ISPS Handa Women’s Scottish Open: Woad, Korda, Hall e Hull raccontano la sfida dei links

Il links golf non è soltanto una superficie diversa. È una filosofia. È un modo di interpretare il gioco in cui tecnica, strategia e immaginazione devono convivere. In occasione dell’ISPS Handa Women’s Scottish Open che si giocherà sul Dundonald Links, quattro protagoniste del golf femminile mondiale – Lottie Woad, Nelly Korda, Georgia Hall e Charley Hull – hanno raccontato non solo la loro preparazione al torneo, ma anche percorsi personali fatti di crescita, cambiamenti e nuove consapevolezze.

Il filo conduttore delle loro parole è sorprendentemente simile: nel golf moderno il talento non basta più. La differenza la fanno la capacità di adattarsi, la gestione delle emozioni e la disponibilità a continuare a imparare.

Un anno fa Lottie Woad arrivava in Scozia da giovane promessa e lasciava il torneo con il suo primo titolo da professionista. Oggi torna sullo stesso campo con una prospettiva completamente diversa.

La giovane inglese ammette che allora non aveva pienamente compreso la portata della sua vittoria.

«Era il mio primo torneo tra le professioniste e non sapevo cosa aspettarmi. Solo dopo aver giocato ogni settimana e visto quanto è alto il livello del Tour ho capito quanto fosse speciale.»

Nonostante i risultati ottenuti, Woad preferisce considerare questa come la sua vera stagione da rookie. Un atteggiamento che racconta maturità e umiltà.

La sua forza sembra essere la capacità di voltare pagina rapidamente.

Dopo la vittoria in Ohio e alcune settimane più difficili, compreso l’Amundi Evian Championship, il suo approccio resta semplice:

«Ogni settimana è una nuova opportunità.»

Una mentalità fondamentale in uno sport dove rimanere troppo legati al passato, sia alle vittorie sia alle sconfitte, può diventare un limite.

Per Nelly Korda la Scozia rappresenta qualcosa di più di una tappa del calendario. È un ritorno alle radici del gioco.

Prima del torneo la numero uno mondiale si è concessa una pausa a Praga, la città della sua infanzia, per ricaricare energie fisiche e mentali.

«È stato bello tornare nei luoghi dove sono cresciuta, rivivere ricordi e per una settimana vivere quasi una vita normale.»

Una scelta importante in un calendario sempre più intenso, dove trovare momenti di equilibrio diventa fondamentale.

Sul links Korda non ha dubbi: serve creatività.

«Bisogna giocare colpi bassi e usare molto l’immaginazione.»

I campi scozzesi non premiano soltanto la potenza o la precisione tecnica, ma la capacità di adattarsi al vento, ai rimbalzi e alle condizioni del terreno.

«Bisogna essere un po’ più artisti.»

 

Ed è proprio questo il fascino del links: obbligare anche le migliori giocatrici del mondo a uscire dagli schemi.

Il documento del set-up del campo

La storia più emozionante è probabilmente quella di Georgia Hall.

La campionessa inglese torna sul LPGA Tour dopo la nascita del figlio Conor Charlie, arrivato lo scorso febbraio.

La Scozia non è stata scelta casualmente per il suo rientro.

«È il mio posto preferito. Volevo iniziare proprio qui.»

Hall ha sempre amato giocare in Scozia perché qui è il golf più autentico.

«È il vero golf. Devi essere creativa e affrontare ogni situazione in modo diverso.»

Il suo ritorno è stato anche una sfida mentale. Per questo ha chiesto consiglio a Catriona Matthew, altra campionessa capace di tornare ad altissimi livelli dopo la maternità.

Il suggerimento più importante ricevuto?

«Aspettarsi poco.»

Un messaggio semplice ma difficile per una professionista abituata a pretendere sempre il massimo.

La pausa, però, le ha fatto bene.

«Ha rallentato la mia vita e penso sia stato molto positivo per la mia salute mentale.»

Oggi Hall torna con una nuova prospettiva: meno pressione e più equilibrio.

Anche Charley Hull ha raccontato una trasformazione.

Per molto tempo ha pensato che giocare nei links non fosse il suo ambiente ideale. Troppi rimbalzi strani, troppe variabili impossibili da controllare.

Poi è arrivata la svolta.

«Ho smesso di pensare che il links non fosse adatto a me e ho cercato di farlo funzionare per il mio gioco.»

La parola chiave per lei è pazienza.

«Nei British Open ci sono sempre vincitrici diverse. C’è una componente di fortuna, ma serve soprattutto accettare quello che succede.»

Una filosofia che si adatta perfettamente alla sua personalità: dimenticare rapidamente gli errori e andare avanti.

Hull ha parlato anche di Lottie Woad, sua compagna di gioco insieme a Nelly Korda nei primi due giri.

Il suo giudizio sulla giovane inglese è significativo:

«Anche se è una rookie, non gioca come una rookie. Ha tutta la fiducia del mondo.»

Quattro storie, una stessa lezione.

Lottie Woad rappresenta il futuro che cresce attraverso l’esperienza.
Nelly Korda mostra come anche una campionessa affermata debba continuare a reinventarsi.
Georgia Hall dimostra che una pausa può trasformarsi in una nuova forza.
Charley Hull insegna che anche l’imprevedibilità può diventare un’alleata.

Il links golf scozzese non concede certezze. Richiede adattamento, creatività e pazienza.

Forse è proprio per questo che continua ad affascinare: perché ricorda a tutte, anche alle migliori giocatrici del mondo, che il golf non è mai soltanto un gioco di colpi perfetti.


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