Un Masters col pensiero che va a Tiger

It’s the Masters week, signore e signori, è cioè la settimana del Masters in Georgia, ma più che del torneone in sé che non vedo l’ora di godermi esattamente come tutti voi, mi piacerebbe invece discutere un pochino (visto che ancora non l’ho fatto, mea culpa) del grande assente di Augusta: Tiger Woods.

Mentre gli altri saranno a dannarsi sui green di vetro di Magnolia lane, lui sarà (anzi, già è) a Zurigo, in una rehab coi fiocchi per provare a uscire dalla ormai conclamata dipendenza dagli antidolorifici inerenti alla famigerata famiglia degli analgesici oppiodi.

Tiger Woods

Al momento del recente arresto, Tiger aveva in tasca due Narco, un medicinale derivato dall’idrocodone, una sostanza più forte della morfina, che serve a trattare il dolore cronico grave. E di dolori fisici, Woods ne deve avere a cestate, vista la quantità spaventosa di operazioni alla schiena e alla gamba a cui si è sottoposto nel tempo.

Ma non solo: alla precisa domanda della poliziotta che gli ha chiesto quanti Narco avesse eventualmente già ingerito prima del botto, Tiger ha risposto “a few”. Tradotto: “qualcun altro”.

Ora: cosa comporta un eccesso di idrocodone nel corpo? Una forte sedazione, confusione mentale, vertigini, sudorazione abbondante e, attenzione, DIPENDENZA sia fisica che PSICOLOGICA.

Ecco: di questo temo stiamo parlando: di dipendenza anche e soprattutto psicologica, perché questo fanno queste sostanze maledette: sono sedativi che, certo che ti alleviano il dolore, ma che ti aiutano anche ad abbassare e, soprattutto, a sopportare le pene dell’anima. Ora, che sia Vicodin (come già nel 2009, al primo incidente) o Narco, poco importa: le sostanze di cui Tiger abusa ormai da anni sono simili e, come abbiamo visto, hanno simili effetti.

E, esattamente come vi ho già spiegato, hanno effetti non solo sul suo corpo martoriato, ma anche sul suo probabile dolore esistenziale, alleviandogli al massimo quell’ansia e quello stress derivanti dalla vita che conduce e che ha condotto per anni.

Ovviamente non sono qui per stilare una diagnosi sui disturbi che Tiger sta cercando di curare a Zurigo, ma la scienza ce lo spiega molto bene: se hai un trauma fisico temporaneo, queste medicine, Narco, Vicodin, Idrocodone, oppiodi -chiamatele come volete- sono il massimo per curarti, ma se per caso i tuoi traumi non sono temporanei e contemporaneamente ce ne sono altri di tipo spirituale, voilà, queste DROGHE lavorano molto bene anche su quell’aspetto, rendendoti di fatto dipendente e… DROGATO.

Questa è la situazione, temo. E lo scrivo con la pena nel cuore, perché fa malissimo osservare in mondovisione la lenta autodistruzione di un campionissimo, ma soprattutto di un uomo, che ci ha regalato momenti ed emozioni indimenticabili.

A questo punto, la mia speranza è che Tiger trovi non solo una cura adatta per i sui dolori fisici, ma soprattutto la pace che merita per la sua vita.

 

 


Related Posts
Total
0
Share