Dubai e Abu Dhabi: golf nel deserto tra campi perfetti e clima estremo

Novembre, il mese del golf negli Emirati Arabi

Se in questi giorni state seguendo il DP World Tour, avrete sicuramente visto le immagini dei bellissimi campi da golf degli Emirati Arabi Uniti. Dal 5 all’8 novembre si gioca a Yas Links, ad Abu Dhabi, mentre dal 12 al 15 novembre i migliori giocatori del circuito si sposteranno a Dubai, sul percorso Earth del Jumeirah Golf Estates, per il gran finale della Race to Dubai.

Due appuntamenti che mi danno lo spunto per parlare di una destinazione golfistica che trovo particolarmente interessante, soprattutto per chi vuole organizzare un viaggio durante i mesi invernali, quando in buona parte dell’Europa giocare diventa più complicato.

Dubai: giocare tra grattacieli e deserto

Dubai è probabilmente la destinazione golfistica più conosciuta del Medio Oriente. Qui si trovano alcuni dei percorsi più famosi della regione, a partire dall’Emirates Golf Club, che con il suo Majlis Course ospita ogni anno il Dubai Desert Classic.

Tra i campi che prenderei in considerazione per un golf trip c’è sicuramente l’Earth Course del Jumeirah Golf Estates, disegnato da Greg Norman e sede del DP World Tour Championship. Poi ci sono il Dubai Creek Golf & Yacht Club e il Dubai Hills Golf Club, con viste davvero particolari sullo skyline della città.

Una curiosità? Al Faldo Course dell’Emirates Golf Club si può giocare anche di notte, grazie all’impianto di illuminazione. Un’esperienza che aggiungerei volentieri a un viaggio di golf a Dubai.

Abu Dhabi: golf vista mare

A circa un’ora e mezza di auto da Dubai si raggiunge Abu Dhabi, una città che personalmente inserirei nello stesso viaggio, dedicandole almeno un paio di giorni.

Il campo più conosciuto è Yas Links, disegnato da Kyle Phillips, che ospita proprio in questi giorni l’Abu Dhabi Aldar Championship. È un percorso links affacciato sul mare, con fairway ondulati e ben 18 buche con vista sull’acqua.

Un altro nome interessante è il Saadiyat Beach Golf Club, progettato da Gary Player, mentre l’Abu Dhabi Golf Club, con la sua inconfondibile clubhouse a forma di falco, ha ospitato per molti anni il torneo del circuito europeo.

Il clima: perché scegliere l’inverno

Una delle particolarità del golf negli Emirati è proprio il clima. Durante l’estate le temperature possono superare i 40 gradi, rendendo una partita di golf decisamente impegnativa, soprattutto nelle ore centrali della giornata.

Da novembre a marzo, invece, le condizioni cambiano completamente. A novembre le temperature si aggirano generalmente tra i 24 e i 30 gradi, permettendo di giocare in maniche corte mentre in Italia iniziano freddo, pioggia e giornate sempre più corte.

Trovo poi impressionante il livello di manutenzione dei campi. Fairway verdissimi e green preparati alla perfezione, anche se naturalmente mantenere queste condizioni in un territorio desertico richiede importanti risorse idriche ed energetiche.

Quanto costa organizzare un golf trip negli Emirati?

Dubai e Abu Dhabi non sono sicuramente tra le destinazioni golfistiche più economiche. I green fee dei campi più conosciuti possono essere piuttosto elevati, soprattutto durante l’alta stagione, e bisogna considerare anche il costo degli hotel e degli spostamenti.

Il mio consiglio sarebbe quello di organizzare almeno cinque o sei notti, magari alternando tre o quattro round di golf alla visita delle due città. Dubai offre tantissimo tra ristoranti, spiagge e attrazioni, mentre ad Abu Dhabi meritano una visita la Grande Moschea dello Sceicco Zayed e il Louvre Abu Dhabi.

Gli Emirati sono una destinazione che valuterei soprattutto per un golf trip invernale, quando il clima permette di godersi sia i campi sia tutto quello che c’è fuori.

Nel frattempo, i due appuntamenti del DP World Tour di novembre sono un’ottima occasione per scoprire alcuni dei percorsi più interessanti della zona e, perché no, iniziare a pensare a un futuro viaggio.

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