Grazie a John Deere lo spettacolo alla Solheim è garantito

Mancano poche ore all’avvio in Olanda, sullo splendido tracciato del Bernardus, della ventesima edizione della Solheim Cup, la sfida biennale tra le migliori dodici golfiste statunitensi e le migliori dodici europee.

L’attesa è enorme, vista la qualità delle campionesse in campo, ma vista anche la qualità del percorso che è stato completamente rivestito in festuca, dai fairway ai green, per renderlo il più simile possibile a un links, nonostante la presenza massiccia tutt’intorno di alberi secolari e di ostacoli d’acqua. E tutto questo, lo si è fatto nel tentativo di mettere il più possibile in difficoltà le ospiti a stelle e strisce, che a casa loro non sono per nulla abituate a questo tipo particolare di erba.

In questo quadro, che pare un dipinto rubato al Louvre tanto è spettacolare il paesaggio in cui si svolgerà il duello, un ruolo fondamentale è stato svolto dalle quaranta macchine John Deere, portate al Bernardus drettamente dal The Open svoltosi al Royal Lytham: solo una volta giunte in Olanda, sono state modificate per meglio adattarsi alle diverse ondulazioni del terreno. Ma non solo: tutte le suddette macchine sono elettriche e ibride, al fine di accrescere al massimo la sostenibilità del torneo: ci saranno dunque meno emissioni, meno rumore, meno prodotti consumati. Perchè, non solo tutto il parco macchine John Deere presente alla sfida è ecologico, ma è persino collegato in rete con altre 700.000 vetture in tutto il mondo con cui condividono i dati al fine di lavorare al massimo della resa sul campo: che sia il Bernardus, o Wentworth (dove voleranno subito dopo), un golf club di soci, un’ area verde pubblica o un terreno agricolo da coltivare, poco importa: John Deere desidera offrire il top delle prestazioni a chiunque si rivolge a loro.

“Ovunque c’è un evento enorme – ha spiegato, Golf & Turf Business Manager dell’azienda-  noi siamo sempre felici di mettere la nostra competenza a disposizione del cliente, visto che siamo in questo ambito dal lontano 1837. E’ vero, nasciamo come una compagnia agricola, che però nel tempo, proprio grazie all’esperienza sul campo,  ha imparato a mescolarsi molto bene anche con lo sport, dal calcio al golf”.

 

“Inoltre – ha continuato Trowman- i dati AI custoditi nel nostro database sono fantastici per lavorare in modo sempre più efficiente; oltre a ciò potremo contare su sistemi satellitari che qui al Bernardus guideranno le irroratrici garantendo una precisione di applicazione di appena 2,5 cm. Non solo: i piani di sostenibilità prevedono opzioni di trasporto per il pubblico con bus a basse emissioni, o con le classiche bici olandesi che godranno di un percorso dedicato. La ristorazione sarà inoltre a km zero e la gestione idrica sarà intelligente: non verrà sprecata una sola goccia d’acqua”.

Se a tutto questo si aggiungono un campo incredibile e le migliori 24 giocatrici americane ed europee, lo spettacolo è garantito. Ma dietro al successo della manifestazione, c’è sicuramente la capacità di John Deere nel dare il massimo quando conta.

 

 

 

 

 

 


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