Nuovo campo, due capitane al debutto e una domanda che aleggia nell’aria: gli Stati Uniti riusciranno finalmente a vincere in Europa?
Ci siamo. La Solheim Cup 2026 è pronta a regalare un altro capitolo della sua storia e questa volta c’è una novità assoluta: per la prima volta si gioca nei Paesi Bassi, al Bernardus Golf di Cromvoirt.
Dall’11 al 13 settembre, Europa e Stati Uniti torneranno a sfidarsi in tre giorni infuocati, dove non basterà essere brave. Bisognerà essere squadra.
E proprio qui potrebbe cominciare il bello.
Da una parte Anna Nordqvist, dall’altra Angela Stanford. Due grandi protagoniste della Solheim Cup, entrambe alla prima esperienza da capitane.
Nordqvist arriva con un curriculum da far paura: 35 match disputati in nove edizioni e un’esperienza enorme nelle sfide Europa-USA. La svedese ha scelto una squadra che mescola giocatrici esperte come Charley Hull, Leona Maguire e Carlota Ciganda con giovani esordienti come Julia López Ramirez, Nastasia Nadaud e Mimi Rhodes.
E poi c’è Lottie Woad, qualificata automaticamente e pronta a vivere la sua prima Solheim Cup.
La filosofia di Nordqvist è chiara: nella scelta delle coppie non contano soltanto i numeri. Serve chimica.
Perché quando la pressione sale, sapere di potersi fidare della compagna può fare la differenza.
Dall’altra parte Stanford punta invece su un mix di analisi di dati e istinto. Gli Stati Uniti possono contare sulla numero 1 del mondo Nelly Korda, oltre a giocatrici di grande esperienza come Rose Zhang e Megan Khang.
Le rookie saranno Auston Kim e Lindy Duncan.
Il Bernardus Golf è un’altra delle grandi novità. Aperto appena nel 2018 e progettato da Kyle Phillips, ha già ospitato tre Dutch Open del DP World Tour. È un percorso in stile heathland, con tanta acqua e numerose buche nelle quali prendere la decisione giusta potrebbe essere decisivo.
Un campo che sembra fatto apposta per il match play: rischiare quando serve, attaccare quando conviene e soprattutto non perdere la testa.
Gli Stati Uniti hanno vinto 11 delle 19 Solheim Cup disputate. L’Europa è a quota 7, con un pareggio.
Ma attenzione: le Europee hanno conquistato tre delle ultime quattro edizioni e le Americane non vincono una Solheim Cup giocata in Europa dal 2015.
Nel 2024 gli USA hanno ripreso il trofeo vincendo 15,5-12,5. Ora l’Europa vuole la rivincita.
E il palcoscenico olandese potrebbe essere perfetto per scrivere un’altra pagina di questa rivalità.
Venerdì e sabato spazio a foursomes e fourball. Domenica, invece, tutti in campo per i singolari.
Ventiquattro giocatrici, dodici match e una sola squadra potrà alzare la coppa.
La Solheim Cup, del resto, è questo: non una semplice gara di golf, ma una battaglia fatta di compagne, emozioni, pressione e colpi che possono cambiare tutto in una manciata di minuti.
Europa o USA? Nordqvist o Stanford? Esperienza o giovani senza paura?
Il verdetto arriverà in Olanda.
E qualcosa mi dice che ne vedremo delle belle.