Viaggiare con handicap medio-alto: come scegliere campi e percorsi davvero godibili

Viaggiare per giocare a golf è una delle cose più belle che ci siano. Ma se hai un handicap medio-alto, sai benissimo che non tutti i campi sono divertenti allo stesso modo. Alcuni ti fanno uscire dal giro con il sorriso, altri ti lasciano solo frustrazione, palline perse e la sensazione di aver sbagliato scelta.

La verità è semplice: non tutti i campi sono pensati per essere godibili da tutti. E quando viaggi, scegliere male il percorso può rovinare un’esperienza che dovrebbe essere solo piacere.

Slope rating: il numero che conta davvero

Quando si guarda una scorecard, spesso l’occhio va subito al par o alla lunghezza del campo. Errore comune. Se giochi con handicap medio-alto, il dato da guardare per primo è lo slope rating.

Lo slope indica quanto un campo è difficile per un giocatore non scratch. In pratica, più è alto, più il campo penalizza errori, slice, colpi imprecisi e recuperi difficili.
Un campo con slope alto può essere gestibile per un giocatore esperto, ma diventare un incubo per chi non ha grande controllo.

Quando viaggi, cerca campi con slope equilibrati, che permettano di giocare senza dover essere perfetti su ogni colpo.

Scegliere i tee giusti non è barare

Questo è un punto fondamentale. Giocare i tee sbagliati è uno dei motivi principali per cui tanti golfisti vivono giri frustranti.

Se viaggi e vuoi divertirti:

  • gioca i tee più avanzati se necessario
  • ignora l’ego
  • pensa a come vuoi vivere il giro, non a come “dovresti” giocarlo

Un campo diventa subito più godibile quando le distanze sono alla tua portata. Fairway centrati, approcci più corti, meno colpi forzati: tutto cambia.

Campi punitivi vs campi giocabili

Ci sono campi progettati per punire ogni errore: rough alto, acqua ovunque, bunker profondi, green velocissimi. Bellissimi da vedere, ma spesso poco divertenti per chi non ha grande costanza.

Poi ci sono i campi giocabili, che lasciano spazio al colpo medio:

  • fairway larghi
  • rough gestibile
  • green con poche pendenze
  • possibilità di recupero

Non sono campi facili, sono campi onesti. E quando viaggi, sono quelli che ti fanno dire: “che bel giro”.

Il contesto conta quanto il campo

Quando hai handicap medio-alto, anche il contesto fa la differenza. Un campo spettacolare ma stressante può diventare pesante già dopo 9 buche.
Un campo magari meno “da copertina”, ma inserito in un bel paesaggio, con ritmo rilassato e buone distanze, spesso regala un’esperienza molto più positiva.

In viaggio, meglio un giro piacevole che uno tecnicamente estremo.

L’obiettivo non è il punteggio, è l’esperienza

Quando viaggi per giocare a golf, soprattutto con handicap medio-alto, l’obiettivo non deve essere lo score perfetto. Deve essere:

  • camminare il campo con piacere
  • colpire più fairway possibile
  • arrivare in club house con il sorriso

Scegliere campi e percorsi giusti significa evitare esperienze frustranti e vivere il golf per quello che è davvero: un gioco, non un esame.

Se vuoi viaggiare, giocare e divertirti davvero, la scelta del campo conta quanto la destinazione. E spesso, fare la scelta giusta fa tutta la differenza del mondo.

 

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