E’ successo al PGA Championship 2026

E’ successo al PGA Championship 2026

L’edizione 2026 del PGA Championship si é chiusa con la vittoria di Aaron Rai.

Oltre alla bella prestazione del britannico che gli ha garantito una prima moneta di 3.690.000 $ (la PGA of America ha annunciato venerdì l’aumento del montepremi di 1,5 milioni di $ rispetto al 2025, con conseguente “ritocchino” del primo premio, NDR), nel lungo weekend di Aronimink sono accadute altre cose degne di nota, che hanno fatto da corollario al torneo.

LA CHAMPIONS DINNER DI MARTIN KAYMER

Il Capitano del Team Cleeks GC vinse il PGAC nel 2010, sconfiggendo Bubba Watson al playoff sul bellissimo percorso di Whistling Straits: da allora si é aggiudicato il diritto di partecipare lifetime  sia al torneo che alla Champions Dinner.

Ma, come Kaymer ha raccontato alla stampa, la cena di quest’anno gli ha riservato un momento particolare (lui l’ha definito divertente), quando un commensale, nel dettaglio un official della PGA of America, gli ha chiesto se giocasse ancora.

Ebbene, é stato il classico caso in cui un commento sgradevole ha ottenuto l’effetto di caricare il destinatario: Kaymer ha chiuso il suo primo giro in 67 colpi (e ha anche passato il taglio).

TAGLI “ECCELLENTI”

Il setup del percorso, molto criticato dai giocatori (Rory McIlroy “Un leaderboard ammassato é indice di un setup non ottimale”), ha mietuto molte vittime tra i big: non hanno passato il taglio Toomy Fleetwood, Wyndham Clark, Viktor Hovland, Tyrrell Hatton, Adam Scott e Bryson DeChambeau (su di lui ci torno dopo…).

In effetti, le immagini delle fasi di gioco hanno ricordato molto più quelle di uno U.S. Open di un PGAC, con molti giocatori che hanno affrontato situazioni al limite, anche per loro.

LA PENALITA’ DI GARRICK HIGGO

Giovedì alle 7.18 Garrick Higgo aveva il tee time dalla buca 1 insieme a  Shaun Micheel e Michael Brennan.

Ma il sudafricano, pur essendosi presentato per tempo al circolo, si é attardato e si e presentato su tee alle 7.19: risultato, due colpi di penalità.

Il comunicato della PGA of America recita:

“Higgo era sul putting green di pratica, ma non si trovava nella zona definita come area di partenza al momento del suo tee time”.

Nonostante la penalità, ha chiuso il suo primo giro in 69 colpi, uno sotto il par (senza i due colpi inflittigli avrebbe chiuso da co-leader, NDR).

Il giorno dopo, il sudafricano aveva la partenza alle 12.43:

  • si é presentato al campo 5 ore prima circa;
  • é arrivato sul tee alle 12.36;
  • ha chiuso in 76 colpi, per un totale di +5
  • non ha passato il taglio per un colpo.

Sarà un PGA Championship che non dimenticherà facilmente.

KEEGAN BRADLEY E JUSTIN THOMAS “ON THE CLOCK”

Nel corso del secondo giro, le telecamere hanno colto Keegan Bradley e Justin Thomas (che giocavano con Cameron Young) nel pieno di un’animata discussione con un referee che li aveva appena messi “on the clock” per gioco lento.

Il fatto é apparso di per sé singolare, dato che, sostanzialmente, tutto il field si muoveva a rilento.

Nel corso dell’intervista alla fine del giro, a Thomas é stato chiesto cosa fosse successo:

“E’ difficile perché riguarda l’argomento del time par. Ma che cosa é il time par? Come é possibile che su questo percorso sia sempre lo stesso con il vento a 25 miglia e le aste sono così complicate?”

Le regole della PGA of America che governano il pace of play concedono ad un gruppo di tre giocatori 13 minuti e mezzo per completare la buca.

Probabilmente, il gruppo di Bradley e Thomas non ha rispettato i tempi, ma di certo non sono stati gli unici.

BRYSON DECHAMBEAU MI DEVE UN BIRRA

Ho detto che sarei tornato sul taglio di DeChambeau, maturato già nel primo giro chiuso in 76 colpi.

Io lo avevo segnalato proprio lui come mio favorito, lanciando la sfida al mio amico Andrea Crippa, e così adesso gli offrirò (con piacere) la canonica birra.

Però Bryson, questa non me la dovevi fare, la birra me la dovrai pagare anche tu…


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