Negli ultimi giorni il mondo del golf professionistico femminile è al centro di due discussioni parallele ma emblematiche: da una parte il dibattito sulla gestione del calendario LPGA e l’assenza di Nelly Korda, dall’altra la potente affermazione di Charley Hull al PIF Saudi Ladies International.
Secondo un’analisi di Golf Monthly, la scelta di Korda – attuale numero 2 del mondo – di saltare tutte le prossime gare in Asia sta suscitando critiche tra osservatori, sponsor e tifosi. Nonostante il suo ritorno al successo a inizio 2026 (ma anche in questo caso, con mille polemiche), la sua preannunciata assenza dall’Asian Swing rischia di farla percepire come una campionessa “dimezzata”, un punto di riferimento limitato agli Stati Uniti, una giocatrice concentrata solo su determinate tappe del circuito. Certamente non quella stella di prima grandezza che gli americani (e l’LPGA soprattutto) vorrebbero. Infatti questo comportamento solleva questioni proprio sulla strategia internazionale dell’LPGA, oltre che sugli equilibri tra esigenze dell’atleta e aspettative degli investitori globali del tour.
Nel frattempo, in Arabia Saudita, Charley Hull ha monopolizzato l’attenzione sportiva con una prestazione stellare al PIF Saudi Ladies International, evento inaugurale della stagione della Ladies European Tour e uno dei più ricchi del calendario femminile. Una vittoria in rimonta, dopo un final round spettacolare. Si aspettava un playoff, ha saputo della vittoria mentre si stava riscaldando in putting green. “Charley hai vinto!” le dice qualcuno. Lei sembra incredula. “Sì, Charley hai vinto!” le ripetono. Lei ride, “Finalmente potrò pagare la ristrutturazione della casa!” Charley è fatta così, 100% british humor.
Nel dopo gara, Hull ha sottolineato il lavoro svolto nel periodo di offseason: “Ho lavorato molto durante l’inverno, perciò è bello vedere un risultato così, subito — e in uno dei più grandi eventi del LET”. Ha poi scherzato dichiarando di ispirarsi alla bacheca trofei di Justin Rose e raccontando un curioso aneddoto: “Dopo nove buche ho mangiato un po’ di puré di patate … non so se questo mi abbia dato energia per il back nine!” Ecco scoperto il suo segreto!
Che ne dite, alla prossima gara come snack portiamo il puré di patate anche noi?