Se gli scacchi aiutano a vincere sul Tour

Dicono che tutti i grandi libri abbiano capitoli noiosi, e che tutte le grandi vite abbiano avuto dei periodi non interessanti. Ma a gettare un occhio alla carriera della “next big thing”, ovvero del nome nuovo del Pga Tour, beh, le cose sembrerebbero davvero diverse da quel che dicono quelli che “dicono”.

Innanzi tutto, partiamo dal nome che è già tutto un programma: Sahith Theegala, un nome che già a pronunciarlo in maniera appropriata ha bisogno di un’ora di lezione di dizione. Ora, Sahith, 24 anni di Orange in California, è di chiare origini indiane, avendo il padre che sbarcò un quarto di secolo fa sulla costa degli Stati Uniti alla classicissima ricerca del sogno americano. Un sogno, che iniziò a manifestarsi quando il piccolo Sahith vide per la prima volta in tv un torneo di golf: inutile a dirsi, fu amore a prima vista.

A sei anni, Sahith Theegala con un un grip totalmente inusuale a mani rovesciate (che fu poi cambiato e standardizzato nel tempo) e una manifesta scoliosi alla spina vertebrale (che mai invece si è modificata), il nostro Theegala vinse niente popò di meno che il Junior World Golf Championship.

Apriti cielo!

Il coach Rick Hunter notò da subito che quel fanciullino aveva una dote divina, tra le tante: sapeva approcciare e pattare come una divinità di Saint Andrews. Dunque, gli cucì addosso uno swinghettino giusto, giusto per la curva scoliotica nella sua schiena al fine di non creargli ulteriori danni e dolori e gli diede il via libera per le gare amateur statunitensi.

Da lì, Theegala si è innalzato fino al numero 3 del World Ranking dei dilettanti, per poi calarsi a bomba nello studio (ha una laurea in Sport Administration) e nel mondo dei pro: questi suoi due fondamentali passaggi di vita avvengono in contemporanea, nel 2020.

Nel 2021 Sahith, con il suo swing ritmato e sempre in perfetto equilibrio, si fa notare sul Korn Ferry Tour, ma è all’inizio della stagione 2021/22 del Pga Tour che inizia veramente a ballare: da ottobre vanta una media score di 69,6 colpi. Roba da far tremare i polsi.

Nel mentre, si trova per ben due volte leader in un torneo del circuito americano dopo 54 buche: la prima occasione gli capita al Sanderson Farms, la seconda domenica scorsa a Phoenix.

Chiude rispettivamente all’ottavo e al terzo posto, ma al Waste Management in Arizona resta fuori dal play off per il titolo per un solo, misero colpo, ma si guarda intorno e si dice:

“Non posso ancora credere ai miei occhi quando vedo i campioni con cui sto giocando”.

Quando inizierà a crederlo veramente, e se troverà la settimana giusta col suo driver ballerino, saprà come e quando fare la mossa da scacco matto: non per niente Sahith Theegala è un asso negli scacchi, un gioco che insegna la strategia della guerra, e Dio solo sa quale guerra sia e quanta strategia ci voglia per trionfare sul PGA Tour.


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