Rory McIlroy ha difeso con successo il titolo al Masters, conquistando la sua seconda giacca verde consecutiva e il sesto Major della carriera. Il nordirlandese ha scritto un’altra pagina di storia, diventando solo il quarto giocatore a trionfare due anni di fila dopo Jack Nicklaus, Nick Faldo e Tiger Woods. Una vittoria sofferta, arrivata al termine di una domenica combattuta dal primo all’ultimo colpo, con continui cambi di leadership e un finale carico di colpi di scena che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso fino al green della 18.
Partito in parità con Cameron Young, McIlroy ha dovuto subito fare i conti con una partenza nervosa: un doppio bogey alla 4 e un bogey ala 6 lo hanno fatto scivolare indietro, mentre Young e soprattutto Justin Rose, suo avversario nel playoff dell’anno scorso, si sono alternati al comando. Rose ha sfiorato la storia a 45 anni, costruendo un vantaggio di due colpi con una serie di birdie spettacolari, ma il momentum è cambiato proprio nel cuore del percorso, intorno ad Amen Corner. Qui McIlroy ha prodotto i due momenti decisivi della sua gara: un tee shot sul par 3 della 12 che ha lasciato la palla a soli 2 metri dalla buca (il colpo più vicino della giornata) e un drive poderoso di circa 320 metri sulla 13, seguito da un birdie che gli ha permesso di prendere il largo con tre colpi di vantaggio.
Da quel punto in poi è stata una lotta di nervi. Scottie Scheffler, numero uno mondiale, ha tentato una rimonta rabbiosa con birdie sulle 15 e 16, accorciando fino a due lunghezze. McIlroy ha risposto con due up-and-down alla 16 ed alla 17, dimostrando ancora una volta quanto conti il gioco corto. Sulla 18, però, il dramma è tornato: drive nel bosco a destra, approccio in bunker e un putt da 4 metri per il bogey che ha sigillato il successo per un solo colpo su Scheffler, con Rose, Young, Hatton e Henley a un’ulteriore distanza.
“Ho aspettato 17 anni per una giacca verde e ora ne ho due di fila”, ha detto Rory subito dopo, ancora incredulo, inginocchiato sul green mentre scuoteva la testa sorridendo. “È stato un weekend durissimo. Ho fatto il grosso del lavoro giovedì e venerdì, ma oggi il vento ha reso tutto più complicato. Ho dovuto resistere, affidarmi al corto gioco e crederci fino in fondo”. Mentre Fred Ridley gli infilava la giacca verde per la seconda volta, McIlroy ha ammesso che la famiglia, genitori, moglie Erica e figlia Poppy, era quasi sul punto di non venire, convinta che la loro presenza “portasse sfortuna”. Per fortuna hanno cambiato idea: “È stato incredibile averli qui a festeggiare con me”.
Con questo trionfo McIlroy raggiunge Faldo a quota sei Major tra i giocatori europei e si conferma un campione di rara resilienza. Dopo aver completato il Career Grand Slam l’anno scorso, ora la domanda è una sola: qualcuno riuscirà mai a fermare questo Rory che, ad Augusta, sembra aver trovato finalmente la pace che cercava da una vita? Il Masters 2026 resterà nella memoria come una delle edizioni più intense degli ultimi anni.
PGA Tour/DP World Tour – The Masters
Dal 9 al 12 aprile 2026, il Masters Tournament torna ad Augusta, in Georgia, per la sua 90ª edizione. È il primo Major maschile della stagione e l’unico tra i quattro grandi tornei a disputarsi sempre sullo stesso percorso leggendario: l’Augusta National Golf Club, un club privato immerso tra azalee in fiore, pini secolari e dogwood (cornioli) che ogni primavera trasformano il campo in un quadro vivente.
Questa settimana di golf è molto più di un torneo: è una tradizione che unisce storia, eleganza e momenti epici. I giocatori migliori del mondo si contendono la Green Jacket, la giacca verde simbolo di vittoria, in un campo che premia precisione, strategia e nervi d’acciaio.
Il Masters nacque nel 1934 per volere di Bobby Jones e Clifford Roberts. Da allora, solo i campioni più grandi hanno lasciato il segno: Jack Nicklaus detiene il record con 6 vittorie (1963, 1965, 1966, 1972, 1975, 1986), seguito da Tiger Woods con 5. Arnold Palmer ne ha vinte 4, mentre Phil Mickelson, Nick Faldo, Gary Player, Sam Snead e Jimmy Demaret ne hanno 3 ciascuno.
