I campi da golf più strani che puoi giocare in Europa

Quando il campo diventa una storia da raccontare

Ci sono campi da golf belli, campi famosi, campi tecnici. E poi ci sono quelli strani.

Non strani per forza in senso negativo. Anzi. Sono quei campi che giochi e che, a un certo punto del giro, ti fanno pensare: “ok, questo posto me lo ricorderò”.

A volte è per il paesaggio, altre per il clima, altre ancora per il contesto. Può essere un campo sotto il sole di mezzanotte, uno dentro un cratere, uno attraversato da un treno o addirittura uno che si gioca tra due nazioni.

Non è una classifica dei migliori campi d’Europa. È una lista di posti particolari, diversi dal solito, che raccontano bene quanto il golf possa cambiare faccia da una destinazione all’altra.

Lofoten Links è uno di quei campi che sembrano quasi inventati. Sei nel nord della Norvegia, oltre il Circolo Polare Artico, con mare, montagne, vento e una luce che cambia continuamente.

La cosa più incredibile è che in estate puoi giocare sotto il sole di mezzanotte. Non un tee time serale con ancora un po’ di luce. Proprio golf di notte, ma con il sole ancora lì.

Qui il risultato conta fino a un certo punto. Giochi in un posto estremo, lontano, potentissimo. Non è il viaggio più semplice da organizzare, ma è uno di quei campi che ti fanno capire quanto il golf possa uscire completamente dai soliti schemi.

Golf de La Jenny, Francia: il campo naturista

Golf de La Jenny, vicino a Bordeaux, è probabilmente il campo più strano di questa lista. Non tanto per il disegno del percorso, ma per il concetto: è un campo naturista.

E già questo basta. Perché siamo abituati a pensare al golf come a uno sport fatto di dress code, polo, scarpe giuste, cintura e regole non scritte. Qui, invece, l’idea viene completamente ribaltata.

Non è il campo dove vai per cercare il percorso della vita. Ci vai perché è un’esperienza che difficilmente puoi trovare altrove. Può incuriosire, può far sorridere, può anche non essere per tutti. Però se parliamo di campi strani in Europa, La Jenny deve esserci.

Westman Islands Golf Club, Islanda: giocare dentro un cratere

In Islanda il golf è già particolare di suo. C’è vento, c’è lava, c’è oceano, c’è una luce diversa da quella a cui siamo abituati.

Il Westman Islands Golf Club porta tutto questo ancora più in là: una parte del percorso si gioca dentro un cratere vulcanico, con il paesaggio islandese che ti entra continuamente nella partita.

È uno di quei campi dove probabilmente guardi più quello che hai intorno che la linea del putt. Ma va bene così. Perché qui non giochi solo 18 buche: giochi in un posto che sembra avere una storia geologica addosso.

Thracian Cliffs, Bulgaria: golf sul bordo del Mar Nero

Thracian Cliffs è uno di quei campi che non passano inosservati. Si gioca lungo le scogliere del Mar Nero, in Bulgaria, con buche costruite in un contesto molto scenografico.

È un campo quasi teatrale. Mare, dislivelli, vento, scogliere e tee shot che sembrano messi lì apposta per farti fermare prima di colpire.

Non è strano come un campo naturista o un cratere islandese, ma è sicuramente fuori dalle rotte più classiche. E soprattutto ricorda una cosa: il golf europeo non è solo Scozia, Spagna e Portogallo.

Palmares Ocean Living, Portogallo: il campo con il treno in mezzo

Palmares, in Algarve, è un campo bellissimo. Vista sull’oceano, dune, luce atlantica e quell’atmosfera portoghese che funziona sempre molto bene con il golf.

La particolarità, però, è la ferrovia che passa in mezzo al contesto del campo. A un certo punto hai fairway, sabbia, oceano e poi il treno che attraversa il paesaggio.

Sulla carta potrebbe sembrare una cosa strana, quasi fuori posto. In realtà gli dà carattere. Palmares non è solo “un altro bel campo in Algarve”: ha qualcosa di riconoscibile, qualcosa che ti resta in mente.

Reit im Winkl-Kössen, Germania/Austria: il campo su due nazioni

Questo è particolare per un motivo diverso dagli altri: il Golfclub Reit im Winkl-Kössen si gioca tra Germania e Austria.

Non è strano perché ha buche assurde o scenografie estreme, ma perché durante il giro attraversi letteralmente un confine. Una parte del percorso è in Baviera, l’altra in Tirolo, con le montagne intorno e quella sensazione curiosa di giocare una partita su due Paesi.

È una stranezza più sottile rispetto al sole di mezzanotte o a un campo dentro un cratere, ma funziona proprio per questo. Non capita tutti i giorni di poter dire: oggi ho giocato 18 buche passando dalla Germania all’Austria senza nemmeno cambiare sport.

Brora Golf Club, Scozia: golf con pecore e recinzioni elettriche

Brora, nel nord della Scozia, è un links che sembra arrivare da un’altra epoca. Mare vicino, vento, terreno naturale e quell’atmosfera scozzese ruvida che non ha bisogno di troppi effetti speciali.

La cosa curiosa è che sul campo possono muoversi anche gli animali al pascolo. Per proteggere i green ci sono recinzioni elettriche, e già questa immagine basta a renderlo diverso da tanti altri percorsi.

Non è una stranezza costruita per fare scena. È semplicemente il modo in cui quel posto vive. E forse è proprio questo il bello: giochi dentro un paesaggio vero, non dentro una cartolina preparata apposta per il turista.

 

 

Il bello dei campi strani è che te li ricordi

Alla fine questi campi magari non sono i più comodi o i più perfetti, ma hanno qualcosa che ti rimane in testa: una luce, un paesaggio, un treno che passa, un confine attraversato durante il giro.

E forse è proprio questo il bello: quando viaggi per golf, non cerchi solo 18 buche fatte bene, ma posti che abbiano qualcosa da raccontare.

 

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