Scappiamo. C’è l’orso d’oro!

Scappiamo. C’è l’orso d’oro!

L’Open Championship del 1966, il 95mo della storia si svolse a Gullane, in Scozia sul percorso di Muirfield nel mese di luglio.

Il format dell’Open era cambiato proprio quell’anno consentendo ai giocatori un po’ più di respiro rispetto a quello precedente: la prima edizione con i quattro giri giocati su quattro giornate dal mercoledì al sabato, quando normalmente la giornata del venerdì avrebbe previsto 36 buche finali. 

A Roma faceva caldo, molto caldo, ma per Roberto Bernardini, Roberto Paris, Romolo Napoleoni tutti e tre provenienti dalla città eterna, la cosa era di poca importanza. Erano tutti insieme. Felici.

da sin. Romolo Napoleoni, Roberto Paris, Severiano Ballesteros, Roberto Bernardini e Angelo Croce (un ringraziamento a Roberto Paris per la foto)

Bernardini, detto Bobby, Rocco o cucciolo, (il soprannome nella capitale è obbligatorio) si era infatti da poco qualificato per giocare l’Open su uno dei links più belli del mondo.

Jack Nicklaus, dopo aver vinto la prima delle sue tre Claret Jugs proprio in questa edizione, lo elesse come suo percorso preferito, addirittura ribattezzando il suo campo da golf nel 1974 a Dublin, in Ohio, Muirfield Village.

Jack Nicklaus in premiazione all’Open del 1966

Proprio Jack, l’orso d’oro in persona (non romano, ma con il soprannome) quella mattina del 5 luglio preparandosi per il giro di prova scorge da lontano Roberto Bernardini e lo chiama.

Era da solo, e dopo le presentazioni di rito, durante le quali si avverte  l’emozione salire prepotentemente a ricordare chi hai davanti, chiede a Bernardini, che già aveva giocato negli Stati Uniti alcuni tornei, di giocare insieme.

Roberto non può, ha già dato la sua parola, promettendo a Gary Player e a Lee Trevino ( due qualunque.. n.d.a.) che avrebbe “girato”con loro.

“Ma se vuoi Jack, questi miei due amici possono venire con te!” 

A questo punto, il silenzio.

“Praticamente semo scappati (praticamente siamo scappati)”, raccontano Roberto Paris e Romolo Napoleoni, attualmente maestri rispettivamente  presso l’Adriatic Golf Club di Cervia e La Colombera Golf Club.

“Fu talmente forte l’emozione e il timore reverenziale che anche solo il fatto di tirare un colpo davanti al “più grande” sarebbe stato praticamente impossibile” continua Paris (detto Ragano).

Per il sottoscritto vinsero Roberto Paris e Romolo Napoleoni per la simpatia.

Per la cronaca vinse Jack Nicklaus con Roberto Bernardini che terminò in trentasettesima posizione.

Qui potete vedere alcune immagini di quella edizione dell’Open del ’66

 


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