Tra i record più iconici ci sono: il più giovane vincitore (Tiger Woods, 21 anni nel 1997), il più anziano (Jack Nicklaus, 46 anni nel 1986) ed il margine più largo di vittoria (sempre Woods, +12 colpi nel 1997).
Solo tre giocatori hanno difeso con successo il titolo: Nicklaus (1965-66), Faldo (1989-90) e Woods (2001-02). Il record di tagli superati spetta a Nicklaus con 37, mentre Woods ha il primato di 24 tagli consecutivi.
Due tradizioni rendono unica la settimana di Augusta. Il Par 3 Contest, che si gioca il mercoledì a mezzogiorno su un percorso di 9 buche, par 27 e circa 1000 metri. Istituito nel 1960 e vinto per la prima volta da Sam Snead, è un momento di puro divertimento: 115 hole-in-one nella storia (record di 9 nel 2016), ma nessun vincitore del Contest ha mai trionfato nello stesso Masters. Solo Ben Crenshaw e Vijay Singh hanno vinto il torneo dopo aver vinto il Par 3 in anni diversi.
Martedì sera, invece, va in scena la Champions Dinner (o Masters Club Dinner), voluta da Ben Hogan nel 1952. Solo i campioni passati siedono a tavola con il difensore del titolo che sceglie il menu. Rory McIlroy, campione uscente, ha optato per un mix eclettico e internazionale: Irish champ (purè di patate irlandese), pesche e cipolle della Georgia e un piatto di pesce dal suo ristorante preferito di New York.
Il percorso, par 72, misura 6.917 metri. È un layout collinare, con fairway stretti, rough punitivi e green velocissimi con pendenze che richiedono tocco, classe ed immaginazione.
Il tratto più famoso è Amen Corner (buche 11-12-13): par 4 White Dogwood, par 3 Golden Bell e par 5 Azalea. Qui si decidono spesso i tornei, tra acqua, vento e azalee che fanno da cornice spettacolare. Il nome fu coniato dal giornalista Herbert Warren Wind nel 1958 su Sports Illustrated.
Il format prevede 72 buche. Dopo 36 buche entra in gioco il taglio (i primi 50 giocatori in classifica, conteggiando i pari merito). In caso di parità dopo 72 buche, si va al playoff sudden-death: prima la buca 18, poi la 10 (parallele tra loro) fino a quando non emerge un vincitore. L’ultimo playoff risale al 2025, quando Rory McIlroy superò Justin Rose.
Il field è il più ristretto tra i Major: 91 giocatori da 23 Paesi. Rory McIlroy torna da campione in carica dopo aver completato il Career Grand Slam nel 2025 con una vittoria emozionante al playoff. È la prima volta che arriva ad Augusta senza la pressione del “quarto Major” da conquistare. Dopo una stagione finora senza vittorie e un ritiro per un problema alla schiena all’Arnold Palmer Invitational, il nordirlandese vuole diventare il primo a difendere il titolo dai tempi di Tiger Woods (2001-02). Il suo principale avversario è Scottie Scheffler, numero 1 mondiale da maggio 2023. Ha vinto due Masters negli ultimi quattro anni e arriva fresco dalla nascita del secondo figlio, Remy. Nonostante una forma leggermente sotto i suoi standard stratosferici, resta il favorito naturale.
Tra i debutanti (22 in totale) spiccano sei vincitori di Open nazionali storici: Chris Gotterup (Scottish Open), Marco Penge (Open de España), Rasmus Neergaard-Petersen (Australian Open), Casey Jarvis (South African Open), Tom McKibbin (Hong Kong Open) e Naoyuki Kataoka (Japan Open). Anche quattro giocatori del DP World Tour – Ryan Gerard, Harry Hall, Kristoffer Reitan e Sami Välimäki – esordiranno lungo Magnolia Lane.
Tra gli altri nomi caldi: Collin Morikawa (reduce da un buon T14 nel 2025), Matt Fitzpatrick e Cameron Young (entrambi con un T7 come miglior risultato qui). J.J. Spaun arriva fresco della vittoria al Valero Texas Open.
Sei amateurs completano il quadro: Mason Howell (campione U.S. Amateur), Ethan Fang (The Amateur), Jackson Herrington (finalista U.S. Amateur), Brandon Holtz (U.S. Mid-Amateur), Fifa Laopakdee (primo thailandese al Masters, vincitore Asia-Pacific Amateur) e Mateo Pulcini (Latin America Amateur).
Sarà possibile seguire il Masters Tournament sul canale 209 di Sky Sport e in streaming su NOW con la seguente programmazione:
