John Daly e Topgolf, che accoppiata!
Non ho mai fatto mistero del mio essere fan di John Daly.
E’ un giocatore che ha fatto e continua a far storcere il naso ai puristi perché, come dico sempre, lui é il George Best del golf, un talento purissimo accompagnato da una sregolatezza altrettanto innata e pressoché illimitata.
Attualmente gioca saltuariamente sul PGA Tour Champions, dove nella stagione in corso ha preso parte solamente a 10 dei 25 tornei sinora disputati, passando peraltro 9 volte il taglio.
Questo potrebbe sembrare strano, ma dato che parliamo di lui, bisogna guardare la situazione con occhi diversi.
Daly é molto presente sui social media su due fronti.
Il primo é quello conviviale, dove appare in svariati video pubblicati dai suoi fans (é molto amato negli Stati Uniti) , nei quali é intento a giocare con loro da pari a pari, e non da professionista in mezzo a degli amateurs (cosa che, probabilmente, non sarà approvata da alcuni suoi colleghi, NDR).
Ogni tanto condivide anche i suoi pensieri sul mondo del golf professionistico, come quando si candidò alla guida della squadra di Ryder Cup in Irlanda.
Il secondo, più strutturato, é quello commerciale.
Da quanto ho potuto vedere, quello che é innegabile é il fatto che John Daly é seguito da un buon agente: gli ultimi tre sponsors, in ordine di tempo, che lo hanno visto e lo vedono come testimonials sono perfettamente in linea con il suo stile di vita.
Il primo é stato Hooters, un catena di ristoranti caratterizzata da una immagine ben precisa, che lo accompagnato per un lungo periodo, fino a quando la catena ha dovuto presentare la richiesta per il Chapter 11 a causa delle difficolta finanziarie in cui si trovava, probabilmente legate ad un eccessivo sviluppo del numero di locali aperto, come dimostra la demolizione, nell’ambito di una procedura, di una parte di essi, tra cui quello di Augusta, divenuto celebre in quanto si trasformava nell’ufficio di Daly dutante la settimana del Masters, dove incontrava i fans.
Il secondo é Good Boy Vodka, brand del mercato ReadyToDrink che, grazie alla collaborazione con L’Open Champion del 1995, ha migliorato in maniera importante la sua posizione sul mercato, passando dal 31mo al 10mo posto nel segmento di riferimento, con un tasso di crescita dei volumi di vemdita del 232%.
Anche qui l’abbinamento prodotto/testimonial é più che azzeccato, e viene costantemente promosso con campagne di comunicazione social che, a volte, trovo esilaranti.
A questo rapporto, che possiamo ormai considerare consolidato, se ne affianca ora un altro, con un partner molto importante.
Nella giornata di martedì Topgolf, con un comunicato pubblicato sul suo sito, ha ufficializzato un accordo pluriennale con John Daly, commercialmente articolato su più livelli, il cui momento topico é rappresentato dalla sua presenza alla sede di Augusta in occasione del Masters, evento già verificatasi, informalmente, quest’anno: Topgolf prende così il posto di Hooters come riferimento per i fans di JD, dopo la parentesi del 2025, quando Daly fece “campo base” alla Top Dawg Tavern.
Long John ha dichiarato:
“Mi piace l’atmosfera che c’é a Topgolf”
“E’ un posto dove puoi picchiare la palla, ascoltare musica, prendere un drink e divertirti con gli amici e la tua famiglia”
“E’ il golf che mi piace”.
David McKillips, CEO di Topgolf, é sulla stessa lunghezza d’onda:
“John Daly é un’icona unica nel suo genere, che ha completamente scompaginato questo sport, rifiutando di essere chiunque tranne se stesso”
“Noi di Topgolf ci vantiamo di abbattere le barriere affinché chiunque possa giocare, che é esattamente ciò che rende questo accordo così naturale ed eccitante”.
Insomma. questa accoppiata parte con il piede giusto, come si vede dal video di lancio.

