Che rabbia! Oggi non è proprio la mia giornata.

Che rabbia quando pensavi che la palla andasse in buca e invece si ferma sul bordo in un equilibrio che nessuno sa ancora spiegare! Che rabbia quando vuoi aggredire la buca e invece va tutto storto e il primo colpo finisce in out!

Credo che ad ogni golfista di tutte le età sia capitato più di qualche volta di arrabbiarsi per un colpo che non ha dato il risultato atteso. 

Iniziamo a definire questo sentimento noto a tutti, ma che pochi hanno imparato a gestire.

Uno stato emotivo sperimentato a livello soggettivo con un’elevata attivazione del sistema simpatico autonomo. È inizialmente suscitata dalla percezione di una minaccia, anche se può persistere dopo che la minaccia è passata. La rabbia è associata a cognizioni e pensieri di attribuzione e di valutazione che sottolineano le malefatte degli altri e motivano una risposta di antagonismo per contrastare, scacciare, ritorcere contro, o attaccare la fonte della minaccia percepita. La rabbia è comunicata attraverso la mimica facciale o posturale o inflessioni vocali, verbalizzazioni avverse e comportamento aggressivo – DiGiuseppe e Tafrate (2007)

Leggendo questa definizione, ci sono alcuni aspetti rilevanti da considerare se ci mettiamo sul campo da golf.

Il primo è che la rabbia è associata a pensieri di valutazione. Ed è proprio qui che entra in campo l’aspettativa: pensavi che la pallina andasse in buca. Potrebbe essere che la tua attenzione fosse sul risultato atteso, invece che sul colpo da giocare?

Ma ancora più importante, soprattutto per i colpi successivi, è il fatto che la rabbia, a livello non verbale, viene comunicata attraverso il nostro corpo. Aumento dei battiti cardiaci, sudorazione, tensione muscolare, attivazione automatica di pensieri negativi. Ecco perché spesso capita che, dopo esserti arrabbiato, la buca successiva sia una vera Caporetto.

Quello che manca, normalmente, sul campo da golf è la percezione di una minaccia; ed ecco allora che, non avendo molto senso arrabbiarsi con la pallina, ti arrabbi con te stesso. Qui iniziano le offese personali più stravaganti, molto spesso nemmeno vere, rivolte a te, al tuo fare SEMPRE lo stesso errore, a non riuscire MAI a fare bene NIENTE.

Sono avverbi assoluti, che non lasciano via di scampo e che ti consiglio di provare a cancellare dal tuo vocabolario, almeno sul campo da golf.

A questo punto torniamo al putt sbagliato. Ti aspettavi che andasse in buca. Eh si, sarebbe stato un bel birdie, invece chiudi con un par. Avevi già calcolato il punteggio e sognavi di chiudere il miglior giro di sempre. Ma qualcosa non va nel verso giusto.

Quali alternative hai? Puoi arrabbiarti, mettendo insieme tutto ciò che hai letto sopra, e magari rompere il putt , per peggiorare la situazione e perdere due cose che valgono più di qualsiasi risultato: l’autostima e il divertimento.

Oppure puoi fare una routine post shot. Domandati se prima di eseguire il colpo avevi fatto correttamente tutta la routine pre shot. Questo ti renderà consapevole di eventuali carenze per evitare di ripeterle al colpo successivo, o, viceversa, nel caso in cui tu abbia fatto tutto con la massima cura, ti salverà dalle ingiurie ingiustificate.

Chiediti ancora cosa nell’esecuzione del colpo non è andato bene. Cerca di essere oggettivo; in questo momento le valutazioni non hanno alcuna importanza. Stai solo cercando di capire come fare meglio il prossimo colpo.

Una volta che hai analizzato senza giudizio ciò che è realmente successo, smetti di dedicargli la tua attenzione e le tue energie mentali.

Concentrati sulla respirazione e lascia andare ciò che non puoi  controllare. Ricordati che sei tu a decidere cosa pensare e dove mettere la tua attenzione. E in questo momento, è sicuramente più utile che tu la metta sul colpo che devi giocare.


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