Royal Birkdale 2026. the “ruling” Open Championship
La 154ma edizione dell’Open Championship si é conclusa con la memorabile vittoria di Ryan Fox.
Dopo aver chiuso la prima giornata in 85ma posizione, ha iniziato una lunga rincorsa coronata con un sontuoso birdie alla 72ma buca che gli ha consentito di staccare di un colpo un Cameron Young gelato dalla notizia mentre era in campo pratica in attesa del playoff che non c’é stato.
La vittoria del neozelandese ci regala così un’altra bella storia del nostro sport, dato che Fox, come lui stesso ha rivelato nella conferenza stampa da Champion Golfer of the Year, nel secondo anno da professionista aveva pensato al ritiro.
Dal pensiero di mollare tutto a 26 anni a Major Champion a 39.

Devo però dire che questa edizione dell’Open Championship verrà ricordata più per gli episodi di ruling che per le prestazioni dei giocatori.
Gli officials della R&A. nelle settimane precedenti il torneo, erano preoccupati del comportamento dei tifosi, tanto da predisporre un codice di condotta ad hoc.
Ma, alla liuce dei fatti, quello più applicato é stato, invece, quello che gli organo di governo del golf professionistico hanno studiato per i Majors 2026, con ruling che sono andati ad affiancare quelli legati alle regole di gioco.
Vediamo i casi più importanti.
Bryson DeChanbeau, buca 5, giro di venerdì
Senza ombra di dubbio, questo é l’episodio di ruling che rimarrà nella storia dell’Open.
Al giocatore statunitense sono stati inflitti due colpi di penalità per avere inavvertitamente migliorato il lie della sua palla prima di eseguire un colpo dal profondo rough.
La reazione di DeChambeau, una volta che gli é stata comunicata la decisione, é stata indubbiamente sopra le righe, sia nel corso del sopralluogo con gli officials sul punto del misfatto (dove avrebbe esternato la sua intenzione di non proseguire il torneo, NDR) sia, successivamente, condividendo sui social media la sua frustrazione per la penalità ricevuta, che lo ha allontanato dalla vetta della classifica (prima dei due colpi in più era ad un solo colpo dalla prima posizione).
Non ho intenzione di discutere la decisione presa da arbitri esperti.
Mi chiedo solo se il trattamento riservato a DeChambeau sarebbe stato lo stesso riservato ad un altro giocatore del gotha del golf mondiale.
Il mio amico Andrea Crippa mi ha ricordato che l’anno scorso la penalità fu asseganta a Shane Lowry, che la accettò senza contestazione: sono andato a rivederla e non ci sono immagini disponibili (cosa di cui Lowry si é lamentato, NDR) al contrario del caso del giocatore LIV, che é stato ripreso da vicino, quindi il paragone é difficile, se non per il diverso attegiamento dei due giocatori.
Jon Rahm, buca 15, giro di venerdì
Poco dopo l’episodio di DeChambeau, é toccato a Jon Rahm ricevere le attenzioni degli officials della R&A.
Lo spagnolo ha sparato dal tee del par 3 un pull-quasi-gancio che ha scatenato la sua ira, sfogata con il lancio del bastone sul battitore.
Da qui la decisione degli officials di infliggergli un code-of-conduct warning.
Diciamo che a Rahm é andata meglio che a Joaquin Niemann, il quale, per la medesima infrazione, ricevette direttamente (il warning é facoltativo e può non essere comunicato al giocatore) due colpi di penalità durante il primo giro dello U.S. Open.
Robert MacIntyre, ripetuti episodi, giro di domenica
Lo scozzese domenica ha avuto una giornata difficle (giro in 71 colpi), ed il suo nervosismo é stato evidente, con diversi bastoni volati per aria.
Così, alla fine, é andato a fare compagnia a Jon Rahm, ricevendo a sua volta il warning.
Ma lui l’ha presa con filosofia: “…mi aspetto di riceverne altri nel corso della mia carriera…”.
Scottie Scheffler, buca 17, giro di domenica
Per concludere, torniamo ad un ruling legato strettamente alle regole del golf.
Il tee shot di Scottie Scheffler alla buca 17, par 5, é atterrato nella festuca appena prima di un bunker del fairway.
Da lì. con grande coraggio, lo statunitense decide di usare un legno 3, nel tentativo di raggiungere Cameron Young, leader in clubhouse.
Il suo colpo parte pesantemente fuori linea, perdendosi dietro ad una tribuna sul lato sinistro del fairway, e la stessa cosa accade alla sua palla provvisoria.
A questo punto entrano in gioco gli officials che, in questo caso, decidono in suo favore in base alla regola applicabile nel caso che la palla termini nella zona di una TIO (Temporray Immovable Obstruction, la tribuna, in questo caso): anche se la palla non si trova (come entrambe quelle giocate da Scheffler), il giocatotre ha diritto ad un free drop.
Risultato: wedge sparato a tre metri, birdie e -8 in classifica generale (che rimarrà tale).
La decisione, pur essendo tecnicamente supportata, ha scatenato appassionati e media:
“Una palla non é stata trovata ed un giocatore riceve un free drop? Una brutta scena per il gioco del golf”.
“Le regole vanno riviste se Scottie può ricevere un free drop da un colpo del genere”.
Ma, comunque siano andate la cose, non perdiamo di vista le cose più importanti:

