Perché il golf è sempre di più uno sport in rosa

Tempo addietro vi avevo raccontato su questo sito della rivoluzione rosa che sta caratterizzando il golf mondiale in questi ultimi anni, con un boom di partecipazione al gioco che è partito dalla Gen Z degli Stati Uniti e che da lì sta contagiando i green di mezzo pianeta.

Qualche dato: si stima che oggi come oggi il 28% dei giocatori che scendono in campo ogni giorno nel mondo siano rappresentati da golfiste appassionate e che l’incremento in questo settore sia addirittura del 21%.

Ora, certi dati non si possono spiegare semplicemente come una moda passeggera o, peggio ancora, come un caso fortuito voluto dalla volontà degli dei protettori di St Andrews: ci deve essere qualcosa di più. Ci devono essere fattori sociali che impattano sulla scelta di un numero sempre maggiore di ragazze (parliamo di donne con un’età compresa tra i 22 e i 50 anni) che decidono di darsi allo swing nel verde dei fairway.

Il primo fattore è davanti gli occhi di tutti: le donne hanno iniziato a pensarsi finalmente libere. Un esempio? Innanzi tutto il minor numero dei figli che vengono messi al mondo nei paesi occidentali. Oggi molte donne o scelgono di ritardare la maternità, o non provano affatto il desiderio di diventare madri. Il che, è palese, per loro si traduce in una maggiore libertà e indipendenza e in un maggior numero di ore da dedicare alle proprie passioni. E magari proprio alla pratica del golf, per esempio.

E ancora: ai giorni nostri molte più donne sono sole, senza un compagno: single, direte voi; sentimentalmente indipendenti, dico io. E se esiste uno sport che ha come caratteristica fondamentale quello di essere un polo aggregante è proprio il golf. Una pratica sportiva che, si sa, ha un’unica e ineguagliabile capacità di creare conoscenze e nuovi rapporti di amicizia: il golf diventa quindi per le donne “scompagnate” un’occasione per trascorrere del tempo (molto tempo…) insieme ad altri.

Infine, passiamo ai mariti-compagni-fidanzati. Parliamo un po’ anche di loro, quelli che fino a qualche anno fa giocavano nel weekend occupando i tee time dell’alba, per poi tornare veloci al focolare domestico in tempo per il pranzo in famiglia. Ecco: questi stessi ragazzi hanno capito che è preferibile avere la propria moglie-compagna-fidanzata al golf a giocare (più o meno bene), piuttosto che averla a casa nervosa ad aspettarli col mestolo in mano. E per questo motivo un numero sempre maggiore di uomini sta iniziando la propria dolce metà al gioco del golf, dove, tra l’altro, in moltissimi casi, possono anche fare da maestri ribadendo così la loro mascolinità intrinseca. E cosa volete di più, chiedo io?


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