Dietro le quinte del The Open il gioco si fa duro

Nella settimana del The Open al Royal Birkdale, il massimo torneo del circuito europeo (e non solo, ovviamente), vale soffermarsi un attimo sullo stato di salute del DP World Tour, che a mio modesto parere non se la sta passando molto bene. E anzi, rischia, di passarsela pure peggio a partire dai prossimi mesi.

Il perché lo spiega benissimo un veterano come lo spagnolo Pablo Larrazabal, sul circuito europeo ormai da 18 anni e con ben 9 vittorie nel suo curriculum: “A partire dal 2022 -racconta Pablo- la Strategic Alliance firmata tra il DP World e il Pga Tour, non ha fatto altro che indebolire ogni anno i field dei nostri tornei, dal momento che a fine stagione i nostri 10 migliori giocatori si possono comodamente trasferire con la carta in mano sul circuito americano”.

Il risultato? Secondo Larrazabal, oltre alla minor qualità degli appuntamenti del DP World Tour, sta nel fatto che con i field depauperati, per i giocatori che restano a giocare in Europa, riuscire a entrare nei top 50 del World Ranking è diventata ormai un’impresa praticamente impossibile, quando invece prima del 2022 era un target assolutamente alla portata dei migliori.

“Tutti i giocatori -continua lo spagnolo- sono preoccupati per il futuro del nostro circuito, perché temiamo che con le novità in programma che prenderanno piede a partire dal 2028 sul Pga Tour, con la creazione di fatto in America di due circuiti diversi ma contemporanei, il Pga Tour Championship e il Pga Tour Challenger Series, il DP World Tour possa diventare il quarto circuito dopo i suddetti due e il Korn Ferry Tour”.

Non ha torto Pablo Larrazabal: mai come oggi il Tour Europeo è stato in una posizione così debole e incerta anche perché, come ha continuato a spiegare lo spagnolo: “La nostra situazione è paragonabile a questa: è come se ogni anno Samsung regalasse a Apple i suoi dieci migliori ingegneri: è una cosa assolutamente impensabile, eppure da noi accade”.

La speranza è che tra qui e il 2028 qualcosa di positivo possa accadere ai piani alti del DP World Tour, magari iniziando sin da questa settimana a Southport a discutere del problema con i massimi dirigenti del Pga Tour.


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