Jacopo Luce: Con i miei maestri di golf c’è una grande empatia

Con due genitori come papà Nicola e mamma Denise, Jacopo Luce è cresciuto a ‘pane e golf’.

“Ho iniziato a sette anni, con un set di bastoni di plastica – mi racconta – Poi sono entrato nella squadra baby del Golf Montecchia. Ho sempre giocato, ma più che altro come un passatempo. Solo negli ultimi anni ho iniziato ad allenarmi con più impegno”.

Jacopo è molto contento dei suoi risultati di quest’anno: ricordiamo il primo posto nella classifica Stableford all’EDGA PING Open in Inghilterra, e la qualificazione nella divisione Stableford per l’EDGA RSM Play-off Series, sempre in Inghilterra – anche se mi confessa che ancora non ha del tutto ‘digerito’ l’aver perso il match play contro lo slovacco Miroslav Halmo alla 18a buca.

La mamma Denise ed il papà Nicola si alternano come caddies di Jacopo, ma forse non tutti – durante l’Open d’Italia per Golfisti con disabilità al Royal Park I Roveri – hanno notato che durante il giro di prova Jacopo è stato accompagnato anche da Paolo De Chiesa, sì, proprio quel Paolo De Chiesa, che oltre ad essere un grande sciatore è anche un ottimo golfista (hcp. 1).

Jacopo ha una emiparesi bilaterale ed è ipovedente. Durante l’adolescenza ha subìto due interventi chirurgici agli arti inferiori – “Altrimenti c’era il serio rischio che finissi su una carrozzina” – inoltre, grazie al recente lavoro con un posturologo, ha potuto finalmente togliere i tutori alle gambe.

Oltre al golf, Jacopo pratica anche palestra e nuoto. “Il golf ha un movimento innaturale ed asimmetrico, l’abbinamento con il nuoto e la ginnastica è consigliabile per tutti. Certo, con la mia patologia questo aspetto è ancora più importante. Mi aiuta a sciogliere la tensione muscolare, che è uno dei miei maggiori problemi fisici”.

Ma le sorprese di Jacopo non finiscono qui: ha una grande passione per la musica (suona chitarra, basso e batteria), e ama dipingere paesaggi.

Un altro aspetto che Jacopo evidenzia è l’empatia che deve crearsi con il maestro di golf. “Come spiegavo prima, l’emiparesi mi causa una grande tensione muscolare, molto maggiore di quella che può provare un normodotato. Il maestro ha il difficile compito di capire ciò che in quel momento riesco a fare. Io ho trovato i miei punti di riferimento nei maestri Massimo De Vidal e Luca Salvetti”.

Jacopo quale sarà il tuo prossimo impegno?

“Ho intenzione di partecipare all’EDGA Algarve Open a novembre, è una delle gare più ‘sentite’ e con più partecipanti dell’EDGA Tour, e credo sarà una bellissima esperienza”.

Bene, allora ci rivedremo in Portogallo! Hey, ho! Let’s go!


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