Il futuro della LIV Golf, secondo i giocatori
La fine del sostegno, dal 2027, da parte del PIF alla LIV Golf ha dato il la a molteplici commenti da parte dei media, degli operatori del settore e dei fans, e sono stati ampiamente diffusi.
Quello che manca per completare il quadro, tuttavia, sono i pensieri dei giocatori, in primis quelli della Lega (ancora per poco) saudita, e devo dire che negli ultimi dieci giorni a questa mancanza hanno provveduto a porre rimedio diversi protagonisti della LIV.
Cominciamo dai due giocatori più rappresentativi, Bryson DeChambeau e Jon Rahm.
Nei progetti di Scott O’Neil, CEO della LIV, che ha esposto un progetto mirato al fine di finanziare la Lega una volta cessato il finanziamento da parte del Fondo sovrano saudita, i due dovrebbero ricoprire un ruolo attivo nella campagna di fundraising, ovvero stimolare nuovi investitori a garantire il loro sostegno dal 2027.
Il giocatore statunitense, che crede nel futuro della LIV Golf, ha dato la sua disponibilità:
“Io credo che siamo tutti ottimisti sul fatto che esiste un business plan che sostiene il team golf…io sono fiducioso sulla validità di questo modello rispetto agli altri”
“Ma anche gli altri modelli funzionano, per certo, per cui non voglio dire che un modello sia migliore dell’altro, ma io vedo la potenzialità che il team golf può avere, non solo a livello mondiale, ma anche per la crescita del golf stesso”.
DeChambeau ci crede così tanto da avere messo in piedi una mini-cordata di giocatori (tra cui Poulter e Westwood) disposti a finanziare la Lega di tasca loro.
Di diverso avviso lo spagnolo (che, peraltro, pare sarebbe intenzionato a mettere in discussione il proprio contratto con la LIV, NDR):
“Io non so nulla di affari. Non pretenderò mai di sapere alcuna cosa in materia di affari, e se mi trovassi in una riunione, non saprei da dove cominciare”
“Il mio lavoro é giocare a golf, e vorrei dire che é già abbastanza difficle così…”
Passiamo a Sergio Garcia, che ha un suo punto di vista diverso:
“Siamo molto felici per ciò che il nostro CEO, Scott, ed il suo team stanno organizzando”
“Siamo contenti di essere coinvolti, dando il nostro contributo e cercando di capire come possiamo colaborare per fare sì che la Lega continui il suo percorso”
“Io credo che, più che essere preoccupati circa il fatto che la Lega continui ad esistere, si tratti del come continuerà ad esistere”.
In sostanza, il Capitano del Team Fireballs propone il tema di una possibile trasformazione che porterà la LIV ad essere diversa da come la conosciamo.
Abbiamo poi Cameron Smith, che punta sull’austerity, proponendo la riduzione dei premi che, a suo giudizio, non comprometterrebbe l’appeal della Lega:
“…Sono stati quattro o cinque anni fantastici per noi giocatori, per chiunque in tutto il mondo”
“Ha cambiato moltissime cose, ma io credo realisticamente, che sia tempo di tornare al passato”.
Cameron non é lomtano dalla realtà: dalla data del suo lancio, nel 2022, la LIV Golf ha messo a dispozione un montepremi di circa 30 milioni di $ per ogni torneo, cifra che, senza il sostegno del PIF, non é più immaginabile.
Chiudiamo con Carlos Ortiz che, ribandendo la fiducia già affermata dai suoi colleghi, conclude in modo lapidario:
“Devono trattare con il PIF”.
Chi ha ragione? Chi ha torto?
Probabilmente la soluzione arriverà da un mix di tutti questi pensieri.
Restate sintonizzati.