Golf inaspettato a Cipro: la mia esperienza al Minthis Golf Club

Cipro, ma non come te la immagini

Quando pensi a Cipro, probabilmente ti vengono in mente mare, villaggi, cucina mediterranea e vacanze al caldo. Difficilmente la prima immagine è quella di un campo da golf. Ed è proprio per questo che il Minthis Golf Club mi ha incuriosito così tanto.

Siamo sulle colline sopra Paphos, in una zona molto diversa dalla classica Cipro da cartolina. Qui non hai il mare sempre davanti agli occhi, ma un paesaggio più interno, più silenzioso, con ulivi, vallate, luce secca e i monti Troodos sullo sfondo. È un golf meno ovvio, meno “vacanza da resort sul mare”, ma proprio per questo più interessante da raccontare.

Un resort elegante, ma senza perdere il legame con il luogo

Minthis non è solo un campo da golf. È un resort vero, curato, moderno, con una clubhouse molto bella, spa, residenze e tutti quei servizi che ti fanno capire subito che l’esperienza è pensata bene anche fuori dal percorso.

La cosa che mi è piaciuta, però, è che non sembra un posto costruito a caso in mezzo al nulla. Il campo gira attorno a un monastero del XII secolo e questo cambia completamente l’atmosfera. Non sei dentro un resort qualsiasi: sei in un luogo che aveva già una storia prima del golf. E mentre giochi questa cosa la senti, soprattutto nelle prime buche, dove il monastero diventa quasi un punto di riferimento visivo del giro.

Le prime nove più morbide

Le prime nove buche sono quelle che ti fanno entrare nel campo con più calma. Sono più corte, più accoglienti, e girano attorno al monastero, agli ulivi, ai vigneti e agli alberi da frutto. Non significa che siano banali, ma ti danno il tempo di capire il terreno e prendere confidenza con il ritmo del percorso.

È la parte più mediterranea del giro, quella dove Minthis racconta meglio il suo contesto. Non hai la sensazione di giocare un campo aggressivo o costruito per metterti subito in difficoltà. Piuttosto, ti invita a guardarti intorno, a scegliere bene le linee, a non forzare. È un inizio che funziona bene perché ti porta dentro l’esperienza senza urlare.

Le seconde nove più scenografiche

Dopo il giro di boa, però, il campo cambia. Le seconde nove sono più tecniche, più scenografiche e decisamente più esigenti. Qui iniziano a contare di più precisione, dislivelli, colpi ciechi, tee shot da scegliere con attenzione e green dove non puoi arrivare “tanto per”.

È la parte che secondo me resta più impressa dal punto di vista golfistico. Il paesaggio si apre, alcuni tee sono molto più panoramici, soprattutto la buca 10, e il campo ti chiede qualcosa in più. Non diventa mai impossibile, ma smette di accompagnarti e inizia a metterti alla prova. Ed è proprio questo contrasto tra le due metà del percorso a rendere Minthis più interessante di quanto mi aspettassi.

Le buche che raccontano meglio Minthis

Tra le buche che mi sono rimaste di più c’è sicuramente la 3, un par 5 in pendenza, incorniciato dagli alberi, dove inizi già a capire che il terreno conta parecchio. Poi la 6, lunga, con un approccio cieco verso la zona del monastero: una di quelle buche in cui devi fidarti della linea e accettare che non tutto sia davanti ai tuoi occhi.

La 9 è bella perché ti riporta verso la clubhouse, passando vicino al lago, ed è uno di quei finali di prima metà che ti fanno venire voglia di fermarti un attimo prima di ripartire. Nelle seconde nove, invece, la 10 alza subito il livello: tee shot panoramico, valle da superare e una sensazione molto più “championship”. Poi c’è la 14, un par 4 corto ma con quella logica rischio-ricompensa che ti fa pensare più del previsto, e soprattutto la 15, il par 3 con green a isola, la signature hole del percorso.

Alla fine Minthis mi ha lasciato questa sensazione: non è solo un bel campo a Cipro, è un campo che ti fa vedere Cipro in modo diverso. Più interno, più lento, più autentico.

Se ti va, puoi vedere tutta la mia esperienza nel video MINTHIS GOLF CLUB sul mio canale YouTube The Travel Birdie e scoprire di più su thetravelbirdie.com.


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