Lo sapevate che recenti studi scientifici giapponesi hanno dimostrato che camminare venti minuti nella natura riducono cortisolo, pressione sanguigna e ansia in modo misurabile? Ovviamente i benefici si ottengono solo se si va nel verde senza telefono e senza cuffie per la musica: dovete essere solo voi, gli alberi, l’erba e il sole. Niente performance, niente trekking impegnativi, niente pensieri ossessivi sul bruciare calorie: camminare nella natura non deve chiedervi nulla, se non liberare e svuotare la mente. Per chi non lo sapesse, questo fenomeno in Giappone è noto con il nome di Shinrin-Yoku.
Ora, se questi sono i benefici che si ottengono con soli 20 minuti di camminata, immaginate cosa possono significare per la nostra salute 9 buche, quindi due ore di tempo, da fare a piedi e da giocare preferibilmente da soli, senza alcuna ansia da prestazione, ma solo per la gioia di vagare nel verde e nel silenzio. Se avete già sperimentato questa forma di libertà mentale, sapete benissimo di cosa sto parlando.
Ma la novità vera è un’altra, a dire il vero: recentemente si è infatti scoperto che tra gli sport legati alla longevità, il golf è collegato a un minor rischio di morte per il 7%. Un’enormità.
E ancora: sempre gli stessi studi di cui sopra, convergono con la filosofia dello Shinrin-Yoku, affermando però anche qualcosa di più. Si è infatti scoperto che percorrendo la stessa distanza, chi cammina brucia più grassi rispetto a chi corre: in generale, dunque, è preferibile privilegiare il tempo rispetto alla velocità. Figuriamoci dunque cosa possano significare per la nostra salute le 4/5 ore di camminata legate alle classiche 18 buche: una vera manna.
Eppure, a volte è proprio la durata eccessiva di una partita di golf a tenerci lontano da questo sport: d’altronde, si sa, in Occidente siamo tutti ossessionati dalla velocità e dai risultati immediati, i quali invece contrastano profondamente con la natura di questo gioco millenario, decisamente più vicino alla filosofia giapponese che alla nostra.
Ma torniamo agli ulteriori benefici che il golf può regalare al nostro benessere: sempre gli stessi studi, hanno scoperto che la socialità è uno dei cardini della longevità. Non annoiarsi, ma connettersi ad altre persone sarebbe insomma una delle chiavi non solo per stare e sentirsi meglio, ma anche per non smettere di praticare lo sport in questione. E il golf, con le sue lunghe passeggiate nel verde, in quanto a socialità è ricchissimo di possibilità.
In definitiva, noi golfisti appassionati pratichiamo già una disciplina che già di per sè è super salutare e che contribuisce in modo efficace al nostro benessere, eppure cerchiamo anche altro e spesso altrove. Ora: sapete qual è la parola che i giapponesi utilizzano quando si cerca sempre qualcosa di nuovo, dimenticandosi che si ha già tutto quello che serve? Kaizen.
Ecco, noi siamo un po’ così, un po’ Kaizen, ma in fondo siamo anche Occidentali: che ne vogliamo sapere noi della pazienza necessaria a procedere in silenzio e lentamente nel verde, dell’importanza di socializzare veramente con chi ti sta accanto in quel cammino, o della meraviglia che si prova fermandosi anche solo per una volta lungo il fairway a notare come i raggi di sole si infilano tra le fronde degli alberi? Che ne vogliamo sapere noi che siamo solo abituati a spingere e a correre?
Ecco, la verità è che il golf, oltre a farci stare meglio, sa anche insegnarci una lezione di vita importantissima: che alla fine non conta quanto vai veloce, ma conta come cammini.