sempre quello: godermi ogni singolo momento fino all’ultima buca.

Per seguire la gara: https://www.randa.org/en/championships/the-g4d-open

Chiudo con un pensiero speciale per l’amico Angelo Tonelli del Golf Le Fonti, che ci ha lasciati improvvisamente.
Un grande golfista, ma soprattutto una persona luminosa, una di quelle capaci di portare il sole con un sorriso.
Un abbraccio forte alla sua compagna Giulia.


Related Posts
Total
0
Share