Europa, che finale! Lottie Woad firma il punto della vittoria

Una domenica thriller alla Solheim Cup. L’Europa torna a sollevare il trofeo e lo fa al termine di una giornata di singolari combattutissima, chiusa con il punto decisivo di Lottie Woad. Per Anna Nordqvist, alla sua prima Solheim Cup da capitana e a poche settimane dall’addio al golf agonistico, è il finale perfetto di una carriera straordinaria.

Era difficile immaginare una sceneggiatura migliore.

L’Europa si presenta all’ultima giornata con la necessità di reagire e le dodici giocatrici rispondono nel modo più convincente possibile: partenza forte, grande aggressività e soprattutto la capacità di trasformare la pressione in energia.

La capitana svedese aveva studiato con attenzione anche l’ordine dei singolari: “Mettere Charley per prima è stata una scelta ovvia. Abbiamo visto le statistiche ieri: Charley e Lottie sono state tra le quattro giocatrici ad aver realizzato più birdie durante la settimana. Non avevano raccolto molti punti, ma hanno disputato incontri davvero combattuti. La gente non si rende conto di quanto siano brave queste giocatrici e di quanto sia stato di alto livello il golf espresso in questi tre giorni.
Quindi puntare su Charley è stato naturale, così come chiudere in bellezza con Carlota; come sappiamo, è un’impresa che le è già riuscita in passato. Ed è stato bello vedere Lottie concludere bene la settimana: ha giocato benissimo, anche se finora non aveva raccolto i frutti sperati. Ma imbucare il putt decisivo… credo che sarà un ricordo indelebile per lei”.

Tra le protagoniste della giornata c’è Carlota Ciganda, ormai una vera specialista della Solheim Cup.

Credit: Ladies European Tour/Solheim Cup

La spagnola ha affrontato ancora una volta Jennifer Kupcho, con la quale aveva già dato vita a una sfida intensa nei giorni precedenti. Questa volta, però, Ciganda è partita fortissimo: «Non volevo darle nulla. Sapevo che se fossi riuscita a portarmi un paio di buche di vantaggio all’inizio sarebbe stato difficile per lei rientrare».

La strategia ha funzionato. Due up e poi un altro colpo decisivo alla 13, con un birdie spettacolare dalla sabbia.

Ciganda non ha nascosto la propria motivazione: «Oggi ero davvero motivata a batterla perché sapevo che sarebbe stato importante».

E ancora una volta ha mostrato quella personalità che la rende una delle giocatrici simbolo dell’Europa in Solheim Cup.

Alla fine, però, il suo pensiero è soprattutto per la capitana e amica di una vita, Anna Nordqvist.

«La conosco da più di 20 anni. Abbiamo giocato insieme da dilettanti, da professioniste e in tante Solheim Cup. È una delle giocatrici più competitive che conosca. Era preparatissima, organizzata, aveva tutto nella sua mente e un piano di gioco. Sono felicissima che tutto abbia funzionato per lei».

Il momento più emozionante arriva però con Lottie Woad.

Credit: Ladies European Tour/Solheim Cup

La giovane inglese aveva vissuto una settimana complicata dal punto di vista dei risultati. Il gioco c’era, i birdie anche, ma i punti non arrivavano.

«Ero piuttosto delusa. Sentivo di giocare bene golf ma di non riuscire a portare punti alla squadra. Sentivo quasi di deludere tutti».

A cambiare la prospettiva sono state proprio le capitane.

Le hanno ricordato un dato significativo: Woad era terza per numero di birdie nella settimana. Il golf, insomma, c’era. Doveva soltanto fidarsi di quello che stava facendo.

E quella fiducia è arrivata nel momento più importante.

Sul green, davanti al putt che poteva consegnare la Solheim Cup all’Europa, Woad non sapeva nemmeno che quel colpo avrebbe potuto chiudere la sfida.

«Non sapevo che fosse per vincere. Pensavo che fosse il match di Carlota».

Il putt entra.

E la rookie che fino a quel momento aveva cercato disperatamente il proprio momento diventa improvvisamente la giocatrice che ha regalato all’Europa il punto decisivo.

«Probabilmente era lungo così», ha raccontato indicando una distanza minima con le dita, «ma mi è sembrato molto più lungo».

Un’immagine perfetta della pressione di una Solheim Cup.

Per Anna Nordqvist, invece, è il coronamento di un viaggio lungo vent’anni.

Credit: Ladies European Tour/Solheim Cup

Tre major, una carriera da protagonista, una lunga storia in Solheim Cup e, infine, la vittoria da capitana.

Un percorso che si è intrecciato con una decisione difficilissima: l’annuncio del ritiro dal golf agonistico appena due settimane prima della competizione.

«È stato difficile ritirarmi due settimane fa e fare contemporaneamente questa cosa», ha ammesso.

La pressione, le emozioni, il lavoro degli ultimi due anni e una settimana senza quasi un momento per fermarsi. Ma alla fine tutto ha avuto un senso.

«Ci sono state così tante emozioni accumulate. È stato un viaggio così lungo, con tanto lavoro».

E quando il putt di Woad è entrato, quelle emozioni sono esplose.

Nordqvist ha voluto condividere il successo con tutto il suo staff, le vicecapitane Anne van Dam, Mel Reid e Caroline Hedwall, e soprattutto con la sua famiglia.

«Ho vissuto il mio sogno. Non mi è mai sembrato di lavorare un solo giorno della mia vita».

Poi il riferimento alla famiglia, sempre presente durante le sue Solheim Cup: fratelli, cognate, nipoti. Fino alle lacrime.

«È sempre stata una questione di famiglia per me. Ed è questo che rende speciale la Solheim Cup: puoi condividere tutto questo con gli altri».

Dall’altra parte, Angela Stanford deve accettare una sconfitta difficile.

La capitana americana riconosce senza esitazioni i meriti dell’Europa: «Hanno giocato molto bene oggi. Avevano le spalle al muro, non avevano nulla da perdere, ed è esattamente quello che hanno fatto».

Nessun rimpianto, almeno per ora.

«Credo in tutte e dodici. Non sono una persona che vive di rimpianti».

E guarda già al futuro, consapevole che il golf americano dispone di una nuova generazione di possibili capitane: «Abbiamo una buona pipeline. Ci sono molte capitane pronte, molte persone valide».

La Solheim Cup si chiude così con un’immagine che racchiude perfettamente lo spirito della competizione: una giovane rookie con il cuore in gola, una campionessa come Carlota Ciganda ancora decisiva e una leggenda come Anna Nordqvist che chiude il proprio straordinario capitolo agonistico da capitana vincente.

E lo fa con una squadra che, come ha sottolineato Ciganda, è stata soprattutto un’unità, un gruppo, una squadra.

Per Anna Nordqvist non poteva esserci finale migliore.

Per Lottie Woad, invece, potrebbe essere appena l’inizio.

Arrivederci alla prossima sfida, dal 6 al 10 settembre 2028 al Valhalla Golf Club, Louisville, Kentucky, USA.

Sperando in una migliore copertura TV dell’evento.


Related Posts
Total
0
Share